28 Gennaio 2026
Una fattura per presunta manomissione del contatore, emessa da un fornitore operante nel regime di maggior tutela, è stata integralmente annullata dopo l’intervento dello sportello +Tutela Trapani di Consumerismo No Profit e il chiarimento tecnico fornito dal distributore di zona. Al cliente non è stato richiesto alcun pagamento.
La vicenda prende avvio dall’emissione di una bolletta di importo rilevante, giustificata dal venditore come conseguenza di una presunta alterazione del misuratore da ottobre del 2019 a marzo 2023. Un’accusa grave, che avrebbe potuto comportare non solo un danno economico.
Il consumatore, assistito da Consumerismo, ha presentato formale reclamo, contestando l’addebito e chiedendo chiarimenti tecnici. Tuttavia, il fornitore – nonostante operasse nel regime di tutela, che dovrebbe garantire standard più elevati di protezione – non ha fornito alcuna risposta nei termini previsti dalla regolazione.
Scaduti i tempi di legge previsti per la risposta, la controversia è approdata in conciliazione. In questa sede, grazie anche al coinvolgimento del distributore di zona, è stato accertato che non vi era alcuna manomissione del contatore, ma un semplice malfunzionamento del misuratore, non imputabile al cliente finale.
Alla luce delle verifiche tecniche, la fattura contestata è stata interamente prescritta e nulla è risultato dovuto dal consumatore.
Il caso evidenzia una criticità non isolata nel settore energetico: anche nel regime di tutela, i cittadini possono trovarsi esposti a richieste economiche fondate su presupposti errati, con reclami che restano privi di risposta e con l’onere della prova che, di fatto, viene scaricato sull’utente.
«È inaccettabile che a fronte di accuse così gravi – come una presunta manomissione – non venga effettuata una verifica tecnica preventiva e non si risponda ai reclami dei cittadini», sottolinea Giovanni Riccobono Responsabile dello Sportello di Trapani, che invita i consumatori a non pagare automaticamente fatture contestate e a far valere i propri diritti attraverso gli strumenti di tutela previsti.
La vicenda si chiude con un esito favorevole per il cliente, ma riaccende il dibattito sull’effettiva efficacia delle garanzie nel regime di tutela e sulla necessità di rafforzare i controlli e la qualità delle risposte fornite dagli operatori.
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