Non sono più semplici videogiochi, ma veri e propri casinò digitali a portata di smartphone che stanno ipotecando il futuro delle nuove generazioni. L’Adoc lancia un grido d’allarme sul crollo definitivo del confine tra intrattenimento e gioco d’azzardo, denunciando la pericolosità delle Loot Boxes. Questi meccanismi predatori, che offrono ricompense casuali in cambio di denaro reale, rappresentano oggi il principale strumento di iniziazione alla ludopatia per migliaia di giovani italiani. La normalizzazione del rischio e l’uso di design manipolatori hanno trasformato il tempo libero dei minori in un percorso di spesa compulsiva e incontrollata, creando una generazione di nuovi ludopatici digitali nel silenzio quasi totale delle Istituzioni.
I dati aggiornati del rapporto ESPAD Italia (condotto dall’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR) dipingono un’Italia stretta nella morsa della dipendenza dal gioco. L’aspetto più allarmante riguarda però l’età dei coinvolti, con circa il 42% dei minori tra i 14 e i 17 anni che ha avuto contatti con forme di azzardo online mascherate da videogiochi. Si tratta di un’epidemia silenziosa che conta già 90.000 ragazzi con dipendenza problematica e altri 130.000 in una condizione di fragilità a rischio importante. L’uso del web, inoltre, raddoppia la probabilità di sviluppare patologie, con un’incidenza al Sud addirittura cinque volte superiore rispetto al Nord. Casi di cronaca recenti, che vanno da tentati gesti estremi a risparmi familiari dissipati in micro-transazioni, sono solo la punta dell’iceberg di un fenomeno che richiede interventi normativi immediati e non più rinviabili.
Nonostante la legge preveda sanzioni severe, che vanno dai 5.000 ai 20.000 euro fino alla revoca delle concessioni, il sistema dei controlli si sta dimostrando totalmente inefficiente. Una ricerca dell’Istituto superiore di Sanità rivela un dato inquietante: oltre il 40% dei ragazzi intervistati ha dichiarato di non aver mai subito controlli dei documenti nelle sale gioco, nei bar o nelle tabaccherie, né per le Slot né per i Gratta&Vinci. Un altro 40% riferisce controlli solo rari, lasciando appena un 20% di verifiche costanti. Questa carenza di vigilanza permette ai minori di accedere facilmente a scommesse calcistiche e Gratta&Vinci, alimentando uno stato di fragilità che sfocia spesso in condotte antisociali, furti, risse e nell’uso di sostanze psicoattive.
L’Adoc chiede con fermezza di intensificare la sicurezza via web e il controllo rigoroso degli spazi fisici dedicati al gioco. È necessario fermare questa deriva che associa l’azzardo a una profonda insoddisfazione per la propria vita, per la propria salute e per i rapporti familiari. La tutela dei minori non può più essere affidata solo a norme scritte ma non applicate; serve una vigilanza costante, una maggiore sicurezza informatica e una responsabilità collettiva per proteggere i giovani da un sistema che sfrutta sistematicamente la loro fragilità a fini di lucro.