CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Interrogazione n. 401/A
INTERROGAZIONE RUBIU – TRUZZU – PIGA – CERA – FLORIS – MASALA – MELONI Corrado – MULA – SORGIA – USAI, con richiesta di risposta scritta, in merito alla mancata piena applicazione delle linee guida nazionali in materia di sensori glicemici e sul rischio di riduzione dei livelli di assistenza ai pazienti diabetici in Sardegna.
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I sottoscritti,
PREMESSO che:
– secondo i dati diffusi dalla Associazione italiana diabetici (FAND), in Sardegna vivono circa 120.000 persone con diabete, con una delle incidenze più alte d’Italia;
– tra queste, si stimano circa 15.000 persone con diabete di tipo 1, circa 24.000 pazienti in terapia insulinica intensiva e oltre 35.000 pazienti che assumono insulina;
– nell’Isola circa 16.000 pazienti utilizzano un sensore per il monitoraggio della glicemia, con accesso attualmente limitato quasi esclusivamente ai pazienti che effettuano almeno tre iniezioni di insulina al giorno, escludendo quindi migliaia di altri pazienti in terapia insulinica, in particolare quelli trattati con sola insulina basale;
CONSIDERATO che:
– la Regione applica tuttora criteri di prescrizione dei sensori glicemici fissati da deliberazioni risalenti al 2016 (deliberazione della Giunta regionale 10 agosto 2016, n. 46/13 (Linee di indirizzo regionali per la prescrizione e la gestione della terapia insulinica con microinfusori e con sistemi di monitoraggio continuo in età pediatrica ed in età adulta e per la prescrizione di dispositivi medici per l’autocontrollo della glicemia a domicilio) e deliberazione della Giunta regionale 26 giugno 2018, n. 33/10 (Indirizzi operativi per la prescrizione, la fornitura ed il monitoraggio d’uso del dispositivo per l’automonitoraggio della glicemia tramite sistema Flash Glucose Monitoring (FGM). Integrazione della Delib.G.R. n. 46/13 del 10 agosto 2016));
– le nuove linee guida pubblicate dall’Istituto superiore di sanità nell’ottobre 2025 raccomandano l’utilizzo dei sistemi di monitoraggio continuo della glicemia (CGM) per tutti i pazienti in terapia insulinica, compresi quelli trattati con sola insulina basale;
– la mancata estensione dell’accesso ai sensori glicemici a tutti i pazienti in terapia insulinica, come da indicazioni nazionali, espone in particolare i pazienti più fragili a maggior rischio di complicanze acute e croniche, accessi in pronto soccorso e ricoveri ospedalieri;
– uno studio presentato al congresso internazionale dell’Advanced technologies & treatments for diabetes (ATTD) ha mostrato che nei pazienti con diabete di tipo 2 trattati con sola insulina basale l’uso del sensore può ridurre l’emoglobina glicata fino allo 0,9 per cento, risultato paragonabile all’introduzione di un nuovo farmaco, ma ottenuto attraverso l’impiego di tecnologia di monitoraggio;
RILEVATO inoltre che:
– la legge regionale 6 febbraio 2026, n. 1 (Legge di stabilità regionale 2026) stanzia 10 milioni di euro per l’acquisto di sistemi integrati per il diabete, cifra che, secondo quanto denunciato dalla FAND, non coprirebbe nemmeno i 12,5 milioni previsti dalla gara in essere, in scadenza a novembre 2026, rendendo difficile garantire l’attuale livello di assistenza e, a maggior ragione, un’eventuale estensione dei beneficiari;
– l’associazione FAND denuncia il rischio di incremento delle disuguaglianze nell’accesso alle cure e di penalizzazione per migliaia di persone con diabete residenti in Sardegna rispetto a quanto già garantito da altre regioni italiane;
– sui media regionali sono stati segnalati, anche in tempi recenti, casi di pazienti diabetici che lamentano difficoltà di accesso ai sensori o situazioni di criticità legate a dispositivi non adeguati, con ripercussioni importanti sulla sicurezza e sulla qualità di vita,
chiedono di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale per sapere:
1) se la Giunta regionale sia a conoscenza delle criticità denunciate dalle associazioni dei pazienti diabetici, in particolare da FAND, in merito alla limitata platea di aventi diritto ai sensori glicemici e al rischio di riduzione degli attuali livelli di assistenza;
2) se la Regione ritenga tuttora adeguati i criteri di prescrizione dei sensori glicemici fissati con le deliberazioni del 2016 e successive integrazioni, alla luce delle linee guida nazionali aggiornate dell’Istituto superiore di sanità e delle migliori pratiche adottate nelle altre regioni;
3) se la Giunta intenda procedere in tempi rapidi all’aggiornamento delle deliberazioni regionali in materia di dispositivi per il monitoraggio della glicemia, estendendo l’accesso ai sistemi CGM e FGM a tutti i pazienti in terapia insulinica, compresi quelli in trattamento con sola insulina basale, come raccomandato dalle più recenti evidenze scientifiche e linee guida nazionali;
4) quali valutazioni siano state effettuate in merito alla congruità dello stanziamento di 10 milioni di euro previsto nella legge di stabilità regionale 2026 per i sistemi integrati per il diabete, rispetto al fabbisogno effettivo e all’importo della gara in essere (12,5 milioni di euro), e se non si ritenga necessario incrementare le risorse al fine di garantire la continuità delle forniture per tutti gli attuali beneficiari e consentire l’ampliamento della platea secondo le nuove indicazioni nazionali, evitando la creazione di nuove disuguaglianze;
5) se siano stati avviati, o si intendano avviare, tavoli di confronto strutturato con le associazioni dei pazienti diabetici, le società scientifiche diabetologiche e le aziende sanitarie, finalizzati a definire criteri aggiornati e omogenei di prescrizione dei sensori glicemici su base regionale, tenendo conto sia delle esigenze cliniche sia della sostenibilità economica;
6) se la Giunta abbia valutato l’impatto economico a medio-lungo termine derivante da un mancato adeguato utilizzo dei sensori glicemici (in termini di maggiori complicanze, ricoveri e accessi in emergenza) e se disponga di dati o studi regionali che stimino il possibile risparmio per il servizio sanitario regionale derivante da un maggiore ricorso al monitoraggio continuo.
Cagliari, 19 marzo 2026