Google vs Ue: fronte aperto su concorrenza e interoperabilità - Uspi

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La Commissione europea ha aperto due indagini in contemporanea nei confronti di Google nel quadro del Digital Markets Act (DMA). Sotto osservazione l’interoperabilità del sistema operativo Google e i reclami della concorrenza.

DMA riprende Google

La normativa europea che gestisce e controlla l’equità dei mercati europei ha di nuovo preso di mira Google. Il DMA è uno dei primi strumenti normativi che vuole disciplinare la concorrenza e il potere di controllo delle più grandi aziende nel mercato Ue. Dopo due anni di lavori, nel 2024 è entrato in vigore e ha definito obblighi e divieti per i cosiddetti gatekeeper. Da questo momento, le grandi aziende tech hanno iniziato a ricevere richiami, e Google sembra rimanere sempre nel mirino nonostante le varie multe già assegnate. 

Il 27 gennaio Bruxelles ha avviato due serie di procedure nei confronti dell’azienda di Mountain View. Queste procedure di specificazione “formalizzano il dialogo normativo della Commissione con Google su alcuni aspetti della sua conformità ai due obblighi del DMA”, si legge nel comunicato.

L’articolo 6 del DMA

Il primo tema di cui si occupa l’Ue riguarda l’obbligo di Google, ai sensi dell’articolo 6(7) del DMA, di fornire agli sviluppatori terzi “un’interoperabilità gratuita ed effettiva con le funzionalità hardware e software controllate dal sistema operativo Android di Google”. Si tratta delle funzionalità di Gemini, l’Intelligenza Artificiale (IA) di Google.

La Commissione intende chiedere a Google di specificare come l’azienda concede ai fornitori terzi di servizi di IA un accesso altrettanto efficace alle stesse funzionalità disponibili per i servizi di Google. L’obiettivo, che segue i parametri del DMA, è quello di garantire uguale spazio e visibilità ai fornitori terzi come per i servizi Google sui suoi dispositivi. Specialmente nel campo dell’IA, essendo un panorama in rapida ed effervescente espansione. 

Il secondo tema invece tocca l’obbligo di Google di concedere ai fornitori terzi di motori di ricerca online l’accesso a dati anonimizzati su ricerche e visualizzazioni. Ai sensi dell’articolo 6(11) del DMA, infatti, è necessario conformarsi al metodo di anonimizzazione, alla giusta portata dei dati e sul loro accesso per consentire ai fornitori terzi di motori di ricerca online di ottimizzare i propri servizi e offrire agli utenti alternative concrete a Google Search.

I prossimi passi in programma

Teresa Ribera, Vicepresidente della Commissione commissaria alla Concorrenza, ha specificato che la sfida proposta con il DMA è quella di fornire spazio anche ai fornitori terzi di IA nell’ambito della ricerca. 

“Gli strumenti di Intelligenza Artificiale stanno trasformando il modo in cui cerchiamo informazioni sui nostri smartphone”. Proprio per questo l’Ue si concentra per fornire “condizioni di parità, non condizioni che favoriscano i principali attori”.

I procedimenti appena iniziati dovranno concludersi entro sei mesi per la Commissione, alla fine dei quali si dovrà poi comunicare a Google le conclusioni preliminari. Saranno quindi proposte misure a Google per conformarsi al DMA.

L’articolo Google vs Ue: fronte aperto su concorrenza e interoperabilità proviene da Notiziario USPI.

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