Dal primo colloquio al contratto: il lavoro dietro il Progetto Lavoro

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C’è una critica che ogni tanto ritorna – specie sui nostri social: aiutare le persone in difficoltà rischia di creare dipendenza, più che autonomia.
Il lavoro del Progetto Lavoro di Opera San Francesco racconta un’altra storia. Una storia fatta di tempo, competenze, tentativi, errori e ripartenze.

Quella di M. comincia nell’estate del 2022.

Alle spalle ha anni difficili: una lunga dipendenza da sostanze stupefacenti e un percorso di disintossicazione avviato da un paio d’anni, condizioni fisiche molto precarie, la perdita della madre, l’isolamento accentuato dalla pandemia. E soprattutto una distanza dal lavoro che dura da tanto tempo. Quando si presenta al primo colloquio, dice di cercare un’occupazione, ma senza avere ancora un’idea precisa di cosa possa sostenere davvero.

È da qui che parte il lavoro seguito da Andrea, che lo accompagna per il Progetto Lavoro: non trovare subito un posto, ma costruire le condizioni perché quel posto possa durare.
Il primo passo non è un contratto. È un percorso graduale.
Insieme a M., si definisce un obiettivo realistico: riabituarsi a ritmi, impegni e relazioni. Non è scontato. Dopo anni fuori dal mondo del lavoro, anche poche ore alla settimana possono essere una sfida.

La scelta è quella del volontariato, non come soluzione definitiva ma come palestra: un impegno sostenibile, senza la pressione immediata di un rapporto di lavoro, ma con responsabilità reali.
L’inizio è tutt’altro che semplice. La fatica fisica si fa sentire, le assenze non mancano, il rischio di scoraggiarsi è concreto. In questa fase il lavoro di accompagnamento è continuo: incontri frequenti, confronto, incoraggiamento. A volte anche solo aiutare a leggere in modo più oggettivo ciò che accade.

Accanto a questo, anche la cooperativa che accoglie M. fa la sua parte: presenza costante, fiducia, pazienza. Poco alla volta qualcosa cambia. La presenza diventa più regolare. Le giornate di lavoro aumentano. E insieme cresce anche la fiducia in sé.

Quando le condizioni lo permettono, il percorso fa un passo avanti: il volontariato si trasforma in un tirocinio.
Qui entra in gioco anche un altro elemento fondamentale, spesso invisibile: le risorse economiche. Proprio per la complessità della situazione di M., Andrea ha fatto richiesta al Fondo “Prendiamoci Cura” di OSF: un intervento non ordinario, ma reso necessario per sostenere concretamente il tirocinio. Durante il percorso emergono anche bisogni di natura sociale: dall’orientamento per l’ISEE alla richiesta di invalidità, fino al raccordo con i servizi territoriali.

In questa fase diventa fondamentale il lavoro dell’assistente sociale di OSF, che incontra M. e collabora con Andrea, affiancando il percorso.

Non è ancora il punto di arrivo. Durante il tirocinio emergono nuove difficoltà: problemi fisici, momenti di fragilità, relazioni non sempre facili da gestire. Anche in questa fase, il lavoro di accompagnamento resta centrale: monitoraggi costanti, confronto, sostegno nel rileggere le situazioni. Il risultato, però, arriva. M. dimostra di reggere l’impegno, di saper lavorare con continuità e responsabilità.

Si può alzare ancora l’asticella.
Un secondo tirocinio, questa volta più orientato alla riqualificazione professionale, lo porta a imparare un nuovo mestiere e a inserirsi in modo sempre più stabile in un contesto lavorativo.

Nel novembre 2024 arriva un contratto di lavoro. Oggi M. è assunto a tempo indeterminato in una cooperativa sociale e si occupa di disinfestazioni.
Non è un traguardo improvviso. È l’esito di un percorso durato più di due anni, fatto di passaggi progressivi, di sostegno costante e di un lavoro condiviso tra più soggetti, insieme allo stesso M.
Anche dopo l’assunzione, il percorso non si interrompe: il monitoraggio continua, seppur in modo più leggero.

Chi osserva da fuori il lavoro di Opera San Francesco a volte si chiede se aiutare sia sufficiente a costruire autonomia. La risposta sta nei percorsi.
L’autonomia non è immediata, non è lineare e non è gratuita. Richiede tempo, competenze, relazioni e anche risorse economiche. Ma quando funziona, i risultati sono solidi.

E soprattutto durano.
Se vuoi aiutare Opera San Francesco a sostenere persone come M., che hanno bisogno di rientrare concretamente nel mondo del lavoro, dona ora.

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Francesca