La connessione tra inclusione finanziaria e benessere finanziario - Banca d'Italia - Format Research

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 4 novembre 20924

Il viaggio verso il benessere finanziario attraverso l’inclusione finanziaria

Luigi Federico Signorini, Direttore Generale della Banca d’Italia e Presidente dell’IVASS, ha tenuto l’intervento di apertura al seminario “The Journey to Financial Well-Being Through Financial Inclusion”, organizzato nell’ambito del 7th OECD World Forum on Well-being (7° Forum Mondiale OCSE sul Benessere).

L’inclusione finanziaria è diventata un obiettivo ampiamente condiviso delle politiche governative e un argomento di interesse per le banche centrali e le autorità finanziarie a livello internazionale.

Nel corso degli anni ha ricevuto molta attenzione come strumento per promuovere la crescita, ridurre le disuguaglianze, aumentare l’occupazione e alleviare la povertà.

L’inclusione finanziaria può aiutare le persone a far fronte agli shock macroeconomici e idiosincratici, poiché facilita la pianificazione finanziaria e lo spostamento intertemporale delle risorse finanziarie.

Dal punto di vista del decisore politico, l’inclusione finanziaria è importante in quanto migliora il benessere economico e finanziario dell’individuo, avendo al contempo un impatto positivo sull’economia nel suo complesso. Gli studi dimostrano che i benefici dell’inclusione finanziaria possono essere sostanziali anche nei paesi con mercati finanziari ben sviluppati, perché può tradursi in una maggiore accumulazione di ricchezza e in una maggiore resilienza delle famiglie a basso reddito. Altri studi, incentrati sui paesi emergenti e in via di sviluppo, dimostrano che un maggiore utilizzo dei conti bancari tramite carte di debito ha aumentato significativamente il tasso di risparmio perché riduce i costi di transazione per le persone per accedere al proprio denaro.

La digitalizzazione della finanza

La digitalizzazione della finanza ha contribuito in modo significativo a promuovere l’inclusione finanziaria attraverso tecnologie più efficienti ed efficaci e attraverso una maggiore concorrenza, che porta a prodotti e servizi di qualità superiore e a costi inferiori.

Negli ultimi decenni, sono stati compiuti notevoli progressi in tutto il mondo nell’aumentare l’accesso a prodotti e servizi finanziari per un numero maggiore di individui, con il 76 per cento di  un aumento significativo rispetto al 2011, quando la cifra era del 51 percento.3

Tuttavia, i progressi sono stati irregolari tra le regioni, anche tenendo conto dei livelli di reddito. Un maggiore accesso ai prodotti e servizi finanziari digitali non si è tradotto, in alcuni casi, in un maggiore utilizzo effettivo di prodotti e servizi finanziari. Inoltre, in alcuni casi, l’innovazione finanziaria ha portato a una minore inclusione finanziaria delle famiglie rurali4 o a un peggioramento del benessere finanziario degli individui, in particolare a causa del sovraindebitamento e dell’esposizione a frodi e truffe.5

Tra le possibili cause rientrano fallimenti del mercato, mancanza di concorrenza, norme inadeguate a tutela dei consumatori e un livello insufficiente di alfabetizzazione digitale e finanziaria.6 Anche nei paesi avanzati, dove l’offerta di servizi finanziari è regolamentata e trasparente e i consumatori sono meglio protetti dai comportamenti impropri degli intermediari, le autorità continuano a valutare come migliorare l’ambiente normativo per gestire i nuovi rischi.

Una questione specifica di preoccupazione è l’esclusione di coloro che non possiedono competenze digitali adeguate per accedere e utilizzare i servizi finanziari. I dati mostrano che gli anziani, coloro che hanno livelli di istruzione più bassi e coloro che vivono in aree rurali soffrono di un accesso limitato. Il passaggio ai canali digitali continuerà; è necessario mettere in atto azioni appropriate per garantire che tutti possano trarne beneficio.

