Una significativa sentenza del Giudice di Pace di Randazzo (Catania) (n. 1/2026, pubblicata il 27 febbraio 2026) rafforza la tutela dei consumatori vittime di frodi informatiche. Il giudice ha infatti condannato un istituto di credito al rimborso di 1.490,50 euro sottratti a una cliente tramite una sofisticata truffa realizzata con la tecnica dello SMS spoofing.
La decisione è stata ottenuta grazie all’assistenza dell’avv. Maurizio Mariani di Confconsumatori Sicilia.
La truffa tramite SMS apparentemente inviato dalla banca
Nel dicembre 2023 la cliente aveva ricevuto sul proprio cellulare un messaggio che sembrava provenire direttamente dalla banca. L’SMS segnalava un presunto accesso anomalo al conto corrente e invitava a inserire alcuni codici di verifica per bloccare operazioni sospette.
Il messaggio risultava particolarmente credibile perché:
- proveniva dallo stesso numero utilizzato realmente dalla banca
- appariva nella stessa conversazione dei precedenti messaggi ufficiali
- riportava il logo perfettamente identico a quello dell’istituto.
Convinta di comunicare con la propria banca, la cliente ha seguito le istruzioni ricevute. Solo pochi minuti dopo ha scoperto un addebito non autorizzato di 1.490,50 euro.
La banca rifiuta il rimborso
Dopo aver presentato denuncia ai Carabinieri, la cliente ha richiesto il rimborso alla banca, che ha però negato ogni responsabilità, attribuendo l’accaduto a una presunta imprudenza della cliente.
Con l’assistenza di Confconsumatori, la vicenda è quindi approdata davanti al Giudice di Pace di Randazzo.
La decisione del giudice
Il giudice ha accolto le ragioni della consumatrice e condannato la banca al rimborso integrale della somma sottratta, oltre interessi e spese legali. Secondo la sentenza, l’istituto di credito non ha dimostrato di aver adottato tutte le misure di sicurezza necessarie per prevenire operazioni fraudolente.
Tra le carenze rilevate:
- assenza di sistemi di autorizzazione preventiva delle operazioni
- mancata autenticazione rafforzata
- mancanza di sistemi di allerta per operazioni sospette.
Frodi informatiche: la banca deve prevenire il rischio
La decisione conferma un orientamento sempre più diffuso: la sottrazione fraudolenta delle credenziali tramite tecniche come phishing e spoofing rientra nel rischio professionale prevedibile delle banche. Per questo motivo gli istituti di credito devono adottare tutte le tecnologie disponibili per prevenire le frodi.
Confconsumatori: “Tutele sempre più forti”
«Si vanno consolidando le tutele per i consumatori vittime di frodi informatiche sempre più sofisticate», dichiarano l’avv. Maurizio Mariani e il Presidente nazionale di Confconsumatori, avv. Carmelo Calì. «La sentenza chiarisce che gli istituti di credito devono adottare misure concrete ed efficaci per proteggere i propri clienti dalle truffe digitali».
Per aiutare i cittadini a riconoscere le truffe online, prevenirle e affrontarle con gli strumenti giusti, Confconsumatori ha avviato “Smacco alla Truffa”, il progetto nazionale dedicato alla prevenzione e al contrasto delle frodi online, finanziato dal MIMIT. D.D. 12 maggio 2025.
Al centro dell’iniziativa ci sono lo Sportello online nazionale e quelli territoriali, pensati come punti di riferimento semplici e accessibili per tutti i consumatori. Qui è possibile ricevere informazioni, orientamento e una prima assistenza gratuita sulle principali truffe digitali, tra cui phishing, smishing, vishing, furto di identità digitale, sottrazione di account, acquisti online fraudolenti e truffe legate ai pagamenti digitali.
Per contattare lo sportello online: Spiegaci il tuo problema – CONFCONSUMATORI
Per gli sportelli territoriali: Sportelli territoriali dedicati – CONFCONSUMATORI
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