La ricongiunzione dei periodi assicurativi ai fini previdenziali è strumentale ai liberi professionisti che intendono unificare i contributi versati in diverse gestioni. Per le domande presentate quest’anno, sono stati aggiornati i criteri di rateizzazione 2026, sulla base del tasso ISTAT più recente.
E’ il tema della circolare INPS n. 5/2026.
Interesse applicato alla rateizzazione 2026
L’onere di ricongiunzione può essere pagato in forma rateale applicando un interesse annuo composto, che è pari al tasso di variazione medio annuo dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), per l’appunto rilevato da ISTAT.
L’Istituto di Statistica ha, per il 2025, accertato un tasso pari a +1,4%. Di conseguenza, per le domande di ricongiunzione presentate nel 2026, i piani di ammortamento sono stati aggiornati in base a questo valore.
Le nuove tabelle consentono, così, di calcolare correttamente:
– l’importo della rata mensile costante posticipata, necessario ad ammortizzare il capitale con un tasso annuo composto dell’1,4% per durate da 2 a 120 mesi;
– i coefficienti per determinare il debito residuo in caso di sospensione del pagamento delle rate prima dell’estinzione del debito, sempre al tasso dell’1,4%.
L’Allegato 1 della circolare 5/2026 riporta le istruzioni operative per l’utilizzo delle tabelle.
Perché l’adeguamento 2026 è importante per i professionisti?
L’adeguamento annuale del tasso di interesse garantisce che i piani di rateizzazione riflettano l’andamento reale dell’inflazione, permette ai professionisti di conoscere con precisione l’onere complessivo della ricongiunzione e assicura uniformità nei calcoli effettuati dagli enti previdenziali.
Il tasso dell’1,4% rappresenta, per chi presenta domanda nel 2026, il parametro di riferimento per tutto il piano di ammortamento.
Redazione redigo.info