Buonomo e Veronese: �Norma salva-imprenditori, nuovo tentativo di indebolire diritti e salari�
28/01/2026 Sindacato.
�Nel nuovo schema di decreto Pnrr ricompare, all�articolo 18, la norma cosiddetta �salva-imprenditori� sui lavoratori sottopagati: un tentativo gi� visto nella legge di bilancio e che la Uil giudica sbagliato nel merito e pericoloso nel metodo�. Lo denunciano le segretarie confederali della Uil, Vera Buonomo e Ivana Veronese.
�La norma stabilisce che, anche quando un giudice accerta il mancato rispetto dell�articolo 36 della Costituzione, il datore di lavoro non debba versare le differenze retributive o contributive se si � attenuto al trattamento previsto da un contratto collettivo. Una scelta, questa - hanno sottolineato Buonomo e Veronese - che riduce la portata dell�articolo 36 della Costituzione e rischia di legittimare livelli retributivi insufficienti, soprattutto in presenza di contratti non rappresentativi con tabelle salariali pi� basse. Questa disposizione non rafforza la contrattazione e non sostiene il lavoro: ostacola la possibilit� di correggere situazioni di sottosalario, indebolisce le tutele e crea un precedente pericoloso, che pu� incentivare comportamenti elusivi in un Paese gi� segnato da lavoro povero e dall�aumento dei contratti pirata. La funzione dell�articolo 36 - hanno ricordato le due sindacaliste - � chiara: garantire una retribuzione proporzionata e sufficiente. � un principio costituzionale che non pu� essere attenuato per decreto. I crediti di lavoro sono diritti soggettivi pienamente esigibili: il lavoro svolto deve essere sempre retribuito in modo adeguato, e quando un giudice ne accerta l�insufficienza, le somme dovute vanno riconosciute integralmente. Per queste ragioni, la Uil chiede il ritiro immediato della norma dall�articolo 18 del decreto PNRR. La via maestra - concludono Buonomo e Veronese - non � indebolire i diritti, ma rafforzare la contrattazione rappresentativa, contrastare il dumping salariale e garantire retribuzioni eque, coerenti con la nostra Costituzione�.
Roma, 28 gennaio 2026