In Yemen, i gemelli Khaled e Ali sono riusciti a superare la malnutrizione grazie a un percorso di cure mediche, supporto alimentare e monitoraggio costante. INTERSOS, insieme all’Unione Europea, da giugno scorso a oggi, ha raggiunto più di 11mila bambine e bamnini a rischio malnutrizione.
Nel Nord dello Yemen, nel campo per sfollati di Al-Hajratin, Khaled e Ali, due gemelli di pochi mesi, sono i più piccoli di sei figli. La loro famiglia è fuggita dal distretto di Harad quattro anni fa a causa degli scontri. Vivere in un campo significa affrontare ogni giorno il sovraffollamento e la scarsità di acqua potabile, condizioni che mettono a dura prova la salute dei più piccoli. Il padre lavora saltuariamente come manovale, ma le entrate non bastano a garantire loro una dieta adeguata.
L’anno scorso, durante uno screening della comunità svolto dagli operatori e dalle operatrici di INTERSOS, i gemelli sono stati portati al centro sanitario di Der Al-Hasi. Le loro condizioni erano preoccupanti: Khaled pesava 4,2 kg e Ali solo 3,6 kg. Ad entrambi è stata diagnosticata la Malnutrizione Acuta Grave (SAM) e sono stati inseriti immediatamente nel programma di trattamento finanziato dall’Unione Europea.
Il percorso ha previsto la somministrazione di alimenti terapeutici, cure mediche di routine e integratori vitaminici. Parallelamente, la madre ha seguito sessioni di formazione sull’igiene e sulle corrette pratiche di alimentazione infantile. Il nostro staff ha poi visitato regolarmente la famiglia a casa per monitorare i progressi e supportare i genitori nella gestione quotidiana.
Il recupero è stato graduale ma costante. In tre mesi, Khaled ha raggiunto i 6,5 kg, ottenendo i parametri per essere considerato fuori pericolo. Ali ha completato il suo percorso a dicembre, arrivando a pesare 6 kg.
Oggi i bambini sono molto più attivi. La madre dice che non soffrono più dei continui episodi di malessere che caratterizzavano la loro vita prima del trattamento.
In Yemen, il Paese con quella che viene definita “la più grande crisi umanitaria al mondo”, oggi 23,1 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria e oltre 18 milioni di persone soffrono di insicurezza alimentare, secondo i dati di OCHA (Ufficio ONU per il coordinamento degli affari umanitari).
Il problema più grave riguarda la malnutrizione acuta, che colpisce circa 2,5 milioni di bambini sotto i cinque anni. Il conflitto prolungato, insieme alla crisi economica e alle difficoltà di accesso ai servizi sanitari, rende difficilissimo per molte famiglie garantire ai figli anche solo un pasto nutriente o una visita medica di controllo.
Il caso di Khaled e Ali dimostra come l’integrazione tra cure nei centri sanitari e monitoraggio costante nelle comunità sia l’unica strada efficace per raggiungere chi vive in aree isolate o nei campi sfollati. Questo progetto di INTERSOS con l’Unione Europea ha raggiunto, da giugno scorso ad oggi, 11.772 bambini e bambine con controlli sulla malnutrizione. Nonostante l’elevato numero di pazienti, la qualità dell’assistenza è rimasta invariata. Khaled e Ali hanno ricevuto alimenti terapeutici salvavita e monitoraggio medico, unendosi ai 218 bambini che sono stati dimessi con successo in questo periodo. Con un alto tasso di guarigione (93%) e nessun decesso registrato tra i nostri casi di Malnutrizione Acuta Grave (SAM), la guarigione di Faisal è un esempio significativo di come i nostri servizi di assistenza sanitaria di base stiano mantenendo in vita i bambini più vulnerabili a Hajjah.
Questo lavoro è possibile grazie al finanziamento dell’Unione Europea, che sostiene le attività nutrizionali nel Nord dello Yemen -così come al Sud- per garantire ai bambini l’assistenza medica di cui hanno bisogno.
(Foto di archivio)