Fumarola, Cisl, Ghiglione, Cgil, Veronese, Uil: �Organismi di parit�, bene recepimento Direttive UE�
�Ma potenziare e salvaguardare presidio territoriale�
10/03/2026 CGIL_CISL_UIL.
La segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, e le segretarie confederali di Cgil e Uil, Lara Ghiglione e Ivana Veronese, esprimono forti perplessit� sullo schema di decreto legislativo per il recepimento delle Direttive europee in materia di organismi di parit� e contrasto alle discriminazioni sul lavoro.
Se da un lato accolgono con favore l�impegno del Governo nell�adeguare l�ordinamento italiano agli standard europei, che richiedono indipendenza e spazio d�azione di questi organismi, dall�altro esprimono grande preoccupazione per l�impianto dello schema di decreto che raffigura un nuovo Organismo nazionale particolarmente accentrato nelle sue funzioni.
Il rischio concreto, stando alla bozza attuale, � che l�accentramento porti al superamento o all�indebolimento della figura delle Consigliere di Parit� regionali e provinciali. Questi uffici rappresentano oggi l�unico presidio di prossimit� per lavoratrici e lavoratori vittime di discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro. Eliminarli o depotenziarli significa allontanare da loro le tutele previste, rendendo i diritti solo formali e difficilmente esigibili.
Per il Sindacato Confederale, questa riforma non deve essere un�occasione di tagli o razionalizzazioni, ma una straordinaria opportunit� per rilanciare e anzi potenziare il presidio territoriale.
Non possiamo lasciare alla discrezionalit� del nuovo Organismo nazionale la semplice �possibilit�� di dotarsi di articolazioni territoriali. La prossimit� non pu� essere un�opzione facoltativa.
Per queste ragioni, Fumarola, Ghiglione e Veronese chiedono formalmente di modificare lo schema di decreto prevedendo l�obbligatoriet� di articolazioni territoriali permanenti e strutturate, garantendo la continuit� e il rafforzamento dell�esperienza delle Consigliere di Parit� integrandole in un sistema che ne valorizzi il ruolo di vigilanza e tutela contro le discriminazioni e di assistenza legale nei territori e assicurando risorse certe e personale dedicato per garantire l�effettiva operativit� dei presidi di prossimit�, in linea con lo spirito delle direttive europee.
Il contrasto alle discriminazioni � tanto pi� efficace quanto pi� � vicino ai luoghi dove il lavoro si svolge.
Roma, 10 marzo 2026