Fatima Haidari, ex calciatrice del Bastan, squadra femminile di Herat, oggi vive e lavora a Firenze. Continua ad allenarsi e a giocare a calcio a Prato e sarà la capitana della Nazionale afgana femminile, la Afghan Women United, che nei giorni scorsi ha avuto il riconoscimento ufficiale della FIFA e che, grazie a una modifica del regolamento, potrà rappresentare il proprio paese con calciatrici rifugiate anche senza autorizzazione delle istituzioni talebane. “Un’emozione incredibile -ci ha detto- un traguardo non solo sportivo, che mi ripaga dei sacrifici fatti finora e mi dà speranza per il futuro. Per me e per tutte le ragazze afgane e tutte le donne che in tutto il mondo vedono negati i loro diritti. Ringrazio tutti e tutte coloro che ci hanno permesso di essere qui, tra cui il COSPE, e anche il nostro storico allenatore Najibullah, unico uomo che ha creduto in noi in una società maschilista e patriarcale come quella afgana, dove era difficile per delle ragazze fare sport, anche prima dell’arrivo dei talebani al potere. Oggi, sono felice, oggi mi sento parte della storia”.
COSPE ha seguito tutto il percorso di Fatima e delle sue compagne Susan e Mariam da quando giocavano a Herat per poi aiutarle, nel 2021, insieme a una grande task force italiana che vide insieme il ministero degli Esteri, l’esercito e il Comune di Firenze, a scappare dal paese durante la presa di Kabul -e del governo- da parte de talebani: “Siamo felici di questo risultato incredibile per queste ragazze che hanno sacrificato tutto, lasciato il loro paese, le loro famiglie e che si sono tenacemente ricostruite una vita senza abbandonare la loro vera e grande passione, il calcio. Un riconoscimento dovuto questo della FIFA, ma non scontato, e che quindi ci riempie di gioia e di orgoglio- dice Anna Meli. Sappiamo bene cosa c’è dietro questo storico annuncio: impegno, dedizione e la forza di sognare. Questa vittoria è però anche l’occasione, come ci ricorda Fatima, per pensare a tutte le ragazze e le donne rimaste in Afghanistan dove ancora oggi lontano dai riflettori, le donne continuano ad essere minacciate, esposte a violenze fisiche e psicologiche, cancellate dagli spazi pubblici”.
COSPE ha lavorato in Afghanistan dal 2008 al 2018 su diritti, istruzione e protezione di donne e ragazze; nel 2017 ha realizzato con i registi Stefano Liberti e Mario Poeta il cortometraggio, Herat Football club, sulla storia della squadra femminile di Herat e nel 2021 ha collaborato attivamente per permettere l’evacuazione di 42 persone, incluse alcune calciatrici della squadra femminile di Herat, e ha lanciato la campagna #UnaSolaSquadra per non lasciare sole le giovani rimaste nel Paese. Nel 2025 ha prodotto, sempre con Liberti e Poeta, il documentario Escape for a Goal, presentato in anteprima nella giornata dell’8 marzo, proprio a Firenze.
In foto Fatima Haidari
Firenze, 05.05.2026