‘’Il mare può fare paura.
Ma papà lo diceva sempre: la paura non si vince. Si naviga.
E io sto imparando’’
Sicilia, Isole Egadi, Marettimo: a 14 anni, le giornate di Scilla ruotano intorno al porto, la scuola e il mare aperto, scandite dal ritmo lento dell’isola e dall’umore instabile dei venti. Nonna Tatiana è tutta la famiglia che le rimane: la madre misteriosamente scomparsa da quando lei era piccolissima, il padre morto più recentemente in un incidente in mare. Del papà, pescatore di origini messinesi, rimane il ricordo indelebile di tanti insegnamenti e la Cariddi, feluca di dieci metri che ora è lei a governare con destrezza dalla torretta di comando, nelle uscite di pesca al largo. Per questo in paese, dove ognuno ha un soprannome, lei è per tutti Scilla ‘la Capitana’. Esistono anche i doveri scolastici, ma frequentare il mare è altrettanto importante per la vendita del pescato, contributo essenziale al sostegno dell’economia familiare.
Un giorno, la cattura di un enorme spada porta a galla, incastrata tra le branchie, anche una catenina dorata con due misteriosi iniziali; insieme a questa, emergono gradualmente anche inquietudini, frammenti di memoria e spettri del passato. Sopra tutto incombe l’ombra della madre, sulla cui scomparsa si insinuano versioni discordanti e inspiegabili reticenze.
È questo il nucleo tematico centrale, sul quale l’autore tende l’arco narrativo che sorregge l’architettura dell’intero romanzo. Per quanto focalizzato sulle vicende della protagonista (voce narrante), la dimensione corale è però la cifra fondamentale del racconto e lo sviluppa in un palpabile affresco di vita isolana, con un carosello di personaggi indimenticabili, portatori ognuno di una storia assolutamente verosimile ed attuale.
Ci sono i due compagni di navigazione di Scilla: Mansur il ‘lanzaturi’ (l’addetto al lancio dell’arpione), migrante approdato sull’isola dopo un viaggio di fortuna dalla costa libica; e Carmine, detto Zio California perchè da ragazzo è migrato in America portandosi indietro un sacco di aneddoti da raccontare (ma non si è mai più liberato del fuso orario d’oltre Oceano, e ora dorme solo di giorno). Filomena, amica del cuore così diversa da Scilla (“come un delfino e un pellicano’’) e l’amico Ciccio, inseparabile compagno di avventure; il marinaio Pietro Guardascogli (impeccabile bollettino meteo vivente) e poi gli insopportabili gemelli Ponzio che vendono il pesce al mercato del porto, e il loro bel cugino Nuno. Scilla e Nuno, Filomena e Mansur: sguardi che si incontrano, mani che si cercano e primi amori che si accendono, alimentati da tante aspettative e smorzati dalle prime delusioni.
Protagonista solo apparentemente secondaria è però anche la natura: sono il cielo e l’odore di salsedine, i colori e il respiro dell’isola, le insondabili profondità del mare, amettere in moto le complesse risonanze che percorrono il racconto e avvolgono il lettore. Da sempre culla del mito e luogo di metafore, il mare è un perenne monito ad ascoltarsi e scegliere autonomamente la propria direzione nel mondo, perché “Andare per mare è come andare nella vita. Non puoi restare a guardare, sperando che siano le correnti a decidere per te. Devi afferrare il timone, sentire il vento, guardare dritto l’orizzonte. E lasciare che sia la tua mano a tracciare la rotta.’’
Nella scrittura fortemente sensoriale di Festa, le emozioni dei personaggi sfumano nella concretezza fisica degli elementi naturali, in un profondo rapporto mimetico tra personaggi e ambiente in cui si riflette il sentimento dell’autore per una natura a sua volta abbandonata e sofferente. Perché anche di questo ci parla il suo romanzo: di pescherecci pirata, battute illegali di pesca a strascico, cambiamento climatico e mammiferi marini in via di estinzione; ma anche di attivismo, responsabilità e rispetto per l’ambiente, pesca sostenibile, connessione ai ritmi della natura… e infine di un Sud in equilibrio tra modernità e tradizioni con le sue leggende, superstizioni e sacre rappresentazioni.
La pescatrice è un romanzo che possiamo indicare a ragazzi e ragazze a partire dai 12 anni e, proprio per la ricchezza di nuclei tematici e per gli spunti di riflessione che abbiamo visto, ogni lettore potrà intercettare tra le pagine il proprio centro di interesse. Per questo lo si può proporre come lettura condivisa in classe, con un incontro di restituzione nel quale ragazzi e ragazze potranno verbalizzare le proprie interpretazioni del testo e negoziarle nel gruppo. Momenti preziosi, se opportunamente gestiti dall’insegnante, per alimentare le competenze di lettura ma anche per conoscersi e riconoscersi tra le righe; per apprezzare l’arricchimento che sempre deriva dalle differenze di sguardo, nella ‘lettura’ della realtà.
I consigli di lettura
Giuseppe Festa è prolifico autore di indimenticabili romanzi per ragazzi, tutti frutto del suo amore per l’ambiente, fatto di ricerca e immersione nella natura. Non solo: è anche fondatore, cantante e autore di Lingalad , gruppo di musica folkrock ( https://www.lingalad.org/il-gruppo/ ) oltre che viaggiatore, documentarista, autore di video-reportage ed esperto di educazione ambientale.
Questi i suoi romanzi più adatti a lettori e lettrici da 11 a 13 anni:
- Il passaggio dell’orso, Salani, 2013
- L’ombra del gattopardo, Salani, 2014
- La luna è dei lupi, Salani, 2016
- Cento passi per volare, Salani, 2018 (in collaborazione con C.A.I – Club Alpino Italiano)
- Lupinella, la vita di una lupa nei boschi delle Alpi, Editoriale Scienza, 2018
- I figli del bosco, Garzanti, 2018
- I lucci della via lago, Salani, 2021
- La notte dei cervi volanti, Salani, 2023
Qui le pagine Facebook e Instagram di Giuseppe Festa.
E qui trovate la sua Biografia Ufficiale.
L’autore
Fausto Boccati – Per oltre trent’anni libraio a Milano presso la storica Libreria dei ragazzi, conduce laboratori sui libri e la lettura con bambini e ragazzi delle scuole primarie e secondarie. Organizza in scuole e biblioteche percorsi di formazione e incontri di aggiornamento bibliografico rivolti a docenti, bibliotecari e formatori. In particolare, dal 2020 promuove incontri di formazione sul rapporto tra letteratura per ragazzi e questioni legate alle disparità e alle identità di genere. Collabora da anni con le testate Liber e Tuttolibri–La Stampa, con recensioni e articoli di approfondimento sulla letteratura per l’infanzia. Ha pubblicato per la casa editrice Settenove l’albo illustrato “L’uomo delle antenne” (2022) e per la casa editrice Il Castoro un racconto nella raccolta “La prima volta che…” (2016).