BROTHER JOHN, BROTHER JOHN… | Rizzoli Education

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Ogni tanto capita. Non siamo in grado di comunicare e di comprendere una lingua straniera, eppure nella nostra testa sono “incollate” alcune frasi, proprio in quella lingua, che sappiamo, che pronunciamo perfettamente, che sapremmo usare a proposito… e che sappiamo recitare a ritmo di musica! I ritornelli di canzoni che abbiamo sentito mille volte, il jingle di una pubblicità che passa in TV o alla radio, un motivetto sentito chissà dove… Poche parole, ma stampate nel nostro cervello, e che fanno parte del nostro vocabolario, senza che nessuno ce le abbia insegnate veramente.

La musica e la Lingua Straniera

Le ricerche che, negli ultimi anni, si sono occupate di stabilire e studiare il rapporto tra musica e apprendimento delle lingue, sono molteplici. Davvero utilizzare il canale musicale aiuta ad imparare meglio una Lingua? Parrebbe di sì. In particolare l’utilizzo di motivetti, jingles, canzoni è di aiuto a chi si sta approcciando ad un nuovo linguaggio orale perché:

  • Le ripetizioni, il ritmo e la melodia vanno a stimolare molte più aree del cervello che non il semplice ascolto di frasi sconnesse e senza elementi musicali. Questo favorisce la memorizzazione, perché la traccia sonora viene legata ad altri elementi che non siamo semplicemente quelli uditivi.
  • Le emozioni suscitate dall’ ascolto di una melodia sono più intense e si imprimono più a fondo nella nostra esperienza rispetto al semplice ascolto delle stesse parole ascoltate senza inflessioni musicali.
  • La pronuncia e il ritmo del linguaggio vengono appresi con più facilità se sono accompagnati da altri elementi musicali, quali l’inflessione della musica e il ritmo.
  • L’oralità del linguaggio musicale permette che la Lingua 2 venga appresa con facilità anche da coloro che non sono ancora in grado di decifrare il sistema di segni convenzionali scritti usati da una determinata lingua.

Tutti questi aspetti fanno sì che l’utilizzo di semplici accorgimenti “musicali” nelle classi frequentate anche da bambini molto piccoli, addirittura all’Asilo Nido, renda facile, naturale e piacevole approcciarsi e imparare una lingua straniera, o per lo meno alcune espressioni in essa utilizzate.

Imparare con la musica in classe

Il presupposto da cui vogliamo partire è che esiste un elevato numero di frasi che i bambini imparano a padroneggiare abbastanza in fretta nella loro lingua madre, perché vengono pronunciate spesso e in numerosi contesti da diverse persone che interagiscono con i piccoli. Per questo motivo queste frasi, una volta fatte proprie, sono quelle migliori da cui iniziare per introdurre la Lingua 2 in maniera naturale. Espressioni come:

  • Posso andare in bagno?
  • Ho finito
  • Aspetta un momento
  • Non voglio
  • Ho sete
  • Vieni qui

vengono pronunciate in continuazione dai bambini e dagli adulti che li circondano, e per questo anche i bambini molto piccoli le padroneggiano. Non c’è bisogno di impararle, non c’è bisogno di rinforzarle, e per questo sono le prime che l’insegnante vorrà proporre ai suoi bambini in L2. Vediamo come:

  • Selezionare le frasi da usare SOLO in Lingua 2: gli insegnanti compileranno una lista di frasi che, in classe, dovranno essere usate SOLAMENTE nella lingua target. Sempre. In ogni momento. Non solo nei momenti dedicati all’istruzione, ma sempre. Per esempio, se la frase “ho finito” rientrerà nel nostro elenco, quella frase sarà pronunciata in Lingua 2 in ogni contesto, che sia durante l’intervallo, durante un gioco, a mensa… I bambini la pronunciano già in Italiano in moltissimi altri contesti: nel contesto scolastico la pronunceranno solo in L2.
  • Selezionare una melodia semplice: gli insegnanti stabiliranno una semplice melodia (già esistente o inventata da loro) su cui TUTTE le frasi in Lingua 2 andranno pronunciate. Motivetti semplici come Fra Martino, o la scala musicale si piegano benissimo a questo scopo, ma ciascun gruppo di docenti è libero di creare la propria melodia. Il limite è la fantasia! Una volta selezionata la melodia, i docenti vi adatteranno tutte le frasi che hanno scelto in precedenza.
  • È importante che la melodia sia una e sempre la stessa: non vogliamo focalizzare troppo l’attenzione dei bambini sull’apprendimento della musica, per cui quella non cambierà mai. A cambiare saranno solo le parole che di volta in volta useremo.
  • Iniziare a usare i jingles in L2 in classe: nei primi tempi sarà difficile, ai bambini non verrà naturale e l’insegnante potrebbe pensare di essere l’unico a usare certe frasi in classe, ma l’importante sarà mantenere la coerenza. Ogni volta che un bambino pronuncerà una frasetta in Italiano invece che in L2, giocosamente l’insegnante la ripeterà, in musica, con le parole corrette, e inviterà il piccolo a ripetere. Poco alla volta la cosa diventerà assolutamente naturale.
  • Prevedere momenti “di gruppo”: sarà possibile coinvolgere l’intera classe in momenti canori in Lingua 2. Per esempio, al termine di una attività tutti potranno cantare insieme il jingle per la frase “ho finito”. Le situazioni si possono trovare facilmente, o creare ad hoc, in base alla frase che vogliamo rinforzare.
  • Non accettare frasi che non siano in Lingua Target: la persistenza è la chiave. Le frasi che devono essere pronunciate in L2 non devono essere accettate se non in L2. L’insegnante dovrà “giocare al sordo selettivo” e ignorare le frasi pronunciate in Italiano – con l’eccezione delle situazioni in cui vorrà aiutare il bambino a pronunciarle correttamente in L2, e quindi, come già spiegato, le farà sentire lui stesso allo studente. In generale, le frasi che vogliamo rinforzare devono ricevere risposta solo se pronunciate nella Lingua Target.

Presentate sotto forma di gioco, con momenti coinvolgenti, in gruppo, sempre con il sorriso sulla labbra, le frasi in L2 che proporremo ai nostri alunni diventeranno in poco tempo patrimonio linguistico dell’intera classe. Questo senza il rischio di andare ad intaccare la Lingua Madre perché, come spiegato poco sopra, si tratta di frasi che i bambini già conoscono, usano e sentono in un ampio numero di contesti. Semplicemente, in ambito scolastico, vengono pronunciate in una lingua diversa, ma a casa, con gli amici, dai nonni, si continuerà ad usarle in Italiano.

L’associazione delle parole alla musica faciliterà la memorizzazione, il coinvolgimento e la ritenzione di quanto appreso anche sulla lunga distanza.

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