Parole dell’anno 2025: “fiducia”, “chill”, e il dizionario del nostro tempo.
Ogni anno la lingua fa il suo bilancio.
Non con i numeri. Con le parole.
E nel 2025 le parole scelte sembrano tutte dire la stessa cosa: stiamo cercando aria. E verità. Nel rumore.
La parola dell’anno in Italia secondo Treccani: “fiducia”
Per Treccani la parola dell’anno 2025 è fiducia. Non è una scelta “carina”. È una fotografia.
Fiducia oggi è una moneta rara. La spendiamo con cautela. In famiglia, al lavoro, nelle istituzioni. E quando manca, il mondo scricchiola.
Esempio d’uso (semplice):
“Mi fido di te” non è solo una frase. È un patto.
La parola giovanile dell’anno secondo la Crusca: “chill”
L’Accademia della Crusca ha scelto “chill” come “parola giovanile dell’anno 2025”. Nel senso più chiaro possibile: relax, calma, zero drama.
È interessante perché non è solo uno slang. È un bisogno. Un modo per dire: «mi fermo un attimo».
E sì, da chill nasce anche chillare: “stare tranquilli”, “prenderla morbida”.
Mini glossario dello slang (quello che gira in Italia)
Dentro la rosa delle parole più votate c’erano anche questi termini (molto social, molto chat).
bro
Amico. Compagno. “Fratè” versione internazionale.
fra
Idem, ma più corto. Più “di corsa”.
aura
Carisma. Presenza. Quella cosa che “si sente” anche senza parlare.
letsgoski
È un “andiamo!” pompato.
Usato per caricarsi o caricare gli altri.
bobbare
Tagliare corto. Non andare. Defilarsi.
Il classico: “Ci vediamo?” — “Ehm… bobbo.”
Le parole dell’anno nel mondo anglofono: internet allo specchio
Qui il filo rosso è chiaro.
La rete non è solo un posto. È un clima.
Oxford: rage bait
Oxford ha scelto rage bait: contenuti fatti apposta per farti arrabbiare e farti reagire. Non informano. Innescano.
Collins: vibe coding
Collins ha scelto vibe coding: scrivere codice “a sensazione”, guidati da prompt e AI, più che da righe scritte a mano. È una parola tecnica, ma racconta una svolta culturale: facciamo fare alle macchine, e noi dirigiamo.
Cambridge: parasocial
Cambridge ha scelto parasocial: il legame “a senso unico” con celebrità, influencer e perfino chatbot. Ti sembra di conoscere qualcuno. Ma lui non sa che esisti.
Merriam-Webster: slop
Merriam-Webster ha scelto slop: contenuti digitali scadenti prodotti in massa, spesso con AI. Una parola brutta, volutamente. Per dire: “Basta roba finta”.
Cosa ci dicono tutte insieme
Se metti in fila fiducia e chill, poi aggiungi rage bait e slop, esce un messaggio semplice:
- abbiamo fame di calma
- abbiamo sete di affidabilità
- siamo stanchi di essere “usati” dagli algoritmi
E in mezzo ci sta lo slang.
Che non è solo moda. È difesa rapida. È ironia. È identità.
A Roma, a Napoli, a Milano: cambia l’accento, non il bisogno.
Capirsi. Respirare. Restare umani.
Le parole dell’anno non sono medaglie. Sono segnali stradali.
Dimmi la tua:
qual è la parola che ti rappresenta di più, oggi?
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