Breast Unit, dieci anni dopo: fotografare la rete per ridurre le disuguaglianze - Europa Donna

Compatibilité
Sauvegarder(0)
partager

I dati dicono che le pazienti che vengono seguite in una Breast Unit hanno una percentuale di sopravvivenza del 18% più elevata rispetto a chi si rivolge a strutture non specializzate. È una percentuale importante, ma purtroppo ad oggi, a distanza di oltre dieci anni dall’introduzione delle Breast Unit, o Centri di senologia, non tutte le donne possono ugualmente beneficiare di queste Strutture su tutto il territorio nazionale. Questo, nonostante il Parlamento Europeo abbia stabilito che entro il 2016 ogni stato membro, Italia compresa, avrebbe dovuto dotarsi di una rete di centri.

È necessario dunque verificare quanto il modello di cura multidisciplinare per il tumore al seno, previsto dalle linee guida nazionali, sia stato effettivamente attuato sul territorio. Per questo Europa Donna Italia, in collaborazione con la Fondazione GIMBE e Senonetwork, la rete dei Centri Italiani di Senologia, ha avviato una rilevazione nazionale per fotografare lo stato dell’assistenza offerta alle donne con tumore al seno nelle Breast Unit italiane.

Le linee di azione sono due, da sviluppare in sinergia.  In particolare, insieme alla Fondazione GIMBE Europa Donna Italia lavorerà alla definizione di criteri uniformi utili per identificare una Breast Unit, con l’obiettivo di arrivare a una definizione standard e condivisa a livello nazionale. Oggi, infatti, i criteri utilizzati per identificare questi centri sono piuttosto eterogenei: dalle linee guida nazionali alle delibere regionali, fino ai criteri Eusoma. Ne deriva che, sotto la stessa denominazione di Breast Unit, possono rientrare strutture con caratteristiche, organizzazione e livelli di servizio anche molto diversi tra loro.

Con Senonetwork, invece, verrà messa a punto una fotografia delle Breast Unit presenti sul territorio nazionale, per individuare punti di forza e aree di miglioramento. La rilevazione prenderà in esame la presenza delle figure professionali fondamentali per la diagnosi e la cura, come radiologi, chirurghi senologi, oncologi e radioterapisti, ma anche degli specialisti che svolgono un ruolo importante nel sostenere il benessere e la qualità di vita delle pazienti, come psico-oncologi, nutrizionisti e sessuologi. La disponibilità di queste competenze, infatti, è ancora molto variabile tra le diverse realtà assistenziali. Un’attenzione specifica sarà dedicata anche ai percorsi di presa in carico delle donne con tumore al seno metastatico, per verificare quanto siano strutturati e rispondenti ai bisogni specifici di queste pazienti.

La rilevazione si concluderà in autunno e i risultati della survey offriranno un quadro aggiornato delle Breast Unit italiane, mettendo in evidenza eventuali differenze e criticità presenti sul territorio. Queste evidenze rappresenteranno una base concreta per le future attività di advocacy di Europa Donna Italia. A partire dai dati raccolti, si potranno formulare proposte e richieste ai decisori affinché intervengano sulle criticità individuate, rafforzino e rendano più omogenea la rete assistenziale e garantiscano a tutte le donne un accesso equo a cure, competenze e servizi di qualità, indipendentemente dalla regione o dal luogo in cui vivono.

Il progetto è realizzato grazie al supporto non condizionante di Novartis e Pfizer.

Coordonnées
ediredazione