In campo per GOL gli Enti di formazione e i CPI - redigo.info

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A metà gennaio 2026 è stato ufficializzato il decreto ministeriale 4 dicembre 2025, col quale il Dicastero preposto – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, retto da Marina Elvira Calderone – definisce le modalità di distribuzione tra Regioni e Province Autonome delle risorse del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) destinate al Programma GOL, Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori, per gli anni dal 2024 al 2026.

Le dette risorse sono pari a 1.899.694.522,49 € per le annualità 2024 e 2025 ed a 362.744.359,87 € per l’annualità 2026.

Il riparto, l’assegnazione sono stati possibili grazie al raggiungimento italiano dei target concordati con la Commissione Europea entro il 31 dicembre 2025, come indicato nell’Allegato A al testo del provvedimento.

Il nuovo obiettivo da raggiungere

Entro il 30 giugno 2026, l’Italia dovrà garantire che duecentomila persone risultino formate nell’ambito del Programma GOL.

L’impatto operativo è facilmente definito: il decreto del Ministro Calderone consente a Regioni e Province Autonome di programmare interventi di politiche attive del lavoro; pianificare attività formative; garantire continuità alle misure GOL anche nei mesi successivi dell’intero 2026.

Cosa cambia con certezza (per Enti di formazione e CPI)?

Intanto, Regioni e Province Autonome che riceveranno risorse aggiuntive potranno continuare a finanziare interventi GOL nell’anno in corso.

Ancora: viene fissato un nuovo target nazionale, che come più sopra accennato corrisponde a duecentomila persone formate entro metà anno. Il che implica che Regioni, CPI ed Enti di formazione dovranno contribuire al raggiungimento di questo obiettivo.

Le Regioni possono programmare interventi anche per i mesi successivi. Non vi sarà, perciò, un “vuoto” di programmazione.

Cosa verosimilmente cambia (nella pratica)?

La seguente deduzione che viene fatta sulla base d’una analisi del decreto, non anche di una precisa disposizione normativa, è che avremo:

  • più avvisi e più corsi per l’arrivo di nuove risorse;
  • maggiore attenzione alla completabilità dei percorsi per raggiungere il target dei “formati”;
  • aumento degli invii dai CPI (Centri Per l’Impiego) verso i percorsi formativi;
  • maggiore pressione sui KPI (frequenza, completamento, esiti).

Prima di GOL

Queste dinamiche sono state attivate nei cicli precedenti di GOL; per questo sono coerenti con la logica del PNRR.

Con il nuovo documento, che è pubblicato su Gazzetta Ufficiale n. 9 del 13 gennaio 2026, non muta il funzionamento del Programma; cambiano piuttosto la quantità di risorse disponibili e la possibilità di progettare attività nel 2026.

Il resto (individuato in regole, ruoli, procedure, requisiti) rimane com’era in origine.

Certo è che esso modifica il contesto di programmazione, in modo da assegnare risorse aggiuntive e confermare il raggiungimento dei target PNRR 2025. Questo, come visto, ha effetti molto pratici per chi eroga servizi GOL.

Redazione redigo.info

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