AI & Data Analytics
Il progetto realizzato da Cefriel insieme a Tecon, società di ingegneria specializzata in ambito offshore e marittimo, nasce dalla necessità di rendere la conoscenza aziendale accessibile, trasferibile e realmente utilizzabile nel tempo.
In un contesto caratterizzato da elevata complessità tecnica e da oltre quarant’anni di esperienza accumulata, la criticità non riguardava la quantità di informazioni disponibili, ma la loro frammentazione e la forte dipendenza dal know-how delle figure senior. È da questa consapevolezza che prende forma un percorso di innovazione che ha portato allo sviluppo di una soluzione di knowledge management basata sull’intelligenza artificiale, progettata sulle specificità del dominio ingegneristico marittimo.
Qual è stata l’esigenza che ha portato Tecon ad avviare questo progetto?
Jak Albagli, CEO di Tecon, racconta come nel tempo l’azienda abbia costruito un patrimonio di competenze di grande valore, difficilmente trasferibile attraverso i percorsi formativi tradizionali. Una parte rilevante del sapere ingegneristico, infatti, si acquisisce sul campo, grazie all’esperienza maturata progetto dopo progetto. Come sottolinea Albagli, «molte competenze non si imparano sui libri, ma sul campo, con il tempo», e questo rende complesso accelerare la crescita dei profili più giovani.
La conseguenza era una duplice criticità: da un lato, un percorso di apprendimento più lento per le nuove generazioni di ingegneri; dall’altro, una forte dipendenza organizzativa dalla disponibilità delle figure senior. Da qui nasce l’esigenza di immaginare un nuovo approccio, che Tecon ha definito esperienza intelligente, con l’obiettivo di valorizzare e rendere fruibile il know-how accumulato negli anni.
In cosa consiste il concetto di “esperienza intelligente” e quale obiettivo si pone?
Il concetto di esperienza intelligente non coincide con una soluzione tecnologica predefinita, ma rappresenta una visione strategica. L’idea, spiega ancora Albagli, è quella di «accelerare l’apprendimento utilizzando ciò che abbiamo costruito negli anni», rendendo accessibile il patrimonio informativo aziendale – documentazione tecnica, progetti, best practice – in modo coerente con il livello di esperienza di chi lo utilizza.
L’obiettivo è duplice: supportare i giovani ingegneri nel loro percorso di crescita e, allo stesso tempo, ridurre il carico operativo sulle figure senior, liberando tempo e risorse da dedicare ad attività a maggior valore aggiunto.
Qual è stato il contributo di Cefriel nello sviluppo della soluzione?
Nel percorso di sviluppo della soluzione, Cefriel ha affiancato Tecon con un approccio fortemente orientato alla co-progettazione. Come spiega Mirco Masa, Business Developer Manager di Cefriel, «gestire la conoscenza non significa acquistare una tecnologia, ma costruire un modello su misura, profondamente legato al dominio e alla cultura dell’organizzazione».
Il lavoro congiunto ha richiesto, da un lato, una profonda comprensione della terminologia e delle logiche altamente specialistiche dell’ingegneria offshore e marittima; dall’altro, la progettazione di un sistema di intelligenza artificiale che fosse comprensibile, governabile e integrabile nei processi aziendali. L’Intelligenza Artificiale, in questo contesto, diventa realmente efficace solo quando è progettata per rispondere a esigenze concrete e quotidiane.
Quali benefici concreti sta generando oggi il progetto e quali sono i prossimi passi?
La soluzione sviluppata consente oggi di rendere disponibile il patrimonio informativo di Tecon in modo adattivo, modulando contenuti, linguaggio e livello di dettaglio in base al profilo dell’utente. Questo approccio ha già prodotto benefici tangibili: maggiore efficienza operativa, riduzione dei tempi di lavoro e una crescita più rapida e sicura delle competenze dei giovani ingegneri. Allo stesso tempo, si riduce la dipendenza dai professionisti e professioniste senior e migliora la qualità complessiva dei servizi offerti ai clienti.
Il progetto è tuttora in fase di sperimentazione ed evoluzione, un aspetto che Tecon considera essenziale. Come evidenzia Albagli, la visione iniziale non partiva da una soluzione già definita, ma dalla consapevolezza di un problema e di un’opportunità da valorizzare. L’innovazione, soprattutto quando riguarda la conoscenza, è un processo continuo.
Il caso Tecon dimostra come un’organizzazione moderna non si limiti a condividere dati e documenti, ma costruisca sistemi intelligenti capaci di trasformare la conoscenza in una leva di apprendimento, collaborazione e innovazione. In questo spazio, l’AI generativa diventa un abilitatore concreto di trasformazione, rafforzando il capitale umano e contribuendo ad abbattere i silos organizzativi.