“La nostra ambizione non è cambiata rispetto a diciassette anni orsono, quando abbiamo cominciato. Vogliamo incoraggiare tutti i nostri lettori a deporre i loro personal computer, e i loro cellulari, e ad entrare fisicamente nei luoghi che noi presentiamo loro, a sedersi e a cominciare a chiacchierare con lo sconosciuto che siede loro di fronte. Noi siamo un editore online che preferisce la vita reale al mondo digitale”. A presentarsi così è Céline Orjubin, cofondatrice e CEO della piattaforma My Little Paris, nel momento stesso in cui ha proposto ai lettori francesi il “nuovo nato”, Café Croissant, un trimestrale di fascia alta, rigorosamente stampato su carta.
Il periodico nasce dall’esperienza digitale di My Little Paris, una comunità, costruita negli anni, che ormai conta 4 milioni di persone, ed è presente in 13 Paesi, con uffici a Parigi, Berlino e Tokyo. La piattaforma ha l’obiettivo di scoprire nuovi posti, nei luoghi serviti, e di spedirci, fisicamente, i lettori. Oggi parte di un polo editoriale più ampio, radunato da un imprenditore franco-libanese, l’esperienza di My Little Paris ha dato vita ad una pubblicazione stampata, che ha lo stesso obiettivo, quello di sviluppare la “vita reale”, ed i comportamenti “fisici” di acquisto fisici dei lettori, indirizzandoli nei luoghi più stimolanti.
La tiratura iniziale è in 15.000 copie, distribuite gratuitamente in una cinquantina di indirizzi, selezionati fra cinema, panifici e pasticcerie, caffè, ristoranti e negozi. I numeri stampati sono sponsorizzati da diversi marchi, fra i quali Danone, che coprono le spese, e generano gli utili nell’impresa editoriale.
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