Una nuova modalità di trattamento migliora la qualità di vita dei pazienti e alleggerisce il peso dell’assistenza ospedaliera
In Sicilia la cura della miastenia gravis compie un passo avanti molto importante verso una sanità più vicina alle persone. È infatti disponibile anche nell’Isola la terapia domiciliare per i pazienti affetti da questa rara patologia neuromuscolare, una novità che consente di effettuare il trattamento direttamente a casa, senza la necessità di recarsi periodicamente in ospedale. La possibilità è resa concreta dall’introduzione del farmaco efgartigimod alfa in siringa preriempita, una formulazione che può essere autosomministrata dal paziente o da un caregiver adeguatamente formato.
Un cambiamento significativo rispetto al passato, quando la terapia richiedeva infusioni endovenose in ambiente ospedaliero, con tempi lunghi e un impatto non da poco sulla vita quotidiana, soprattutto per chi vive lontano dai centri specialistici.
La somministrazione domiciliare riduce drasticamente i tempi del trattamento (pochi secondi contro ore) e alleggerisce il carico organizzativo ed emotivo legato agli spostamenti, alle attese e alla gestione della malattia. Un beneficio concreto che si traduce in una maggiore autonomia e in una migliore qualità della vita per i pazienti.
Secondo gli specialisti, tra cui il professor Carmelo Rodolico, ordinario di Neurologia all’Università di Messina e direttore della UOC di Neurologia e Malattie neuromuscolari dell’AOU “G. Martino”, la possibilità di curarsi a casa rappresenta un cambio di paradigma nell’assistenza alla miastenia gravis. Un’opportunità che, come sottolinea anche il dottor Vincenzo Di Stefano, neurologo del Policlinico universitario “Paolo Giaccone” di Palermo, consente, inoltre, di ridurre l’affollamento delle sale di infusione e di ottimizzare l’impiego delle risorse sanitarie.
La miastenia gravis è una malattia autoimmune cronica che colpisce la comunicazione tra nervi e muscoli. Il sistema immunitario produce “per sbaglio” anticorpi che interferiscono con i recettori dell’acetilcolina, compromettendo la trasmissione dell’impulso nervoso. Ne deriva una debolezza muscolare che tende a peggiorare con lo sforzo e a migliorare con il riposo. I sintomi più comuni interessano gli occhi e le palpebre, con visione doppia e ptosi, ma possono coinvolgere anche i muscoli del volto, della masticazione, della deglutizione e, nei casi più gravi, quelli respiratori. In Italia riguarda circa una persona ogni 5mila, con un esordio più frequente nelle donne tra i 20 e i 30 anni e negli uomini tra i 50 e i 60.
L’introduzione della terapia domiciliare con efgartigimod alfa è il risultato della ricerca di Argenx, un’azienda che opera nel settore dell’immunologia. L’azienda ha sviluppato anche un programma di supporto per chi sceglie la terapia domiciliare che prevede training, assistenza alla somministrazione e monitoraggio del trattamento. Un nuovo modello di presa in carico, più flessibile e più centrato sui bisogni del paziente.