È generalmente inteso che l’inclusione finanziaria ha tre dimensioni: accesso, utilizzo e qualità. La prima è la possibilità per gli individui di accedere a servizi e prodotti finanziari di base. La seconda è l’effettiva capacità degli individui di utilizzare tali servizi e prodotti in modo efficace. La terza (e più sottile) dimensione consiste nel creare le condizioni affinché i servizi e i prodotti finanziari funzionino al meglio per migliorare il benessere finanziario delle persone.

Il progresso lungo tutte e tre le dimensioni (accesso, uso e qualità) dovrebbe idealmente essere simultaneo. Ottenere risultati migliori su tutti e tre i fronti è importante per garantire l’emancipazione dei consumatori, in modo che i mercati possano effettivamente lavorare nel loro migliore interesse.

La prima dimensione richiede buone infrastrutture, che sono un prerequisito per consentire la fornitura efficiente e sicura di servizi finanziari. Richiede anche un ambiente competitivo, per promuovere una maggiore efficienza dei costi, un’offerta più diversificata di prodotti e servizi finanziari e una maggiore scelta per i consumatori.

La seconda e la terza dimensione richiedono misure di tutela dei consumatori e misure finanziarie istruzione.

Le regole di trasparenza ex ante servono a garantire che i clienti siano ben informati prima di acquistare un prodotto finanziario. Le regole ex post devono prevedere un ricorso efficace se qualcosa va storto.

La supervisione della condotta monitora la corretta attuazione delle regole. La libera e aperta concorrenza è ancora una volta essenziale per consentire ai consumatori di sfruttare appieno il potenziale della trasparenza e delle regole di condotta.

Conoscenza minima necessaria

Nulla, tuttavia, funzionerà molto bene se i consumatori non saranno dotati della conoscenza minima necessaria per utilizzare efficacemente le informazioni fornite, per attivare nella pratica gli strumenti attraverso i quali vengono offerti i servizi, per confrontare in modo significativo i prodotti offerti sul mercato e per sfruttare appieno le norme di tutela del consumatore. Pertanto, le iniziative di educazione finanziaria e digitale sono importanti.

Data la crescente complessità dei mercati finanziari e le nuove opportunità offerte dalla digitalizzazione, la Global Partnership for Financial Inclusion (GPFI) ha spostato la sua attenzione dal semplice accesso ai servizi finanziari, che era originariamente il suo obiettivo principale, alla promozione dell’uso dei servizi finanziari e alla comprensione delle condizioni in cui l’inclusione finanziaria può migliorare il benessere finanziario. scorso settembre, Sua Maestà la Regina Máxima dei Paesi Bassi, Patrona Onoraria del GPFI, dopo aver trascorso 15 anni come Avvocata Speciale delle Nazioni Unite per la Finanza Inclusiva per lo Sviluppo, ha ricevuto un nuovo ruolo focalizzato specificamente sulla salute finanziaria (Avvocata Speciale del Segretario Generale per la Salute Finanziaria). Ciò segna anche un cambiamento di prospettiva verso la necessità di concentrarsi sui risultati effettivi dell’inclusione finanziaria.

I dati sono utili.

Il database Global Findex, gestito dalla Banca Mondiale, è uno strumento prezioso per valutare i progressi nell’accesso e nell’utilizzo dei servizi finanziari. Potrebbe essere necessario un ulteriore lavoro sulla dimensione della qualità; concetti, statistiche e prerequisiti per la comparabilità sono tutti argomenti spinosi, ed è probabilmente appropriato fare affidamento su un set di indicatori diversi piuttosto che concentrarsi su uno solo.

Ancora una volta: il problema è l’empowerment, non il paternalismo – o, come si dovrebbe forse dire, il parentalismo. In tutto questo, non si dovrebbe presumere che il regolatore, anche quello meglio intenzionato, sia in grado di prendere decisioni per il consumatore.

Un’educazione finanziaria completa e un solido quadro di norme a tutela dei consumatori sono i migliori strumenti a nostra disposizione per consentire ai consumatori di fare le loro scelte in piena consapevolezza delle opportunità e dei rischi.

(La connessione tra inclusione finanziaria e benessere finanziario-  Foto da Pixabay)

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