Il progetto DEA Montagna ha rappresentato un’importante esperienza di prevenzione e contrasto alla violenza di genere nelle aree interne dell’Abruzzo, mettendo al centro l’empowerment femminile, la formazione, la sensibilizzazione territoriale e il rafforzamento delle reti di supporto alle donne.
“Pensiamo spesso alla violenza come a qualcosa di lontano, che riguarda solo gli episodi più estremi e evidenti. Ma prima della violenza fisica e psicologica c’è molto spesso un terreno fatto di riduzione delle occasioni, dipendenza economica, rinunce obbligate, perdita di fiducia, mancanza di possibilità. Lavorare sulle competenze, sui talenti, sulla rete significa ricostruire mattoni fondamentali: autonomia, scelta, agency.”
Le parole di Cristina Coppellotti, Responsabile Formazione per Piano C, restituiscono con chiarezza il senso del progetto ed è proprio su questi “mattoni”che DEA Montagna ha costruito le sue fondamenta: un percorso progettato in stretta connessione con la Valle Subequana, orientato a promuovere consapevolezza, partecipazione e politiche di welfare più inclusive nei contesti montani.
La fase finale del progetto ha rappresentato un importante momento di restituzione pubblica e consolidamento, durante il quale sono stati valorizzati i risultati raggiunti attraverso attività di formazione, sensibilizzazione e advocacy.
L’evento conclusivo: una sintesi del percorso
Il 30 novembre a Secinaro in provincia de L’Aquila,si è svolto “Di DONNA in DONNA”, l’evento conclusivo del progetto DEA Montagna e appuntamento di chiusura del Mese di Sensibilizzazione contro la Violenza di Genere.
Un momento di restituzione, ascolto e confronto che ha riunito comunità locali, operatrici, professioniste e partner di progetto, con l’obiettivo di dare voce ai percorsi, alle azioni e alle storie che hanno attraversato il territorio nel corso dei mesi.
L’incontro ha rappresentato un’occasione per raccontare il lavoro svolto, condividere le evidenze emerse e rafforzare la consapevolezza sul ruolo centrale che i territori interni possono assumere nel contrasto alla violenza di genere, se sostenuti da reti solide, competenze integrate e strumenti adeguati.
Un appuntamento che ha ribadito come la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere passino anche dalla forza delle relazioni, dalla cura dei territori e dal protagonismo delle donne, elementi fondanti dell’intero percorso DEA Montagna.
La campagna di sensibilizzazione: ampliare il racconto oltre il territorio
Nella fase finale del progetto è stata realizzata una campagna di sensibilizzazione contro la violenza di genere nelle aree interne che ha ampliato il racconto di DEA Montagna, coinvolgendo non solo le comunità locali della Valle Subequana, ma anche un pubblico più ampio interessato ai temi del contrasto alla violenza di genere, dell’empowerment economico e delle politiche di welfare nelle aree interne.
La campagna ha utilizzato i social media come spazio di informazione e sensibilizzazione, per raccontare il progetto nel suo insieme e diffondere contenuti utili a comprendere le diverse forme della violenza di genere e le possibili strategie di prevenzione e contrasto.
Nel suo complesso, la campagna ha rappresentato un momento di sintesi e restituzione finale del progetto, lasciando materiali e contenuti utili per i territori, per il dibattito pubblico e per il rafforzamento delle politiche di contrasto alla violenza di genere nelle aree interne.
“Il progetto DEA Montagna è stato un’esperienza significativa sia sul piano professionale che umano. Gli incontri di sensibilizzazione ci hanno permesso di ascoltare il territorio, le sue emozioni e le sue fragilità, ma anche di riconoscerne le risorse e l’impegno quotidiano di amministratrici e amministratori locali.”
Marialuisa Lina Santilli – Assistente Sociale
Formazione sul cyberbullismo nelle scuole: prevenzione della violenza di genere tra i giovani
All’interno del progetto DEA Montagna è stata inoltre realizzata un’importante attività di formazione e sensibilizzazione rivolta alle nuove generazioni.
Nelle scuole medie del territorio si sono svolti incontri dedicati alla violenza di genere nelle sue forme più attuali e spesso invisibili: dal cyberbullismo al revenge porn, fino alle dinamiche di odio e controllo che attraversano gli spazi digitali.
Gli interventi, rivolti a ragazze e ragazzi, hanno offerto strumenti di lettura critica di ciò che accade online e offline, con l’obiettivo di sviluppare consapevolezza prima che la violenza venga normalizzata.
Chiara Parisse, dottoranda in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo, specializzata in cyberbullismo e violenza di genere, che ha accompagnato studenti e studentesse nel percorso di educazione digitale, prevenzione e responsabilità, racconta così la sua esperienza:
“DEA Montagna mi ha lasciato soprattutto domande, nate dal confronto con ragazze e ragazzi nelle scuole. Portare sul campo le competenze sul cyberbullismo e sulla violenza online ha trasformato la formazione in un vero percorso di educazione di genere, rafforzando in me il senso di responsabilità e di speranza verso le generazioni future.”
