Cybersecurity e Olimpiadi 2026: come proteggere i giochi

Compatibilidad
Ahorrar(0)
Compartir

Olimpiadi e minacce digitali: perché la cybersecurity è una priorità

La crescente digitalizzazione degli eventi sportivi

Ormai le Olimpiadi invernali in Italia sono alle porte.

Se non bastasse il calendario a ricordarlo, ci penserebbe il battage pubblicitario, dalla televisione, ai cartelloni, dai supermercati sponsor dell’evento, al logo presente ormai un po’ ovunque.

A Milano, una delle sedi scelte per disputare i giochi, città designata non certo per le abbondanti nevicate che la caratterizzano, durante le festività natalizie corso Vittorio Emanuele in pieno centro sfoggiava, al posto delle tradizionali luminarie, sagome luminose che rappresentavano gli sport invernali.

Intorno a Piazza Duomo poi, alcuni igloo di plastica trasparente ospitavano set fotografici e dal tradizionale abete natalizio facevano sfoggi di sé simboli olimpici.

Anche i non appassionati di sci, snowboard, bob, curling o pattinaggio, non possono sottrarsi a questo bombardamento di immagini, slogan e sponsor.

Attacchi informatici nei giochi passati: cosa possiamo imparare

Tecniche usate e impatti sulla reputazione e operatività

Durante le olimpiadi o le competizioni sportive in generale, il pubblico assiste dal vivo o dal divano di casa, alle gare, senza porsi troppe domande sulle modalità di gestione dei giochi.

In verità è davvero complessa la macchina organizzativa che muove il dietro le quinte.

I temi che cambiano e la tecnologia incalzante, pongono anche nuove problematiche da affrontare.

I grandi eventi, vetrine globali di sport e cultura, sono bersagli privilegiati per i cybercriminali. Dietro le quinte di Super Bowl e Olimpiadi, solo per citare alcuni degli esempi più noti, si cela un’infrastruttura complessa, la creazione di una vera e propria “smart city” temporanea, ricca di interazioni e di potenziali vulnerabilità.

Nel mondo sempre più digitale e interconnesso di oggi, la sicurezza dei grandi eventi richiede un approccio proattivo e multilivello, capace di affrontare le sfide uniche di questi ambienti complessi. È necessario considerare diversi fattori, dalla capacità di monitorare in tempo reale contesti e tecnologie molto diverse tra loro, all’utilizzo delle informazioni provenienti da AI e ML applicate ai sensori distribuiti lungo l’infrastruttura per l’analisi.

In passato si sono verificate più volte problematiche legate alla sicurezza: le olimpiadi invernali del 2018 furono paralizzate dal malware “Olympic Destroyer”, anche il Super Bowl del 2022, è stato caratterizzato da attacchi rivolti ai partecipanti colpiti da compromissioni del wi-fi. Alle Olimpiadi di Londra sono stati rilevati 212 milioni di tentativi di attacco informatico, mentre a Tokyo sono stati addirittura 450 milioni.

Ovviamente diverse sono le motivazioni che spingono queste azioni, esse variano dal furto di dati all’interruzione dei servizi, fino alle iniziative di hacktivismo, particolarmente presenti quando si parla di eventi dall’impatto mediatico globale.

Hacktivismo e sport: quando l’attivismo digitale prende di mira gli eventi globali

Dall’informazione alla propaganda: strategie digitali d’attacco

Il termine è il risultato dell’unione delle parole hacker e attivismo. L’hacktivismo abbraccia anche il fenomeno dell’hackeraggio sociale. L’hacktivismo confonde i confini tra attivismo e criminalità informatica. L’hacktivismo è nato come sottocultura dell’hacking, del gaming e delle comunità web e ha permesso a individui con inclinazioni tecniche di utilizzare la connettività e l’anonimato del web per unirsi ad altri e operare per cause comuni.

Una delle caratteristiche distintive di un gruppo hacktivista è che i suoi membri sono uniti da un’ideologia, un principio o una causa. Questi possono essere di natura politica, religiosa, regionale, personale e persino anarchica. Un’altra caratteristica degli hacktivisti: il desiderio di “combattere” contro un nemico comune. Quando il mondo è diventato più connesso, questi individui hanno capito che potevano agire (con un rischio personale minimo) contro gli altri.

Allora quali sono le strategie che possono scongiurare l’operato degli hacker?

Le migliori pratiche per proteggere infrastrutture digitali ai giochi olimpici

Alcune pratiche di prudenza possono aiutare a mettere al riparo dal pericolo ad esempio:

  • Protezione degli endpoint (dispositivi mobili o altro) 
  • Utilizzare una VPN per nascondere il traffico su reti non affidabili
  • Diffidare dei download di applicazioni e dei codici QR 
  • Scaricare solo le applicazioni ufficiali dei Giochi Olimpici invernali

Inoltre, il personale compresi i volontari, va istruito e formato in modo che siano garantite le buone pratiche sulla cybersecurity.

Integrazione tra sicurezza IT e OT: la vera sfida della cybersicurezza olimpica

Coordinamento tra team di sicurezza, forze dell’ordine e provider tech

In questo scenario entra in gioco anche l’Intelligenza Artificiale, definita da Carcano (fondatore e CPO di Nozomi Networks,) un’arma a doppio taglio. Da un lato, l’AI può rafforzare le difese, automatizzando il rilevamento delle anomalie e velocizzando la risposta agli incidenti. In pratica, aiuta a individuare comportamenti sospetti prima che diventino un problema serio.

Dall’altro lato, se non gestita correttamente, l’AI può essere sfruttata anche dagli attaccanti, succitati, che la utilizzano per individuare vulnerabilità e affinare le tecniche di intrusione; infatti, la superficie di attacco si allarga a dismisura: migliaia di dispositivi connessi, reti Wi-Fi utilizzate da pubblico e operatori, sistemi eterogenei che devono dialogare tra loro in tempo reale. Non si tratta di fantascienza, ma di dinamiche purtroppo già osservate sul campo, come già detto negli eventi passati.

Fondamentale è la visibilità in tempo reale sugli ambienti digitali e operativi, accompagnata da un rilevamento continuo delle minacce e dalla condivisione delle informazioni tra i team di sicurezza. L’uso di AI e machine learning applicati ai sensori distribuiti lungo l’infrastruttura consente di analizzare contesti molto diversi tra loro, migliorando la capacità di prevenzione.

Proteggere un grande evento richiede l’integrazione della sicurezza IT e OT e il coinvolgimento di tutti gli attori in campo: dirigenti, fornitori di servizi, forze dell’ordine e, in alcuni casi, anche strutture militari. Ancora una volta vale il mantra per cui prevenire è meglio che curare…

La sicurezza informatica è già importante per qualsiasi organizzazione in qualsiasi periodo dell’anno, ma è una priorità ancora più alta e più critica in questo periodo in prossimità di un così importante evento sportivo di massa. Rafforzare i sistemi di sicurezza è fondamentale affinché tutti, dalle organizzazioni agli atleti e al pubblico in generale, possano godersi questi eventi in sicurezza.

Nelide Quarato

Detalles de contacto
Sara