Cosa fa la Regione contro le aggressioni contro gli operatori sanitari e socio-sanitari

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Numerose le azioni messe in campo dalla Regione per far fronte al fenomeno delle aggressioni, in particolare:

  • è stata avviata nel 2025 e rilanciata nel 2026 la campagna informativa “Più cura per chi cura”, volta sensibilizzare la cittadinanza al rispetto delle persone che lavorano nelle Aziende sanitarie
  • è stata assicurata la partecipazione di un rappresentante per la Regione Emilia-Romagna all’Osservatorio nazionale Sicurezza esercenti professioni sanitarie in modo da portare il contributo della Regione alla definizione delle politiche nazionali di prevenzione e alla predisposizione di documenti volti alla diffusione delle conoscenze in tema di aggressioni agli operatori della sanità
  • sono in fase di aggiornamento le Linee di Indirizzo per la prevenzione degli atti di violenza a danno degli operatori dei servizi sanitari e socio-sanitari, elaborate e trasmesse a tutte le Aziende sanitarie regionali nel 2020, con la richiesta di attivare gli interventi previsti, declinandoli sulla base della specifica realtà aziendale, valutando le modalità che più ne garantiscano l’efficacia.

Gli obiettivi contenuti nelle Linee di indirizzo regionali:

  • promuovere una politica di prevenzione del fenomeno della violenza sugli operatori sanitari nelle Aziende Sanitarie regionali;
  • aumentare la conoscenza del fenomeno e dei suoi determinanti;
  • programmare e implementare misure (strutturali, tecnologiche, organizzative e formative) che consentano la riduzione del rischio di comportamenti aggressivi e di atti di violenza contro gli operatori sanitari;
  • promuovere la diffusione di competenze da parte degli operatori per valutare, prevenire e gestire tali eventi;
  • promuovere l’offerta di supporto psicologico e/o sanitario al lavoratore che subisce l’atto di violenza, qualora necessario;
  • promuovere la tutela legale dei lavoratori

Nell’ambito delle Linee di indirizzo:

  • è stata elaborata ed inserita una specifica scheda per la valutazione del rischio di aggressione, volta a diffondere modalità omogenee di analisi
  • è stato indicato alle Aziende sanitarie di redigere un Piano interno per la Prevenzione degli atti di Violenza sugli operatori sanitari che prevede sia la raccolta, tramite una scheda specifica delle segnalazioni di aggressioni fisiche, verbali e contro la proprietà, sia la costituzione di un gruppo aziendale di miglioramento sul tema specifico per la valutazione del rischio, l’analisi degli infortuni con l’eventuale presa in carico sanitaria del lavoratore e la messa a punto delle misure di prevenzione e controllo del fenomeno. Tale Piano è parte integrante del più generale Piano-Programma aziendale per la sicurezza delle cure e la gestione del rischio e del documento di valutazione dei rischi
  • è stata predisposta una specifica piattaforma informatizzata, denominata Segnal-ER, per facilitare le Aziende sanitarie nella raccolta delle segnalazioni di aggressioni, in modo da favorire robustezza, completezza e tempestività delle analisi
  • è stato dato particolare risalto alla formazione in tema di aggressioni al fine di diffondere la sensibilità al problema, orientare gli operatori alla segnalazione, accompagnare le Aziende sanitarie alla valutazione del rischio e all’individuazione delle misure di prevenzione, con specifici corsi di formazione verso tutti i soggetti che a vario titolo intervengono nella gestione dell’evento.

Tutte le Aziende Sanitarie regionali hanno aggiornato i propri Documenti di valutazione dei rischi, inserendo la specifica scheda per la valutazione del rischio di aggressione proposta con le Linee di indirizzo regionali, e hanno individuato le misure di prevenzione da adottare, oltre ad avere implementato un Piano interno per la Prevenzione degli atti di violenza sugli operatori sanitari.

Gli interventi adottati sono diversi in base alle specifiche situazioni aziendali e comprendono:

  • interventi di tipo tecnologico, quali: aumento della videosorveglianza, potenziamento dell’illuminazione in punti critici, inserimento di pulsanti di allarme a disposizione degli operatori di Pronto soccorso e altre postazioni critiche, installazione di videocitofoni in corrispondenza degli accessi di aree a rischio, fissaggio degli arredi, installazione di vetri antisfondamento in postazioni a rischio quali il Pronto soccorso, adeguamento cassette idranti ed estintori per impedirne l’utilizzo ai fini lesivi da parte di paziente/utente, installazione di monitor con codici di priorità in sala d’attesa del Pronto soccorso, attivazione di sistemi selettivi per l'accesso in determinate aree;
  • interventi di tipo organizzativo, quali: revisione delle procedure di lavoro in modo che gli operatori non si trovino mai soli in presenza di utenza o pazienti potenzialmente aggressivi, revisione degli spazi e dei layout per consentire libero accesso alle vie di fuga da parte degli operatori che si trovino in situazioni critiche, messa a punto di procedure di emergenza in situazioni a rischio, miglioramento del servizio di Guardia Particolare Giurata con potenziamento della presenza in determinati orari, particolarmente nei servizi di Pronto soccorso, formazione degli addetti al servizio di Guardia Giurata finalizzata alla gestione delle aggressioni agli operatori sanitari;
  • sottoscrizione di Accordi formalizzati con le Forze dell’Ordine presso le Aziende sanitarie: Ausl di Piacenza; Aosp e Ausl di Parma; Ospedale di Sassuolo; Ausl, Aosp e Ior di Bologna; Ausl della Romagna per i tre ambiti di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; piano interaziendale di Ausl e Azienda ospedaliera di Ferrara;
  • revisione delle procedure in tema di assistenza legale degli operatori vittima di aggressione: gli Uffici legali delle Aziende sanitarie forniscono supporto consulenziale agli operatori vittime di aggressione. Attualmente è formalizzata l’assistenza legale agli operatori vittima di aggressione presso l’Ausl di Parma e l’Ausl di Reggio Emilia;
  • avvio di un progetto di supporto psicologico per i lavoratori che segnalano una situazione di disagio, finanziato nell’ambito del Piano regionale della prevenzione 21-25 prorogato al 2026, che prevede l’attivazione di un percorso di assistenza psicologica da parte dal medico competente aziendale in seguito all’eventuale visita richiesta dal lavoratore che ha riportato un’aggressione.
Ultimo aggiornamento: 12-03-2026 10:46
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