AGCOM vs AI Mode: “rischio compressione libertà informativa” - Uspi

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L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazione (AGCOM) prende di mira ancora Google per la sua funzionalità di Intelligenza Artificiale (IA), AI Mode. Pronta una segnalazione europea dal momento che l’IA sembra incidere sul traffico degli utenti sulle informazioni e sui siti di informazione

“Sull’AI Mode di Google stiamo per fare una segnalazione alla Commissione europea, è un caso evidente di impatto sull’informazione”, annuncia il presidente Agcom, Giacomo Lasorella. “C’è il rischio di compressione della libertà informativa e del diritto dei cittadini di accedere a più fonti di informazioni sancito dall’articolo 3 dell’European Media Freedom Act (EMFA)”.

Informazione ed epistemia

L’epistemia, secondo la definizione dell’Enciclopedia Treccani, è la “confortevole illusione di conoscenza prodotta dall’interazione con l’IA generativa”. Un neologismo che intende descrivere un fenomeno sempre più ricorrente nella società di oggi governata dall’IA. 

“Epistemia” è anche il titolo del convegno svoltosi nell’Università La Sapienza di Roma che unisce società, IA, conoscenza e istituzioni politiche. Durante questo incontro, ha partecipato anche AGCOM che ha dichiarato le sue prossime intenzioni contro Google.

La funzionalità Google incriminata è AI Overviews e AI Mode. Il loro scopo è fornire all’utente la risposta sotto forma di riassunto sintetico. Un riepilogo tuttavia elaborato a partire da informazioni già presenti online. Questa funzionalità ha sensibilmente fatto calare le interazioni con i siti di informazione, compromettendo il già instabile equilibrio del settore editoriale digitale

Durante l’intervento, Lasorella ha avvertito che anche l’Autorità competente della Germania ha avviato una procedura contro Google per proteggere i suoi editori nazionali, e quindi ora l’Italia si sta prodigando per segnalare l’impatto sull’informazione italiana alla Commissione europea. 

“È un caso evidente di impatto sull’informazione. […] Andando a cercare in AI Mode il rischio è di non leggere più i giornali”.

Google replica

“AI Overview e AI Mode sono una naturale evoluzione del motore di ricerca, stiamo migliorando il modo precedente di fare ricerca non l’accesso all’informazione. Non credo che per l’IA le persone smettano di leggere i giornali sarebbe preoccupante se lo facessero”, replica Diego Ciulli, Head of Government Affairs and Public Policy di Google in Italia, presente al convegno romano.

Le due funzionalità IA di Google sono state quindi presentate come catalogatori e ordinatori di notizie. Non approfondiscono e “non credo lo faranno nemmeno nel prossimo futuro”.

Secondo le informazioni in materia che ha fornito lo stesso Ciulli, “le persone cercano di più, anche in Europa, da quando ci sono AI Overview e AI Mode e questo inevitabilmente porta più traffico fuori da Google. Inoltre si stanno sviluppando nuovi linguaggi, perché le persone vogliono sapere di più e ascoltano i podcast di due ore. Questo è successo grazie a questi strumenti”.

DSA, presidio mondiale

“Questo è solo uno dei casi visti dal regolatore in cui la disciplina impatta sui servizi. Noi stiamo cercando di affrontare questi temi in modo efficace insieme alla Commissione e agli altri regolatori europei ma abbiamo bisogno del supporto delle conoscenze che ci porta il mondo scientifico, la complessità attuale richiede dialogo costante tra istituzioni e ricerca”, sottolinea il presidente AGCOM. 

Il DSA, Digital Services Act, è una delle normative europee più nominate e più importanti degli ultimi anni. Questo regolamento norma i doveri che le aziende tech devono seguire per garantire dei servizi digitali sicuri e alla portata di tutti. 

Ad oggi, continua Lasorella, il DSA rappresenta “l’unico presidio a livello mondiale rispetto ad un mondo in trasformazione”. Nonostante si stia già facendo molto, precisa il presidente, “c’è bisogno di immaginare un ruolo più ampio rispetto alle singole autorità nazionali, dal momento che il rapporto tra Commissione Ue e i Paesi di origine delle piattaforme digitali comprime il ruolo delle autorità nazionali”.

L’articolo AGCOM vs AI Mode: “rischio compressione libertà informativa” proviene da Notiziario USPI.

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