Le collaborazioni più interessanti prendono forma a partire dall’osservazione dei comportamenti, dagli immaginari condivisi e dai contesti d’uso reali, andando oltre una logica puramente mediatica o di sovrapposizione di target. In questo senso, i casi che seguono mostrano una traiettoria comune: il valore emerge dalla capacità di “ri-leggere ciò che esiste già”.
Un prodotto quotidiano, un gesto abituale, un ricordo collettivo, una frizione apparentemente marginale diventano il punto di partenza per creare esperienze, oggetti o narrazioni immediatamente riconoscibili e, proprio per questo, desiderabili. Che si tratti di tradurre insight culturali in prodotti fisici, di attivare la nostalgia come leva emotiva, di usare l’ironia come linguaggio condiviso o di spostare il brand in nuovi contesti educativi e di consumo, tutte queste collaborazioni mostrano come il co-marketing più efficace oggi lavori sulla familiarità, sull’esperienza e sulla capacità dei brand di entrare nella vita delle persone con codici credibili, coerenti e culturalmente rilevanti.
Pinterest x Chamberlain Coffee
La collaborazione tra Pinterest e Chamberlain Coffee, il brand di caffè fondato da Emma Chamberlain, rappresenta un caso emblematico di co-marketing che nasce dall’osservazione dei comportamenti prima ancora che da un accordo commerciale. È il primo prodotto co-branded nei 15 anni di storia di Pinterest e prende forma a partire da Pinterest Predicts, lo strumento di trend forecasting della piattaforma, in particolare dal Fisherman Aesthetic, una tendenza che combina minimalismo costiero e nostalgia nautica.
Chamberlain, che utilizza Pinterest da anni come spazio di ispirazione personale e professionale, ha concepito l’intera campagna direttamente sulla piattaforma, esplorando mood visivi, profili di gusto e direzione creativa. Il risultato è la Limited Maritime Collection: una miscela Sea Salt Toffee, accessori ispirati all’estetica marina e un Salted Toffee Latte disponibile nel café di Los Angeles. La partnership non si limita quindi alla figura della creator, ma coinvolge in modo diretto il suo brand imprenditoriale, trasformando l’affinità culturale con la piattaforma in un prodotto fisico e in una narrazione documentata attraverso board, visual e contenuti BTS. L’operazione ha generato 1500 uscite stampa fin dai primi giorni dal lancio, confermando il valore di un co-marketing costruito su community, linguaggi condivisi e insight culturali reali, più che su una logica di sponsorship tradizionale.
Clinique x Crayola
La partnership tra Clinique e Crayola, seppur storica, resta un esempio emblematico di come il co-marketing possa attivare la leva della nostalgia per rinnovare la percezione di un prodotto iconico. La collaborazione prende forma in una collezione in edizione limitata di Chubby Stick Moisturizing Lip Colour Balm, reinterpretati attraverso il linguaggio visivo di Crayola: packaging che richiama esplicitamente la forma e i colori dei pastelli, tonalità dai nomi immediatamente riconoscibili e una formula invariata rispetto al best seller originale. Anche in questo caso, il valore non risiede nell’innovazione di prodotto, ma nella sua ri-significazione culturale. Il richiamo all’infanzia, al gioco e alla creatività trasforma il lip balm in un oggetto affettivo prima ancora che cosmetico, riducendo la distanza tra brand e consumatore e rafforzando la memorabilità dell’esperienza.
La distribuzione limitata in store e online, insieme a un forte lavoro su merchandising e packaging, ha amplificato la conversazione attorno ai due brand, dimostrando come il nostalgia marketing, se ben orchestrato, possa rendere desiderabile ciò che è già noto, attivando emozioni condivise e capitalizzando su immaginari collettivi profondamente radicati.
Anya Hindmarch x Boots
La partnership tra Anya Hindmarch e Boots si è tradotta in un’attivazione esperienziale e commerciale ad alto impatto simbolico: dal 10 gennaio all’8 marzo 2026, Hindmarch ha trasformato The Village Hall a Pont Street, Londra, in un concept store ispirato alle farmacie britanniche degli anni ’70, omaggiando l’heritage di Boots attraverso arredi retrò, materiali d’epoca e una messa in scena che richiama rituali di cura e quotidianità pre-digitale. All’interno dello spazio è stata presentata una selezione di prodotti co-creati in edizione limitata (prodotti di beauty e body care) che rilegge categorie familiari attraverso il linguaggio grafico e ironico di Hindmarch, insieme ad accessori ispirati agli archivi storici del retailer ((borsette, portafogli).
Il cuore dell’operazione risiede però nella leva del nostalgia marketing: ovvero l’attivazione di una memoria collettiva legata alla farmacia come luogo di fiducia, prossimità e routine condivisa. In questo modo, la collaborazione non introduce un nuovo brand né stravolge l’offerta esistente, ma le ridà vita culturalmente, trasformando l’acquisto in esperienza e il prodotto in oggetto di affezione. Il co-marketing funziona perché sposta il valore dal piano funzionale a quello percettivo ed emotivo, rendendo desiderabile ciò che è già noto e rafforzando il posizionamento di entrambi i brand attraverso un immaginario immediatamente riconoscibile e condivisibile.
Yahoo x Graza
La collaborazione tra Yahoo e Graza prende una piccola irritazione quotidiana e la trasforma in un oggetto-regalo con una logica da “prop” culturale: il “Sssshhhhizzle Keyboard Oil”, pensato per i “loud typers” e costruito come drop satirico natalizio. Nel comunicato ufficiale, Yahoo presenta un gift set in edizione limitata composto da una bottiglia da 500 ml di olio EVO Graza “Sizzle” reimmaginata e ribattezzata “Sssshhhhizzle” Keyboard Oil, un vassoio/catch-all ispirato alla tastiera e un baseball cap ricamata con la scritta “Clickety-Clacker”. DesignRush inquadra l’operazione come un esempio di co-marketing basato su riconoscibilità immediata e cultura pop da ufficio: la “soluzione” è volutamente assurda, perché il prodotto non è davvero olio per tastiere, e proprio questa inversione genera curiosità, condivisioni e copertura earned. Funziona perché il meccanismo è semplice e preciso: un insight universale (la frizione del lavoro “da scrivania”), un’esecuzione coerente fino in fondo (packaging, copy e oggetti accessori che fanno da amplificatori visivi), un tono che permette a entrambi i brand di risultare memorabili senza appesantire il messaggio. In più, l’incastro è intelligente: Yahoo porta il contesto e la battuta, Graza porta un prodotto iconico e desiderabile, già riconoscibile per design e personalità, così il co-branding resta leggibile anche a colpo d’occhio e si presta a contenuti social, PR package e conversazioni organiche.
Little Spoon x Graza
La collaborazione tra Graza e Little Spoon si traduce nella Little Drizzle Collection, una linea di pasti per bambini in edizione limitata che introduce l’olio extravergine di oliva Graza come ingrediente centrale all’interno delle ricette. Il progetto nasce da una visione condivisa sul ruolo dell’educazione alimentare: Little Spoon in