C’è un insulto che il mercato del lavoro rivolge oggi a manager e dirigenti senior: valutarli con gli stessi algoritmi pensati per i profili junior.
Se hai guidato aziende per oltre ventanni, sai esattamente di cosa parlo. Oggi la prima selezione è affidata ai software ATS o a filtri LinkedIn standardizzati.
Strumenti piatti, che leggono solo parole chiave. Riducono una carriera fatta di decisioni ad alto rischio, gestione di crisi reali e milioni di euro di budget a un banale elenco di mansioni.
Il risultato è paradossale: vieni scartato perché sovraqualificato o troppo costoso da chi probabilmente non ha neanche le basi per calcolare il ritorno economico della tua seniority.
Non sei tu a essere fuori mercato è il mercato che ha perso la bussola e usa strumenti di valutazione starati.
Se cè qualcosa di cui un Senior Professional ha bisogno non è un CV aggiornato o di un profilo LinkedIn ottimizzato ma un riposizionamento strategico.
Anche mentale.
Smettere di inviare elenchi di cose fatte e presentare un dossier di valore che parli lunica lingua che i veri Decision Maker capiscono: impatto sui KPI, governance e visione.
Hai costruito il tessuto industriale, perché lasciare che un algoritmo decida il tuo valore.
Tu non sei una keyword.
O sbaglio?
Qui [leggi intervento] l’intervento che ho realizzato per uno switch in 48/72 ore.