Parrucca o turbante?
La caduta dei capelli è uno degli effetti collaterali più visibili delle terapie oncologiche. Per molte donne non è solo un cambiamento estetico, ma un passaggio delicato dal punto di vista emotivo. I capelli ricresceranno, ma nel frattempo è importante sentirsi a proprio agio con sé stesse. Le possibilità non mancano: parrucche tradizionali o di nuova generazione, turbanti e foulard. Qualunque sia la scelta, c’è una regola che vale per tutte: prendersi cura del cuoio capelluto con particolare attenzione. La sua igiene deve essere particolarmente delicata: meglio scegliere detergenti privi di alcol, come quelli formulati per la pelle dei bambini, per non alterare il film idrolipidico già reso più fragile dai trattamenti. E asciugare con cura tamponando delicatamente la pelle.
Parrucca tradizionale: è una struttura in rete sulla quale vengono fissati capelli naturali o sintetici. La parrucca viene semplicemente appoggiata sul cuoio capelluto, come un copricapo. Durante il riposo notturno è sempre bene toglierla per favorire la naturale traspirazione della cute.
Parrucca di ultima generazione: è composta da una calotta in materiale anallergico e traspirante, che aderisce alla cute grazie a una speciale colla. In questo modo, la parrucca rimane stabile ed è possibile anche fare sport senza timori che si sposti. Una volta al mese va rimossa con prodotti ad hoc e si detergono con cura sia il cuoio capelluto sia la calotta, in modo da eliminare ogni residuo di colla, prima di procedere alla nuova applicazione.
Turbanti e foulard: il tessuto ideale è la seta, perché ha una morbidezza tale da ridurre il rischio di irritazioni e microtraumi sulla pelle sensibile del cuoio capelluto. È meglio poi evitare stoffe di provenienza incerta perché i coloranti utilizzati potrebbero non essere conformi alle normative europee e causare reazioni allergiche. Attenzione anche al lavaggio. Utilizzare un sapone neutro delicato e sciacquare bene in modo da eliminare ogni residuo di detergente.