Crisi d'impresa: il "concordato minore" al centro del dibattito dei commercialisti - redigo.info

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di Redigo.info – Mario Sancamillo

Il CNDCEC, con il documento di ricerca del 29 aprile 2026, approfondisce uno degli strumenti chiave introdotti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, il cosiddetto concordato minore.

Si tratta di una procedura pensata per aiutare professionisti, piccoli imprenditori e altri soggetti non fallibili a gestire situazioni di sovraindebitamento. A differenza delle procedure più strutturate previste per le grandi imprese, il concordato minore punta su semplicità e flessibilità, offrendo una via d’uscita concreta a chi si trova in difficoltà ma intende evitare la liquidazione totale del proprio patrimonio.

Secondo il suddetto documento, la procedura consente al debitore di proporre ai creditori un piano di rientro, anche parziale, che può includere dilazioni di pagamento o riduzioni del debito. L’obiettivo è duplice: da un lato garantire una soddisfazione, seppur non integrale, dei creditori; dall’altro permettere al debitore di ripartire.

Uno degli elementi centrali è il ruolo dell’Organismo di Composizione della Crisi (OCC), che affianca il debitore nella predisposizione del piano e verifica la correttezza delle informazioni fornite. Fondamentale anche il controllo del tribunale, chiamato a valutare la fattibilità della proposta e a omologarla.

Criticità del concordato minore

Non mancano tuttavia le criticità. La giurisprudenza, infatti, è ancora divisa su alcuni aspetti, come l’accesso alla procedura da parte dell’imprenditore individuale cancellato dal registro delle imprese. In questi casi, le interpretazioni oscillano tra un’apertura alla soluzione negoziale e una posizione più restrittiva che privilegia la liquidazione controllata.

Ulteriore elemento di discussione riguarda la possibilità di ricorrere al concordato minore in forma liquidatoria. Le recenti modifiche normative hanno chiarito che ciò è possibile solo in presenza di risorse esterne che aumentino in modo significativo l’attivo disponibile, evitando così un uso distorto dello strumento.

Il concordato minore si conferma dunque un istituto in evoluzione, oggetto di un vivace dibattito tra dottrina e giurisprudenza. In un sistema economico che richiede sempre più strumenti di gestione della crisi accessibili e sostenibili, rappresenta una risposta concreta – ma ancora perfettibile – alle esigenze dei soggetti più fragili.

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