«La cosa che mi mancherà di più di Carlo è il suo sguardo che era tagliente, ma soprattutto accogliente, che non discriminava, che non giudicava. Carlo non giudicava, magari si incazzava anche tanto, ma non giudicava. Questo l’ha reso un compagno di vita, di strada e di viaggio meraviglioso. […] Carlo era poi capace di fare le robe più serie, più difficili, più complicate e poi smantellare tutto per il gusto di una battuta, per sdrammatizzare».
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Qui la biografia di Carlo Petrini
In sua memoria è stata istituita la raccolta fondi su due progetti simbolo della sua eredità: gli Orti in Africa e le borse di studio per gli studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo
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