Home PA Digitale La PA dopo il PNRR: Smart Land e IA verso il 2030
La pubblica amministrazione italiana si avvia verso la fine del PNRR. La conclusione del ciclo di investimenti comporta già da ora una presa di posizione molto forte: la PA dovrà trovare il modo di valorizzare e manutenere tutto ciò che è stato fatto negli ultimi anni. In questa intervista con Fabio Meloni, Chief Executive Officer di Deda Next, partiamo da questo tema per poi passare a quello degli ecosistemi territoriali, fino ad allargare lo sguardo al 2030, con il ruolo fondamentale che assumerà l’uso dell’intelligenza artificiale
23 Gennaio 2026
Cosa farà la PA dopo la fine del PNRR? Questa è la domanda che da qualche tempo circola in riferimento alla fine dei fondi erogati tramite PNRR. Nel 2026, infatti, il ciclo di finanziamenti volge al termine, con una serie di interrogativi che ruotano attorno al mondo dell’amministrazione pubblica del futuro.
Innanzitutto, il PNRR ha finanziato opere e progetti con una logica una tantum. Tutti i costi di gestione, di personale e di manutenzione restano in mano alle pubbliche amministrazioni. In questo senso, se pensiamo alle PA più piccole, sarà complicato organizzare questi processi nei prossimi anni, in modo tale da non dover tornare indietro.
Per non parlare della formazione dei dipendenti. Il PNRR passerà, ma il personale rimarrà nelle sedi preposte, lavorando su infrastrutture e tecnologie che presuppongono molte giornate di formazione, sia nel momento della loro messa in opera, sia per il lavoro periodico e continuativo che le persone si troveranno a svolgere. E in questo, l’uso dell’intelligenza artificiale incombe, imponendo e tutte e tutti una revisione dei processi produttivi.
Le Smart Land per un futuro interoperabile
Il concetto di Smart Land è la naturale evoluzione di quello di Smart City. Se quest’ultima rappresenta il primo livello di contatto tra i cittadini e un’amministrazione innovativa, la Smart Land amplia lo sguardo, raggiungendo una dimensione regionale, integrando sistemi, servizi e politiche pubbliche in una visione unitaria.
Il rischio che si corre riguarda i fondi del PNRR, che potrebbero finanziare progetti in una logica a silos, senza una visione della situazione territoriale più larga e onnicomprensiva. La Smart Land nasce proprio per superare questo possibile limite, puntando sulla costruzione di ecosistemi interoperabili, in cui dati e servizi dialogano tra loro in modo strutturale.
La visione al 2030 di Deda Next
In questa intervista con Fabio Meloni, Chief Executive Officer di Deda Next, cerchiamo di rispondere a questi interrogativi, puntando lo sguardo al 2030: cosa cambierà e cosa rimarrà invariato tra qualche anno?
La vision di Deda Next si fonda sull’idea che gli investimenti fatti con il PNRR debbano trasformarsi in un patrimonio strutturale e duraturo per la PA.
In questo percorso, assume un ruolo fondamentale il tema della sovranità digitale: i gruppi italiani devono sviluppare e governare tecnologie avanzate all’interno di un perimetro di fiducia. Il tutto, mantenendo al centro la persona e la qualità dei servizi offerti a cittadine e cittadini.
In questa prospettiva, Deda Next si posiziona come partner tecnologico end-to-end per la PA, capace di coprire l’intera catena del valore: dalle infrastrutture e dai data center localizzati in Italia fino alle piattaforme applicative e all’intelligenza artificiale. L’IA non è concepita come un elemento separato, ma come un abilitatore integrato nei servizi digitali, in grado di semplificare l’interazione, migliorare l’esperienza utente e accelerare l’adozione del digitale come canale principale di relazione tra cittadini e amministrazioni.