Di chi sono i Bambini? - CIAI

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Di chi sono i Bambini? 

di Alessandra Santona, responsabile scientifica CIAI, professoressa ordinaria di Psicologia dinamica all’Università di Milano Bicocca

Potremmo interrogarci a lungo su questa domanda: ci aiuterebbe di certo aggiungere qualche affermazione, che rimandi ad esempio all’art. 30 della Costituzione italiana, in cui è sancito il diritto-dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli, assicurandogli di crescere in un contesto familiare e intervenendo con tutele specifiche in caso di incapacità genitoriale.

Oppure qualche affermazione che faccia riferimento alla Convenzione sui diritti dell’Infanzia, approvata dall’Assemblea delle Nazioni Unite nel 1989 e sancita dall’Italia con la legge 176/1991 dove, tra i diritti riconosciuti al bambino, vi è quello alle relazioni familiari e affettive.

Forse, quindi, la domanda è mal posta!

Potrebbe farci fare un impensabile balzo indietro rispetto ai diritti delle bambine e dei bambini, verso una forse mai superata visione adultocentrica, che antepone le questioni degli adulti a discapito dei diritti dei minori.

La domanda, quindi, potrebbe essere: “Cosa garantisce il benessere dei Bambini?” e il focus si sposterebbe allora sul compito genitoriale, che è cambiato nel tempo, fino ad arrivare a riconoscere l’infanzia come fase della vita da rispettare e proteggere.

E ancora, la domanda ci porterebbe necessariamente a definire questo compito attraverso un tema saliente: la competenza genitoriale.

Solo su questo terreno si incontrerebbero i bisogni del bambino e le risorse degli adulti, mettendo in luce che sono la possibilità di assumere adeguatamente la funzione genitoriale e le responsabilità educative che ne derivano a garantire il benessere evolutivo di un figlio.

In questa prospettiva la vigilanza non è solo una norma, ma un dovere di “cura” per lo sviluppo psico-fisico del minore.

Per questo la genitorialità è anche una responsabilità collettiva: la società, i servizi educativi e le politiche sociali contribuiscono a creare le condizioni che permettono ai bambini di crescere nel rispetto dei loro bisogni.

La responsabilità di proteggere e sostenere la genitorialità non può essere solo individuale: la rete sociale – scuola, servizi sociali, comunità, istituzioni) – dovrebbe sostenere i genitori nelle difficoltà educative, economiche o psicologiche; prevenire situazioni di rischio per i minori (trascuratezza, isolamento, violenza) e favorire lo sviluppo equilibrato dei bambini attraverso opportunità educative e relazionali.

Quando tutto questo non accade e si ha la sensazione che quel che si dice intorno ai bambini non li rispecchi, si affaccia prepotentemente un’altra domanda:

“Il benessere dei Bambini è al centro delle scelte degli adulti e delle loro affermazioni?”.

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Francesca Mineo