Escalation di violenza dei coloni israeliani in West bank: sfollamenti, demolizioni, incendi. La denuncia per i diritti umani JLAC.

Compatibilidad
Ahorrar(0)
Compartir

COSPE esprime profonda preoccupazione per quanto documentato dal Jerusalem Legal Aid and Human Rights Center (JLAC center), nostro partner storico, che descrive un’escalation estremamente grave nelle demolizioni di strutture palestinesi e nella violenza dei coloni nei primi mesi del 2026.

Il comunicato di JLAC riporta la demolizione di 312 strutture residenziali e agricole in Area C, con un impatto diretto su circa 21.000 persone. Si tratta di un dato allarmante, concentrato in meno di due mesi, che evidenzia un’accelerazione delle politiche di espulsione e di pressione sulle comunità palestinesi, in particolare beduine.

Tra il 16 e il 23 febbraio sono stati registrati 86 attacchi da parte di coloni in 60 comunità, con 64 persone ferite – alcune colpite da proiettili veri – 39 veicoli incendiati, 800 ulivi sradicati e 186 persone costrette allo sfollamento. Questo contesto di violenza diffusa, unito alle restrizioni sistemiche su costruzione, accesso alla terra e ai servizi essenziali, si configurano sempre di più in azioni di pulizia etnica.

Le demolizioni giustificate con il pretesto della “mancanza di permessi” si inseriscono in un regime discriminatorio pianificato, che limita drasticamente le possibilità di costruzione per la popolazione palestinese mentre consente l’espansione degli insediamenti israeliani, considerati illegali dal diritto internazionale. Il trasferimento forzato in territorio occupato costituisce una grave violazione della Quarta Convenzione di Ginevra e configura un crimine di guerra ai sensi dello Statuto di Roma.

COSPE ribadisce che la protezione della popolazione civile nei territori occupati non è una questione discrezionale, ma un obbligo giuridico per la comunità internazionale. L’assenza di responsabilità e di misure efficaci di deterrenza alimenta una spirale di impunità che mina i fondamenti stessi del diritto internazionale.

Sosteniamo con forza l’appello di JLAC affinché:

– cessino immediatamente demolizioni e trasferimenti forzati in Area C;
– sia garantita una protezione internazionale effettiva per le comunità più vulnerabili;
– siano attivati meccanismi di accountability, incluso davanti alla Corte Penale Internazionale;
– vengano adottate misure diplomatiche ed economiche concrete contro l’espansione coloniale;
– sia rafforzato il sostegno alle organizzazioni palestinesi che forniscono assistenza legale e tutela dei diritti umani.

Difendere il diritto delle persone a restare sulla propria terra in dignità e sicurezza è una responsabilità collettiva. Il silenzio equivale a complicità

26 febbraio 2026 

Detalles de contacto
redazione