Interventi Assistiti con Animali: il Piemonte ha una Commissione per garantirne la qualità

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La Regione rinnova l’organismo che vigila su qualità, formazione e protocolli degli interventi. Tarantini: “Porterò la voce degli enti specializzati: servono competenze e regole chiare”

Verificare i progetti, controllare la formazione degli operatori, garantire protocolli sanitari adeguati senza lasciare spazio all’improvvisazione: è il compito della Commissione regionale per gli Interventi Assistiti con Animali del Piemonte, che ha appena rinnovato i propri organi consultivi per continuare a vigilare sulla qualità delle attività. Il rinnovo arriva in un momento in cui la Regione sta consolidando il proprio ruolo di riferimento nazionale negli IAA, anche grazie a progetti riconosciuti come best practice e a una rete di professionisti con esperienza pluriennale.

LA COMMISSIONE PIEMONTESE PER GLI IAA

Istituita con la legge regionale n. 11 del 2010, modificata nel 2018, la Commissione riunisce rappresentanti delle istituzioni sanitarie e professionisti nel campo di quella che fino a qualche anno fa veniva definita pet therapy. “Gli interventi assistiti con animali sono regolati in tutta Italia dalle Linee Guida Nazionali in Interventi Assistiti con Animali (IAA), redatte dal Ministero della Salute con il Centro di Referenza Nazionale (CRN) e recepite da tutte le Regioni italiane grazie all’accordo Stato-Regioni”, spiega Antonia Tarantini, pedagogista specializzata in Interventi Assistiti con Animali e presidente dell’associazione Aslan, da poco nominata componente della Commissione in rappresentanza degli enti specializzati. “Con la creazione della Commissione il Piemonte ha scelto di dotarsi di uno strumento di controllo e indirizzo con il compito di vigilare sulle metodologie utilizzate, controllare i progetti e accertare la preparazione dei professionisti, contribuendo così a mantenere elevato lo standard delle attività”.

PROFESSIONISTI ED ENTI SPECIALIZZATI

Fondamentale a questo scopo è la collaborazione tra i rappresentanti dell’ente pubblico e le realtà che lavorano sul campo. I professionisti, che presentano un’esperienza pluriennale e documentata, operano tutti a titolo gratuito. “Avendo la formazione e l’esperienza necessaria mi sono candidata come rappresentante degli enti specializzati”, prosegue Tarantini, che coordina diversi progetti in Piemonte ed è responsabile dei corsi di formazione organizzati da Aslan per formare operatori del settore con l’ente formativo Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri di Torino. “Gli Interventi Assistiti con Animali, in modo particolare con il cane, sono il mio lavoro da undici anni”, racconta. “Lavorare quotidianamente negli IAA per la parte progettuale e pratica mi ha permesso di scoprire molto di questa disciplina, sia rispetto ai punti di forza sia rispetto ai punti di debolezza che possono essere migliorati”.

UN MODELLO OPERATIVO: IL PROGETTO RI‑ANIMALI

Tra le esperienze più significative portate avanti dall’associazione c’è il progetto Ri-Animali, che vede due cani, la golden retriever Cecilia e il pastore australiano Woody, impegnati come “professionisti” all’interno del reparto di rianimazione e anestesia dell’ospedale di Rivoli diretto dal dott. Michele Grio. “Avere animali in terapia intensiva è una cosa veramente speciale”, spiega Tarantini. “Il progetto è ancora attivo e recentemente ha ottenuto anche il sostegno economico della Regione Piemonte come best practice regionale”.

GLI OBIETTIVI DEL NUOVO MANDATO

Il mandato della Commissione dura quanto la legislatura regionale. Nei prossimi anni uno degli obiettivi sarà anche quello di rafforzare il dialogo tra i professionisti che lavorano sul territorio. “Il Piemonte è diventata una regione particolarmente attiva su questo tema perché le varie legislature hanno sempre creduto nel legame con gli animali e nel beneficio che gli amici a quattro zampe possono dare alle persone in condizioni di fragilità”, dice ancora la pedagogista. “La mia responsabilità è quella di portare al tavolo di lavoro il punto di vista dei professionisti, a tutela loro e dei beneficiari degli interventi. Spero che la Commissione possa diventare un punto di riferimento stabile per tutti gli operatori del settore”.

LE ALTRE REGIONI: BASILICATA E LAZIO

Intanto il modello piemontese continua a suscitare interesse e l’idea di organismi regionali dedicati alla qualità degli interventi assistiti con animali potrebbe diffondersi. Il Piemonte, infatti, non è l’unica regione ad aver scelto questa strada: anche la Basilicata, con la legge regionale n. 35 del 2017, ha istituito un organismo analogo, con compiti di vigilanza e valutazione dei progetti e degli operatori e con una particolare attenzione al benessere dell’animale durante le sedute. Il Lazio, invece, ha optato per una Commissione di esperti incaricata di valutare e accreditare gli enti abilitati a erogare corsi di formazione nel settore, a garanzia della qualità dei percorsi formativi. “La Commissione è un organo molto importante”, conclude Tarantini. “Sarebbe importante averne una per ogni Regione: si tratta di interventi che riguardano la salute delle persone e il benessere degli animali, e proprio per questo devono essere fatti con competenza e con regole chiare”.

Detalles de contacto
info@osservatoriomalattierare.it (Antonella Patete)