Dal 24 febbraio 2022, milioni di persone costrette a fuggire dalla guerra in Ucraina hanno attraversato il confine con la Moldavia.
INTERSOS è stata tra le prime organizzazioni internazionali sul campo, pochi giorni dopo l’inizio del conflitto in Ucraina. Grazie al tempestivo sostegno dell’Unione Europea e di altri donatori, il team ha iniziato immediatamente a fornire servizi sanitari e di protezione a tutti coloro che ne avevano bisogno, principalmente rifugiati dall’Ucraina, ma anche alla popolazione locale vulnerabile. Tra i servizi più richiesti figurano consultazioni sanitarie primarie e secondarie, attività di consulenza psicologica e distribuzione di piccoli, ma essenziali, beni domestici. Oggi, dopo quasi quattro anni di presenza continua, il nostro obiettivo si è spostato dal soccorso d’emergenza immediato all’integrazione a lungo termine, aiutando i rifugiati a recuperare la propria dignità e ad accedere ai servizi sanitari statali.
Per Maria*, 53 anni, la guerra non ha distrutto solo edifici; ha frantumato una vita che aveva impiegato decenni a costruire in Ucraina.
“Vivevamo sotto bombardamenti costanti. Passavamo ore in scantinati umidi e bui. Non ha distrutto solo la nostra salute, ci ha privato della speranza”.
Mentre suo marito andava al fronte e sua figlia sceglieva di restare, Maria è fuggita verso il suo villaggio natale in Moldavia, portando al sicuro l’anziano padre e la suocera.
Tuttavia, anche se qui era al sicuro, c’erano nuove sfide da affrontare. Dopo anni di assenza, Maria faticava con la lingua, non aveva una rete sociale ed era sopraffatta dal processo burocratico per accedere alle cure sanitarie per la sua condizione cronica.
“Senza farmaci, non riuscivo a respirare normalmente. Mi sentivo completamente indifesa”.
La svolta è arrivata grazie a un volantino di INTERSOS. La nostra operatrice medica, Olga, è intervenuta immediatamente. Il supporto fornito è stato davvero completo, affrontando le necessità di Maria sia dal punto di vista legale che fisico. Olga ha prima assistito Maria con la registrazione per la Protezione Temporanea, un passo fondamentale che ha aperto le porte all’assistenza sociale statale e ai servizi sanitari. A questo è seguito immediatamente un supporto medico. I nostri operatori l’hanno messa in contatto con un medico di base e le hanno fornito voucher per medicinali essenziali, per lei e per i suoi parenti anziani. Questo legame di fiducia si è rivelato vitale quando la sorella di Maria, Natalia, e il nipote Iurii, sono fuggiti in seguito verso la Moldavia. Avendo già esperienza con INTERSOS, Maria sapeva esattamente chi chiamare per garantire che la sua famiglia ricevesse lo stesso orientamento capace di cambiare la vita.
L’impatto di questo intervento è andato oltre l’aiuto medico. Quando Olga è venuta a conoscenza di una posizione vacante in un centro sanitario vicino, ha incoraggiato Natalia — che aveva un passato di studi medici — a fare domanda. Oggi, Natalia lavora nel laboratorio del centro, trasformandosi da rifugiata a professionista che contribuisce al sistema sanitario moldavo.
“Per me, questa non è solo assistenza. È una possibilità di vivere di nuovo liberamente, senza paura del domani”, dice Maria. “INTERSOS mi ha dato la fiducia che non siamo soli in un paese straniero”.
La storia di Maria è una testimonianza di come un supporto umanitario possa colmare il divario tra lo sfollamento e l’integrazione. Crediamo che ogni rifugiato abbia il diritto di vivere con dignità — un obiettivo che perseguiamo ogni giorno.
*Nomi modificati per motivi di riservatezza.