Quest’anno intorno all’8 marzo saranno due le giornate di mobilitazione. L’8 marzo giorno di mobilitazione e attivismo e il 9 marzo giorno di sciopero. Saranno due giornate che riporteranno visibilità sulla violenza patriarcale che attraversa ogni ambito della società ma incrocia anche le urgenze di questo difficile momento storico che sono comunque espressione di una cultura patriarcale della violenza e del dominio: il genocidio incontrastato del popolo palestinese a Gaza, l’accelerazione di logiche imperialiste e di guerra come in Venezuela, Iran e Libano, la strumentalizzazione della violenza patriarcale da parte del governo per legittimare risposte securitarie che minacciano il diritto alla protesta, l’economia di guerra che di fatto minaccia tutte e tutti ma sicuramente minaccia l’autodeterminazione delle donne e di tutte le soggettività lgbtiqa+ anche a partire dal taglio di risorse al welfare e al ritorno a leggi regressive (vedi DDL Stupri/Bongiorno che ha visto, il 28 febbraio scorso i movimenti femministi e transfemministi a livello nazionale scendere in piazza).
La convocazione del movimento “Non una di Meno” ci dice che “siamo noi i soggetti che la società patriarcale ha deciso di sacrificare per poter garantire il proprio funzionamento, è su di noi che si scarica tutto il peso e la violenza di questa crisi capitalistica e delle sue guerre. La sentiamo nel peso del lavoro riproduttivo e di cura, nei femminicidi, nella violenza di genere e dei ruoli di genere, nel controllo dei corpi, nel consumismo e nell’estrattivismo sui territori.”
E la risposta non può che essere collettiva, in antitesi con quanto sta accadendo “mettere al centro le vite materiali, le relazioni personali e politiche e le infrastrutture della cura. Vogliamo continuare a immaginare insieme nuovi modi di opporci a questo presente soffocante, per costruire una lotta imprevedibile e concreta.”
COSPE aderisce da anni a queste mobilitazioni in quanto organizzazione femminista che mette al centro del suo operato le pratiche e le visioni femministe sui tanti temi su cui lavora. Molte sono le organizzazioni di donne e femministe con cui lavoriamo in Italia e all’estero da molti anni condividendo e sostenendo la lotta contro la violenza patriarcale che ha molte ramificazioni ed è strutturale. In molti dei paesi dove lavoriamo sarà un 8 e 9 marzo di mobilitazione e attivismo e mai come in questo momento storico avevamo bisogno di 2 giornate intere di riflessione, attivismo collettivo, occupazione di spazi pubblici con altre parole e pratiche.
Firenze, 7 marzo 2026