Political Review di gennaio 2026 - BistonciniPartners

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Referendum Riforma della Giustiza

I promotori dell’iniziativa popolare contro la riforma della giustizia hanno presentato ricorso al TAR del Lazio, chiedendo in via cautelare la sospensione della delibera con cui il Consiglio dei ministri ha fissato la data del referendum per il 22 e 23 marzo. Secondo i promotori, il Governo avrebbe adottato un’interpretazione restrittiva della normativa, stabilendo la data del referendum entro 60 giorni, anziché 90, dall’ordinanza della Cassazione sui quesiti presentati dai parlamentari. Il TAR non ha disposto la sospensione della delibera e ha calendarizzato per il 27 gennaio la Camera di consiglio per l’esame collegiale del ricorso. Se il TAR dovesse confermare il decreto del Governo, il comitato promotore del referendum popolare potrebbe comunque rivolgersi alla Corte Costituzionale, chiedendole di pronunciarsi sulla legittimità del decreto che ha fissato la data della consultazione.

Premierato

Le modifiche alla legge elettorale sono sempre più imminenti. Giorgia Meloni ha dato il via libera ufficiale all’apertura di una trattativa con le opposizioni, accompagnandola però da un avvertimento che ne chiarisce l’urgenza: niente scontri frontali, ma neppure tempi dilatati sull’introduzione di un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Il meccanismo ipotizzato prevede il 55% dei seggi alla coalizione che ottiene almeno il 40% dei voti, con la possibilità di salire fino al 60% se si raggiunge il 45%. Su questo punto, nel centrodestra l’intesa è già stata trovata. Spetterà ora ai parlamentari della maggioranza mettere a punto un testo organico entro febbraio, da sottoporre poi alle opposizioni. Un passaggio che richiederà tempo per sciogliere alcuni nodi politici ancora aperti all’interno della coalizione.

Accordo Mercosur

Nel nuovo assetto globale plasmato dalla presidenza Trump, l’accordo commerciale tra l’Unione europea e i Paesi del Mercosur – Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay – che ha ottenuto il via libera della maggioranza degli Stati membri nonostante la dura opposizione del mondo agricolo europeo, assume un valore che va ben oltre l’economia, caricandosi di un forte significato geopolitico. Un accordo definito “storico”, frutto di ben 26 anni di negoziati, destinato a dare vita alla più grande area di libero scambio al mondo, con un bacino di circa 700 milioni di consumatori. La firma definitiva è stata apposta sabato 17 gennaio in Paraguay dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. L’intesa si articola in due pilastri: un accordo commerciale ad interim, che entrerà in vigore senza la ratifica dei Parlamenti nazionali, e un accordo di partenariato che invece richiederà l’approvazione degli Stati membri. Prima della conclusione formale, sarà comunque necessario il via libera del Parlamento europeo.

Operazione USA in Venezuela

In Venezuela missili e razzi USA hanno colpito installazioni in diverse zone della capitale e anche in varie province del Paese. Un elicottero delle forze speciali ha prelevato Nicolás Maduro e la moglie, Cilia Flores: il presidente venezuelano è stato catturato e trasferito fuori dai confini nazionali. Donald Trump ha definito l’operazione una dimostrazione di forza senza precedenti dalla Seconda guerra mondiale, a conferma della schiacciante superiorità militare degli Stati Uniti. Il presidente americano ha inoltre annunciato che Washington assumerà il controllo del Paese a tempo indeterminato, fino a quando non sarà garantita una transizione sicura, adeguata e giudiziosa. Intanto, la Presidente ad interim Delcy Rodríguez ha dichiarato l’inizio di “una nuova era politica”, proponendosi come figura di unità nazionale dopo anni di governo autoritario.

Social Review: i trend topic dell’ultimo mese

Roberto Vannacci

Il politico più performante sul tema Nicolás Maduro è Roberto Vannacci, che ha pubblicato su Instagram un video dal sottotesto sarcastico in cui attacca governi e istituzioni europee paragonando la situazione venezuelana a quella dell’Ucraina: “USA ATTACCA VENEZUELA. Ora mi aspetto che la Commissione Europea congeli gli assetti finanziari statunitensi e che Merz, Macron e Starmer propongano di inviare truppe in difesa di Caracas.” (124.4K interazioni). Nel dibattito italiano online il picco di menzioni è avvenuto il 3 gennaio (123K menzioni), nel giorno della cattura del presidente venezuelano. Considerando l’ultimo mese si contano 535K menzioni e 18.7 milioni di interazioni.

Giuseppe Conte

L’esponente politico italiano con l’uscita più performante sul tema Groenlandia è Giuseppe Conte. In un post su Facebook, il leader del Movimento 5 Stelle ha espresso un duro giudizio sulla posizione del governo italiano sui possibili dazi minacciati da Donald Trump: “Se Meloni permetterà a Trump di spaccare l’Europa, l’Italia non se ne avvantaggerà perché un attimo dopo non saremo più uno Stato sovrano ma uno Stato vassallo. A tutti gli effetti. La risposta deve essere durissima e unitaria.. Il contenuto ha raggiunto 40.6K interazioni. Nel grafico si notano due picchi di menzioni del tema in Italia: il 5 gennaio (16.7K menzioni) e il 18 gennaio (18.7K menzioni), in coincidenza con le dichiarazioni del presidente Trump sulla necessità degli Stati Uniti di acquisire il territorio e i conseguenti dazi. Le citazioni totali in Italia nell’ultimo mese sono state 159.9K, mentre il tasso di engagement ha raggiunto 5.3 milioni di interazioni.

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Simone Vellucci