Tumore al seno: ricerca e clinica insieme per cure sempre più mirate - Europa Donna Italia

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Tumore al seno: ricerca e clinica insieme per cure sempre più mirate

Da oltre vent’anni rappresenta un appuntamento di riferimento per l’aggiornamento scientifico e clinico sul tumore al seno. Stiamo parlando del Focus sul carcinoma mammario, giunto alla 23ª edizione. Due giornate di dibattito e di confronto tra esperti, che hanno permesso di affrontare le principali novità in tutti gli ambiti, dalla diagnosi alla terapia.

Al Focus era presente anche Lucia Del Mastro, Professore Ordinario e Direttrice della Clinica di Oncologia Medica dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino – Università di Genova.

Nel corso del Focus sono stati riassunti i dati sulla malattia: sono davvero incoraggianti?

Sì, e questo è merito di una maggiore attenzione da parte delle donne alla salute del seno, con un incremento delle diagnosi precoci. Ma è anche merito della ricerca. Oggi abbiamo test sofisticati che ci permettono di formulare una sorta di carta di identità del tumore e, di conseguenza, di mettere in atto terapie sempre più ritagliate su misura.  Con risultati che parlano da sé. Ogni anno in Italia i nuovi casi di tumore della mammella sono oltre 53.000, e la sopravvivenza a cinque anni supera l’88%, una percentuale maggiore rispetto alla media europea. E se entriamo nel dettaglio, nelle forme diagnosticate in stadio molto iniziale la sopravvivenza a cinque anni supera il 95%.

Quali sono le principali innovazioni in ambito terapeutico?

Nel tumore della mammella in fase precoce si è consolidato il ruolo degli inibitori CDK4/6 in associazione alla terapia endocrina, con una significativa riduzione del rischio di recidiva e un beneficio anche in termini di sopravvivenza. Parallelamente, c’è un affinamento sempre maggiore nell’individuazione dei casi in cui è possibile evitare la chemioterapia dopo l’intervento chirurgico e in questo, ci aiutano molto i test genomici che ormai sono una realtà consolidata nella pratica clinica quotidiana.  Oggi inoltre abbiamo innovazioni anche nell’ambito della malattia metastatica. C’è, ad esempio, un utilizzo sempre maggiore degli ADC, cioè dei farmaci anticorpo-coniugati, con possibilità di opzioni terapeutiche in ampliamento, grazie alla ricerca.  E possiamo contare sull’integrazione delle terapie endocrine con farmaci biologici selezionati sulla base di specifiche alterazioni molecolari, oggi spesso identificabili attraverso la biopsia liquida.

Si parla poco dell’intervento chirurgico: ci sono novità?

Nel tempo, è diventata sempre più su misura e meno invasiva. Oggi le decisioni non dipendono solo dall’estensione del tumore, ma tengono conto anche della biologia del tumore, dell’età della paziente, delle terapie che vengono somministrate prima o dopo l’intervento. Nelle forme iniziali, per esempio, l’approccio più comune è la chirurgia conservativa, seguita dalla radioterapia. La mastectomia oggi viene riservata soltanto a casi selezionati. Ci sono poi importanti novità anche per quanto riguarda l’ascella: sempre più spesso, dopo la biopsia del linfonodo sentinella, non è necessario rimuovere altri linfonodi. In alcuni casi è possibile anche omettere la biopsia del linfonodo sentinella, evitando completamente la chirurgia ascellare. Questo significa meno complicanze e una migliore qualità di vita.

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