Prosegue con il secondo ciclo il laboratorio partecipativo di fotografia rivolto a Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA), accolti nelle strutture del progetto SAI gestite da Arca di Noè per Consorzio l’Arcolaio. Un’esperienza che si inserisce in una progettualità già avviata nei mesi precedenti, valorizzandone le relazioni costruite e gli esiti.
Un percorso partecipativo costruito nel tempo
Il primo ciclo laboratoriale, conclusosi alla fine del 2025, ha rappresentato un momento significativo di sperimentazione e ascolto. Attraverso attività pratiche e momenti di restituzione, i partecipanti si sono messi in gioco, hanno costruito narrazioni personali e sviluppato nuove competenze, in un contesto orientato alla relazione e all’apprendimento non formale.
Come racconta Chiara Pirra, fotografa e curatrice del laboratorio, uno degli aspetti emersi con maggiore forza è stato il valore attribuito al processo e al risultato del lavoro svolto:
Non si trattava solo di portare avanti un’attività formativa, ma di poter riflettere sul rapporto tra fotografo e soggetto e sull’uso del linguaggio visuale come forma di relazione nella collettività. Usando la fotografia come elemento di riconoscimento e di autorappresentazione lungo tutto il percorso.
Il laboratorio oggi: continuità, sviluppo e nuove possibilità
L’interesse emerso ha portato all’avvio di un nuovo ciclo di laboratori che svilupperà in forma di pubblicazione editoriale quanto emerso nel primo percorso: grazie al linguaggio della fotografia, gli incontri propongono nuove occasioni di lavoro individuale e di gruppo. Alla loro base vi è un approccio che mette al centro l’esperienza diretta e la partecipazione attiva dei minori.
Rispetto all’edizione precedente, questa volta sarà dato spazio alla creazione di materiali che possano raccontare qualcosa di chi li realizza, diventando così strumenti di restituzione e dialogo, dentro e fuori i progetti di accoglienza.
La sfida è quella di produrre qualcosa che resta e che i minori coinvolti possano portare a sé, attraverso una restituzione che racconti gli scatti e il percorso tracciato dal laboratorio, sottolinea Chiara Pirra.
Il laboratorio partecipativo, in questo caso di fotografia, si configura come uno spazio in cui sperimentare, osservare, raccontarsi e costruire relazioni, riconoscendo la complessità dei vissuti e valorizzando le risorse presenti. Gli incontri coniugano momenti formativi attraverso visite guidate a mostre fotografiche, lezioni teoriche sul fotolibro e laboratori di didattica improntati sull’uso della macchina fotografica attraverso scambi informali con operatori e operatrici dell’accoglienza: ingredienti che rafforzano senso di gruppo e partecipazione condivisa. Ulteriore elemento caratteristico degli incontri è la dimensione umana che la fotografia restituisce.
Come racconta Chiara:
è importante ricordarsi sempre del processo; è vero, lavoriamo all’interno di un servizio ma più di tutto lavoriamo con le persone. Gli incontri infatti sono rivolti a giovani con un nome, un volto, delle attitudini, al di là della storia che li può accomunare o della struttura in cui vivono. Uno degli obiettivi è riuscire a trasmettere il fatto che la fotografia è una pratica collettiva, non si fa da soli ma insieme: l’immagine non è solo un contenuto visivo ma può essere più di tutto un contenuto emotivo e di dialogo collettivo. La fotografia è infatti un linguaggio con cui potersi raccontare, specchiarsi e conoscere.
Il laboratorio partecipativo è promosso da Arca di Noè, Consorzio l’Arcolaio, nell’ambito del progetto SAI di Bologna e, attraverso la fotografia, offre ai Minori stranieri non accompagnati uno spazio di espressione, apprendimento e confronto, in grado di favorire percorsi di crescita individuali e collettivi.
Questo laboratorio rientra nel progetto SAI metropolitano, che promuove attività di inclusione dedicati a Minori stranieri non accompagnati. Nella primavera 2025, all’interno dello stesso progetto, è stato realizzato anche un laboratorio su affettività, corpo ed emozioni, incentrato su relazioni, identità e prevenzione della violenza di genere.