Prospettive e statistiche del commercio globale Marzo 2026 | WTO - Format Research

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26 marzo 2026

Abstract

Il commercio mondiale rallenta nel 2026 dopo una crescita sostenuta nel 2025, con un allineamento ai ritmi del PIL globale. La dinamica resta influenzata da due fattori contrapposti: da un lato le tensioni geopolitiche, in particolare in Medio Oriente, che incidono su energia, trasporti e turismo; dall’altro la spinta degli investimenti legati all’intelligenza artificiale. Il 2025 è stato caratterizzato da una crescita superiore alle attese, sostenuta soprattutto dalle economie asiatiche e dalla domanda di beni tecnologici. Nel 2026, l’effetto anticipazione delle importazioni verrà meno, mentre permangono elevati livelli di incertezza commerciale. I rischi restano prevalentemente al ribasso, legati ai prezzi energetici, ma non mancano possibili fattori di sostegno, soprattutto se continuerà il ciclo espansivo dell’IA. Si segnala inoltre una riduzione della quota di commercio regolato su base multilaterale (MFN).

Andamento generale del commercio mondiale

Il commercio mondiale è destinato a rallentare nel 2026 dopo una crescita più forte del previsto registrata lo scorso anno. Nel nostro scenario di base, la crescita del volume del commercio di beni scenderebbe dal 4,6% nel 2025 all’1,9% nel 2026, per poi risalire al 2,6% nel 2027. Per quanto riguarda il commercio dei servizi, la crescita rallenterebbe dal 5,3% nel 2025 al 4,8% nel 2026, per poi aumentare al 5,1% nel 2027.

Nel 2025, il commercio mondiale di beni e servizi è cresciuto di circa il 4,7%, superando la crescita del PIL globale pari al 2,9%. Nel 2026, commercio e PIL dovrebbero crescere a ritmi simili (2,7% per il commercio e 2,8% per il PIL).

Valore del commercio globale

Il valore in dollari correnti del commercio mondiale di merci, misurato attraverso le esportazioni, ha raggiunto i 26.260 miliardi di dollari nel 2025, in aumento del 7% rispetto al 2024. Il commercio di servizi ha toccato i 9.560 miliardi di dollari, con un incremento dell’8% su base annua. Complessivamente, il commercio di beni e servizi, su base bilancia dei pagamenti, ha raggiunto i 34.650 miliardi di dollari nel 2025, con una crescita del 7% rispetto all’anno precedente.

Fattori di rischio e variabili chiave

Se dovessero persistere, gli elevati prezzi del petrolio legati al recente conflitto in Medio Oriente potrebbero ridurre di 0,5 punti percentuali la crescita del commercio di beni nel 2026 (stimata all’1,9%). Al contrario, la crescita potrebbe aumentare di 0,5 punti percentuali se il commercio di beni legati all’intelligenza artificiale rimanesse forte come nel 2025. Resta da vedere quale fattore prevarrà nel corso dell’anno.

L’impatto del conflitto in Medio Oriente sul commercio dei servizi potrebbe essere altrettanto rilevante, con una riduzione di 0,7 punti percentuali della crescita nel 2026, a causa dei significativi rischi al ribasso per il trasporto internazionale e i viaggi. Un conflitto prolungato potrebbe mantenere strutturalmente elevati i costi di trasporto e del carburante, interrompere rotte marittime e aeree strategiche e incidere negativamente sul turismo regionale e sulla domanda globale di viaggi.

Dinamica del 2025 e revisioni delle previsioni

Il volume del commercio mondiale di beni è cresciuto del 4,6% nel 2025, ben al di sopra della previsione di ottobre (2,4%), grazie alla forte domanda di beni legati all’intelligenza artificiale — connessa al boom globale degli investimenti nel settore — che ha compensato gli effetti negativi di dazi più elevati e dell’aumentata incertezza nelle politiche commerciali.

La previsione per la crescita del commercio di beni nel 2026, pur inferiore al dato del 2025, è comunque superiore alla precedente stima dello 0,5%. La revisione al rialzo riflette migliori prospettive di crescita del PIL, l’attesa di una continua espansione del commercio legato all’IA e un impatto dei dazi inferiore alle attese. I recenti cambiamenti nelle politiche commerciali nel 2026 hanno riguardato soprattutto una sostituzione degli strumenti giuridici piuttosto che modifiche sostanziali delle barriere tariffarie.

Analogamente, per i servizi, le attuali proiezioni di crescita nel 2026 risultano superiori di 0,4 punti percentuali rispetto alle stime di ottobre 2025. Il rallentamento della crescita nel 2025, rispetto al 2023 e al 2024, è dovuto alla moderazione della crescita dei viaggi — dopo il recupero post-pandemico — e a rilevanti revisioni dei dati.

Domanda globale e ruolo del Nord America

In Nord America, le importazioni di beni nel 2025 sono state caratterizzate dal fenomeno del frontloading (anticipazione degli acquisti), concentrato soprattutto nel primo trimestre, in vista di attesi aumenti tariffari. Le importazioni sono state sostenute anche da politiche fiscali espansive e dagli investimenti legati all’IA effettuati da grandi operatori (“hyperscaler”) nel settore del cloud. A livello globale, la crescita delle importazioni è stata inoltre supportata dalla domanda resiliente nelle economie emergenti e in via di sviluppo.

Offerta globale e ruolo dell’Asia

Dal lato dell’offerta, la forte performance delle esportazioni delle economie asiatiche è stata il principale motore della crescita del commercio mondiale di beni, contribuendo per il 71% all’aumento dei volumi. Alcune economie asiatiche hanno compensato la riduzione delle opportunità di accesso al mercato nordamericano orientando le esportazioni verso mercati emergenti in rapida crescita (come Sud America e Africa). Anche l’aumento della capacità esportativa della Cina e la crescita dei flussi commerciali nelle filiere legate all’IA hanno sostenuto le esportazioni.

Prospettive per il 2026

Nel 2026, l’effetto una tantum del frontloading difficilmente si ripeterà, anche se l’incertezza nelle politiche commerciali resta elevata. La crescita del commercio globale, nello scenario di base, sarà quindi meno sostenuta, ma continuerà a beneficiare degli investimenti nell’IA e di politiche monetarie e fiscali espansive.

I rischi per le previsioni sono orientati al ribasso e sono principalmente legati al conflitto in Medio Oriente, attraverso l’aumento dei prezzi dell’energia, che potrebbe pesare significativamente su produzione e commercio se dovesse protrarsi.

I rischi al rialzo sono invece legati agli investimenti nell’intelligenza artificiale, che nel 2025 hanno contribuito a quasi la metà della crescita del commercio di beni e fino al 70% degli investimenti produttivi in alcune regioni del mondo. La tenuta di questi investimenti rappresenta una delle principali incognite per il 2026 e oltre.

Evoluzione del quadro commerciale globale

In un capitolo analitico speciale, gli economisti del WTO stimano che la quota di commercio mondiale effettuata su base della clausola della nazione più favorita (MFN) sia scesa al 72%, dopo aver oscillato nel corso del 2025 a seguito di cambiamenti senza precedenti nelle politiche commerciali.

(*) “Prospettive e statistiche del commercio globale” –  traduzione e abstract nostri
Prospettive e statistiche del commercio globale Marzo 2026 (Immagine particolare di copertina WTO)
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