Come si scrive – Trucchi rapidi di grammatica

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Come si scrive – Trucchi rapidi di grammatica 9 Febbraio 2026 – Posted in: Grammatica – Tags:

Grammaticherie

La grammatica italiana sembra un labirinto. Regole, eccezioni, altre eccezioni. E poi quella frase che torna sempre: “Prof, ma perché?”

Quante volte lo abbiamo sentito dai nostri studenti. Quante volte li abbiamo visti arrendersi, imparando a memoria senza capire davvero la logica.

In questo post mettiamo ordine tra alcuni degli errori più comuni. Piccoli inciampi quotidiani, ma con soluzioni semplici. E soprattutto facili da ricordare.

  1. aereoporto o aeroporto?
  2. deficente o deficiente?
  3. emoraggia o emorragia?
  4. esterrefatto o esterefatto?
  5. grattuggiare o grattugiare?
  6. incoscenza o incoscienza?
  7. 7.iniquo o inicuo?
  8. innoquo o innocuo?

Soluzioni

  1. L’unica forma corretta è aeroporto; lo stesso vale per aeroplano e per tutte le altre parole composte con aero-, come aeroambulanza, aerobrigata, aeroclub, aerodinamico, aerolinea, aeromodellismo, aeronautica, aerosol, aerostato, aerostazione eccetera. L’elemento che serve per formare queste parole, infatti, è sempre lo stesso: aero-, che deriva dalla parola greca aer (= ‘aria) e indica qualcosa di relativo all’aria o agli aeroplani. Aereo, che oggi è un nome, originariamente era un aggettivo che voleva dire ‘di aria’, ‘dell’aria’, ‘che vola nell’aria’, ‘relativo all’aria. Quando l’aeroplano è comparso per la prima volta è stato definito apparecchio aereo, cioè ‘apparecchio che vola nell’aria’. Successivamente la parola apparecchio è scomparsa e aereo, da aggettivo che era, è diventato un nome a tutti gli effetti.
  2. La grafia corretta è deficiente, che riprende il latino deficien- tem, participio presente del verbo deficere (= ‘mancare), da cui il termine deriva.
  3. La pronuncia corretta è emorragia, con r intensa (o, come si dice, «doppia») e g scempia (o, come si dice, «semplice»), che riproduce quella originaria. Emorragia, infatti, deriva dal termine greco aimorraghia (= ‘flusso di sangue’), composto da aima (= ‘sangue’) e da reg, radice del verbo reghnumi, ‘rompo’.
  4. Esterrefatto. La parola viene dal verbo latino exterrere, cioè ‘atterrire’, di cui ha conservato le due r.
  5. La forma corretta è grattugiare: il verbo, infatti, deriva da grattugia, che continua il provenzale gratusa e ha una sola g.
  6. Incoscienza è una parola dotta, che riprende direttamente il latino inconscientiam, di cui ha conservato la grafia quasi per intero.
  7. Iniquo (= ingiusto’) è una parola dotta, che riprende direttamente il latino iniquum, composto dal prefisso negativo in (=’non’) e dall’aggettivo aequus (= ‘giusto’). Del termine di provenienza latina, iniquo ha conservato la grafia per intero.
  8. Innocuo (= ‘inoffensivo’) è una parola dotta, che riprende direttamente il latino innocuum, composto dal prefisso negativo in (= ‘non’) e dall’aggettivo nocuus (= ‘nocivo’). Del termine di provenienza latina, innocuo ha conservato la grafia per intero.

La grammatica non è una punizione. È uno strumento. E quando trovi il “gancio” giusto, molte regole smettono di sembrare arbitrarie.

Se ti va, nei commenti scrivi l’errore che vedi più spesso: lo prendiamo e lo sistemiamo nel prossimo episodio di Grammaticherie.

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