Enti cooperativi e mutualistici: analisi del CNDCEC su normativa e modulistica - redigo.info

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Con il documento di ricerca del 12 gennaio 2026, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) ha analizzato le modalità di vigilanza sugli enti cooperativi e mutualistici, aggiornate con i decreti ministeriali del 5 marzo 2025.

L’intervento normativo si inserisce in un percorso di riforma della vigilanza cooperativa, avviato dal disegno di legge delega approvato dal Consiglio dei Ministri nel marzo 2025, con l’obiettivo di rendere i controlli più efficaci, omogenei e coerenti con l’evoluzione del contesto economico e normativo.

Revisione rafforzata per gli enti cooperativi

Il primo decreto ridefinisce le modalità di svolgimento della revisione cooperativa, confermandone la natura sia assistenziale sia accertativa. La revisione resta biennale (annuale per alcune categorie, come le cooperative sociali), ma viene rafforzato il contenuto delle verifiche, con un focus specifico sull’adeguatezza degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili.

Tra le principali novità spicca l’introduzione, nel verbale di revisione, di una sezione dedicata alla prevenzione della crisi, che impone al revisore di verificare l’eventuale presenza di segnali di difficoltà finanziaria e l’adempimento degli obblighi di segnalazione previsti dal Codice della crisi. Un passaggio che rafforza il ruolo della vigilanza cooperativa come strumento di monitoraggio anticipato.

Nuova modulistica

I decreti approvano inoltre una modulistica completamente aggiornata, destinata a sostituire quella in vigore dal 2015-2017. I nuovi modelli di verbale, pensati anche per una gestione digitale delle procedure, rendono più puntuali le verifiche sulla mutualità prevalente, sulla base sociale e sulla corretta gestione delle riserve indivisibili.

L’utilizzo dei nuovi modelli, tuttavia, è subordinato al completamento del processo di reingegnerizzazione dei sistemi informatici ministeriali. In una fase transitoria, restano applicabili le procedure precedenti.

Ispezioni straordinarie più mirate

Il secondo decreto interviene sulle ispezioni straordinarie, ridefinendone tempi, modalità e ambiti di intervento. Le ispezioni potranno essere disposte non solo a seguito delle revisioni, ma anche su segnalazioni di soci, terzi o altre autorità pubbliche, con l’obiettivo di accertare il rispetto delle norme mutualistiche e la corretta gestione amministrativo-contabile degli enti.

Queste nuove regole rappresentano un cambio di passo significativo per il sistema cooperativo italiano. La vigilanza non è più solo uno strumento di controllo formale, ma diventa parte integrante di un sistema di trasparenza, responsabilità e prevenzione.

Redazione redigo.info

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