Il documento di advocacy: dati e proposte per il contrasto alla violenza di genere
Tra i principali risultati del progetto si colloca la redazione del Documento di valutazione e advocacy “Spazio alla Sensibilizzazione”, che restituisce in modo strutturato l’esperienza maturata sul territorio.
Il documento nasce dal ciclo di nove incontri di sensibilizzazione realizzati tra aprile e luglio 2025 nei comuni della Valle Subequana e della Valle dell’Aterno, durante i quali sono stati raccolti 99 questionari di valutazione con l’obiettivo di analizzare l’impatto del progetto e individuare linee guida per il futuro.
“Con il ciclo “Spazio alla sensibilizzazione” abbiamo creato luoghi di confronto e informazione su un tema delicato come la violenza di genere. Incontri fondamentali per la prevenzione, che ci hanno restituito emozioni, domande e una forte partecipazione da parte delle comunità e delle amministrazioni locali.”
Paola Colucci – Psicologa
Dall’analisi emerge:
- un forte bisogno di iniziative di sensibilizzazione nelle aree interne;
- una partecipazione prevalentemente femminile e adulta;
- la difficoltà di coinvolgere uomini e giovani tra i 18 e i 25 anni;
- l’elevata efficacia degli incontri in termini di crescita delle competenze e consapevolezza (oltre il 90% dei partecipanti ha dichiarato di aver acquisito nuove conoscenze sul tema della violenza di genere).
Il documento sottolinea inoltre l’importanza di:
- rafforzare il coinvolgimento del genere maschile;
- investire nella formazione di bambini e adolescenti per coinvolgere e alfabetizzare fin dalla più tenera età;
- promuovere il dialogo intergenerazionale con incontri tra genitori e figli;
- sviluppare approcci multidisciplinari e partecipativi;
- approfondire argomenti e competenze: l’amore romantico, l’educazione maschile, la condizione della donna nelle aree interne, la famiglia e le relazioni.
“DEA Montagna ha dimostrato che i piccoli paesi non sono territori vuoti, ma luoghi ricchi di risorse e competenze. Il valore del progetto è stato costruirlo insieme, raccogliendo dati e ascoltando il territorio per dare continuità futura alle azioni contro la violenza di genere. Come abitante e come ricercatrice, ho visto nascere una comunità oggi in espansione.”
Giulia Ferrante – Phd Regional Science and Economic Geography
Il lavoro di advocacy rappresenta così uno strumento concreto a disposizione dei territori e delle istituzioni per orientare future progettualità e politiche pubbliche, valorizzando l’approccio bottom-up: in cui si parte dal territorio e dal suo tessuto sociale e dalla centralità delle comunità locali.
Un’eredità che guarda al futuro
DEA Montagna si conclude come progetto, ma lascia un’eredità fatta di reti territoriali rafforzate, strumenti operativi, materiali documentativi e nuove consapevolezze.
“DEA Montagna ha acceso una scintilla capace di mettere in rete donne e professionalità diverse. Dal territorio è emersa una forte richiesta di confronto, anche da parte degli uomini, segnale di una consapevolezza crescente sulla necessità di interrompere le dinamiche di violenza. Un percorso che continua nel tempo e che conferma il valore di un lavoro strutturato, fondato su competenze, dialogo e collaborazione.”
Milena Molozzu, Progettista e coordinatrice del Progetto DEA Montagna sottolinea l’impatto di DEA Montagna, un percorso che ha dimostrato come fare rete è necessario/vincente per costruire azioni efficaci di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, mettendo al centro formazione, ascolto, partecipazione e cultura.
Un punto di arrivo che è, allo stesso tempo, un punto di partenza.
Il Progetto DEA MONTAGNA è finanziato da ActionAid International Italia E.T.S. e Fondazione Realizza il Cambiamento nell’ambito del progetto NORA against GBV co-finanziato dall’Unione Europea.
Il contenuto di questa comunicazione rappresenta l’opinione degli autori che ne sono esclusivamente responsabili. Né L’Unione europea né DG JUST possono ritenersi responsabili per le informazioni che contiene né per l’uso che ne venga fatto. Analogamente non possono ritenersi responsabili ActionAid International Italia E.T.S. e Fondazione Realizza il Cambiamento
Repository
PDF
Spazio alla sensibilizzazione – Documento di valutazione e advocacy
Video
DEA Montagna – Come nasce il progetto
DEA Montagna – Percorso di orientamento alla riprogettazione professionale
DEA Montagna – I partner del progetto
DEA Montagna – Violenza digitale come riconoscerla