Dark Web: cos’è, come accedervi e quali rischi comporta

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Differenza tra Surface Web, Deep Web e Dark Web

Capire i livelli del web per navigare con consapevolezza

Il Surface Web o web di superficie è quel vasto oceano di siti web accessibili tramite i motori di ricerca più diffusi e conosciuti.

Sul web di superficie troviamo le pagine per il cui accesso digitiamo “www”, per capirci.

Ovviamente in superficie “galleggia” come comprensibile, la legalità. A mano a mano che ci si immerge negli abissi di internet la navigazione diventa più insidiosa, pericolosa, spesso illegale.

Deep Web: contenuti nascosti ma legittimi

Esempi di utilizzo quotidiano e buone pratiche

Ma andiamo per gradi: come in un girone dantesco prima di arrivare al dark web, si passa dal deep web dove si trovano documenti, pagine web, file protetti da password e non indicizzati dai motori di ricerca tradizionali. Questo include anche database aziendali, archivi accademici, pagine protette da password e contenuti privati, come messaggistica e-mail.

Un esempio su tutti: quando accediamo ai conti bancari on line, siamo su una pagina che appartiene al deep web.

Questo strato, nascosto quindi sotto la superficie, necessita di credenziali di accesso, non di motori di ricerca. Un altro esempio pratico può essere un catalogo di riviste giuridiche per la cui consultazione è necessario effettuare un login, o ancora registri medici o informazioni governative o database scientifici finalizzati allo sviluppo della ricerca, i cui utenti, ad esempio medici, vanno autorizzati da specifiche credenziali, garantendo così che solo gi aventi diritto possano accedere ai dati sensibili.

Anche le intranet utilizzate dalle aziende per comunicazioni interne, documenti riservati e sistemi di gestione delle risorse umane, ad esempio, i portali dove i dipendenti possono “entrare” per consultare le buste paga, i permessi, le ferie ecc., appartengono al Deep Web.

Lo stesso si dica per le fiorenti università on line, i cui corsi sono su piattaforme per le quali occorrono credenziali attribuite agli utenti dopo regolare pagamento dell’iscrizione ai corsi accademici. Sempre previo pagamento e accedendo con binomio login-password, sono fruibili le visioni in streaming su note piattaforme come Netflix, Disney Plus o Prime Video, per citare le più utilizzate.

L’utilizzo della prudenza anche nel Deep Web

Qualche consiglio per navigare in sicurezza

Abbiamo esplicitato con diversi esempi i contenuti del Deep Web, che, come emerge da questa disamina, ospita un’ampia gamma di contenuti utili, ma soprattutto legittimi!

Per navigare in sicurezza nel Deep Web è fondamentale:

  • usare sempre VPN e software di anonimizzazione
  • non scaricare file da fonti non verificate
  • evitare transazioni con criptovalute su siti sospetti
  • mantenere aggiornati antivirus e sistemi operativi.

Il Dark Web al contrario, la definizione è evocativa, ospita, per fortuna non sempre, ma spesso, attività illegali.

Cos’è il Dark Web e perché è pericoloso

Un mondo sommerso tra anonimato e attività illegali

Avete presente la rappresentazione grafica degli iceberg? Ebbene il dark web è proprio la parte più profonda, quella immersa negli abissi e come tale la più nascosta. In questa sezione, alla quale si accede mantenendo l’anonimato grazie all’utilizzo di crittografia e reti cifrate, si possono trovare siti che condividono informazioni sulla formulazione di veleni o la modalità di costruzione di armi. Presenti nel “sommerso” anche shop on line su cui procacciarsi droghe, carte di credito clonate e armi già pronte all’uso.

Addirittura, c’è la possibilità di assoldare killer o hacker a pagamento, tramite bitcoin, i cosiddetti black -hat. Un altro utilizzo piuttosto diffuso attiene ai siti di pornografia illegale come la pedopornografia.

