Roma (NEV), 27 marzo 2026 – Parte oggi la nuova rubrica “Pace, tra globalizzazione e ambiente”. Lo scopo è quello di sensibilizzare sui problemi che l’ingiustizia economica e la distruzione della Terra pongono a credenti di fede cristiana e al mondo intero. Una presa di coscienza, di fede, di azione per contrastare il prevalere degli interessi economici a discapito del Creato e per denunciare l’arroganza e le violenza che caratterizzano il nostro tempo. Questa prima puntata è scritta dalla coordinatrice della Commissione globalizzazione e ambiente (GLAM) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), Maria Elena Lacquaniti.
L’umanità a bordo. La “Flottiglia come azione solidale”
Nell’ottobre del 2025 la Global Sumud Flotilla partiva da diversi porti d’Europa e del Mediterraneo con destinazione Gaza, con il carico di umana presenza oltre che di beni essenziali dall’acqua all’antibiotico.
Quella stessa idea di solidarietà è oggi adottata dalla Flottiglia per la Giustizia Climatica che partirà su un’imbarcazione a vela dall’isola di Sint Maarten, a sud del Mar dei Caraibi, per giungere a Santa Marta in Colombia. Un viaggio a tappe che visiterà varie isole dell’arcipelago caraibico. Giorno della partenza 6 aprile, lunedì dell’angelo nel calendario cristiano e auspicio che possa manifestarsi al mondo una nuova generazione di persone, umane, che sentono battere nel cuore l’urgenza della giustizia climatica ritenendola una svolta per il terzo millennio.
Raggiunta la cittadina colombiana, l’equipaggio si incontrerà con delegazioni provenienti da tutto il mondo per chiedere un’azione globale vincolante, l’avvio della “Transition Away” l’uscita graduale dal fossile, come da accordi presi alla fine degli estenuanti lavori della COP 28 nel 2023, prima COP tenutasi negli Emirati Arabi e anche la prima a registrare un’impennata nella presenza delle lobby fossili, con ben 2.456 rappresentanti lobbisti preparati per far fallire i negoziati. Tra questi l’Italia con funzionari dell’Eni, la Francia con l’amministratore delegato di TotalEnergies, l’UE con i dipendenti della stessa Eni, di BP e ExxonMobil e i rappresentanti professionali di Shell ed Equinor. L’accordo che punta alla neutralizzazione carbonica nel 2050, si è trasformato da intesa ad azione, durante i lavori della COP 30 tenutasi a Belém in Brasile lo scorso anno, quando è stata programmata una conferenza globale per l’attuazione della Transition Away e individuato nella città portuale colombiana il punto di partenza più significativo per la transizione, essendo snodo al transito di carboniere. In un momento in cui l’energia del pianeta è rimasta strozzata nello stretto di Hormuz, come danno consequenziale alla guerra in Medioriente, un’imbarcazione a vela carica di giovani provenienti da tutto il mondo si fa portatrice di una verità ormai acclarata, un altro mondo è possibile solo con l’uscita graduale dal fossile. Alla conferenza che si terrà dal 24 al 29 aprile, sono attese le testimonianze di questi giovani a bordo della Flottiglia, che facendo tappa in alcuni luoghi iconici dei Caraibi, come Aruba e Curacao accenderanno un focus sulla rotta del carbone che da quei luoghi parte per arrivare ai mercati globali. Rappresentanti delle comunità locali, predate dall’ingiustizia economica, prive di un bene fondamentale come l’acqua, soffocate dall’ inquinamento e sommerse dall’ incontenibile effetto del cambiamento climatico, si uniranno alla flottiglia e altre, si dice, la raggiungeranno dall’America in segno di solidarietà.
Dopo Belém e il mutato scenario geopolitico succeduto all’incursione americana in Venezuela, la conferenza di Santa Marta e quella sulla decarbonizzazione delle isole caraibiche che si terrà presumibilmente a maggio, affrontano questioni brucianti legate al fossile come strumento di ricatto per creare danno e disagio tra i popoli. Tra questi il popolo cubano. L’isola è ormai allo strenuo delle forze, con la corrente elettrica assente per gran parte della giornata. Si muore negli ospedali per mancanza di elettricità. Le attività sono ferme, la crisi economica è mordente. Negli ambienti delle flottiglie circola ormai da qualche settimana notizia che a breve quelle acque saranno solcate da barche di ogni fattezza provenienti da tutto il mondo per sostenere, alimentare e coprire di beni quella popolazione dal cuore gentile che con coraggio e dignità subisce ormai da più di settanta anni un embargo ingiusto. Per motivi di sicurezza dei partecipanti non è possibile accedere ad eccessivi dettagli in fase organizzativa ma è certo che la missione è rompere l’embargo per abbracciare il popolo di Cuba così straordinariamente resiliente. Anche l’UCEBI (Unione cristiana evangelica battista d’Italia) parteciperà agli aiuti a Cuba, non a bordo della flottiglia ma aderendo all’appello della OdV Semi di Pace (è anche ecocomunità e oasi per impollinatori GLAM). Cuba nel cuore, così si chiama l’iniziativa, sta raccogliendo materiali specifici da inviare con il container in partenza a maggio. Saranno recapitati alla Fraternidad cubana battista di Artemisa pannelli fotovoltaici e generatori solari acquistati con la raccolta fondi avviata dall’Unione evangelica battista d’Italia. Anche se solo simbolicamente possiamo interpretare questo contributo “solare” come un minimo riscatto dal fossile, negato a Cuba dopo la caduta di Maduro.
Transition Away è la nuova rotta che unisce il vecchio continente al nuovo con l’ambizione di cancellare quella precedente, segnata dalla violenza colonialista su persone di ogni età e sulle loro terre e noi, anche se fisicamente non siamo a bordo di quelle barche ci sentiamo con quell’umanità che ammettendo la propria colpa riscrive la storia del pianeta, partendo da un’espressione antica Pace e Giustizia per il Creato.
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