Vale la pena ricordare che anche solo visitare questi siti per mera curiosità, espone a rischi concreti come il furto di dati o “infezioni” da malware o ancora più grave, implicazioni penali. Equivale a passeggiare in un quartiere malfamato di una grande città, di notte e disarmati, non si sa quali brutti incontri si possono fare!

Pornografia quindi, armi, munizioni, passaporti falsi, droghe di ogni tipo, account hackerati, farmaci, servizi di hacking, sono parte di ciò che, sapendo muoversi nelle occulte profondità della navigazione, si può trovare.

Come funziona la rete TOR e il significato di “onion”

Il sistema a strati che permette l’anonimato totale

Ricordiamo quindi, che è molto pericoloso e sconsigliato accedere al web sommerso.

I criminali presenti sul sito possono rubare informazioni personali come carte di credito da utilizzare per attività fraudolente, muovere attacchi di phishing, ingannare con false promesse di servizi o vendita di prodotti, rubando denaro. Questi sono solo alcuni esempi dei rischi che si corrono navigando tramite TOR, The Onion Router, che è ancora la via di accesso preferita al dark web.

TOR nasconde l’identità degli utenti e permette la comunicazione privata; la crittografia viene stratificata, per questo si è deciso di chiamarlo onion, (perché ricorda appunto la cipolla e i suoi strati). La rete Tor è composta da siti con estensione “.onion”, ciò li rende riconoscibili. Questa rete permette agli utenti di navigare in modo anonimo e di accedere a contenuti non indicizzati.

Origini e storia del Dark Web: da idea libera a minaccia

Dall’università di Edimburgo alla realtà di oggi

Il Dark web è nato nel 1999, grazie a uno studente dell’Università di Edimburgo, Ian Clark.

Oggi copre circa il 6% dei contenuti internet. L’intento di Clark non era di creare un viatico illegale sulla rete, ma di tutelare la libertà di stampa e di espressione che purtroppo in alcuni Paesi viene ancora oscurata.

Infatti, c’è anche un aspetto lecito del dark web, un uso legittimo e a parere mio anche molto utile: attivisti e giornalisti d’inchiesta possono, protetti dall’anonimato garantito dal dark web, scambiare informazioni, senza essere spiati o intercettati, né tantomeno fermàti o addirittura arrestati da quei governi che non sono affatto inclini alla libertà di espressione, soprattutto quando il frutto di inchieste approfondite, mette in risalto comportamenti dubbi e poco trasparenti di capi di governo o di dipartimenti  militari.

Quando l’uso del Dark Web è legittimo

Attivismo, giornalismo e libertà di espressione

Naturalmente anche FBI e polizia postale e altri organi di controllo, utilizzano la rete crittografata TOR per entrare nel Dark Web e oscurano spesso siti illegali, arrestandone i responsabili; ma ahimè per ogni pagina chiusa se ne apre una ugualmente illegale e pericolosa.

C’è da specificare una cosa concludendo questo excursus: il dark web non è illegale per definizione e l’accesso è assolutamente legale. Anche se ciò dipende dal Paese in cui ti trovi, poiché i regimi totalitari, come detto, sono ovviamente contro le piattaforme che forniscono anonimato agli utenti. Esso viene utilizzato dagli informatori, dall’esercito statunitense, dai giornalisti e persino da coloro che cercano semplicemente oggetti rari, ad esempio libri non stampati. È anche un ottimo luogo per librerie online gratuite e innumerevoli forum di discussione.

È illegale accedere al Dark Web?

La legalità dipende dal Paese e dall’intento dell’utente

Quello che è illegale, pericoloso e assolutamente da evitare, anche solo per “curiosare” è, come detto, il “Black market”, scindere la finalità degli accessi, una navigata nella legalità o l’intento di un acquisto criminoso, però può non essere così semplice: se si vuole essere esenti da pericoli, meglio quindi cercare le informazioni che ci servono in “superficie” per correre meno rischi possibili e poter prendere, all’occorrenza una boccata d’aria pulita!

Nelide Quarato

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