Non solo carburanti, non solo bollette, le ripercussioni del conflitto in Medio Oriente si fanno sentire, come purtroppo avevamo preventivato, sui prezzi dei beni di largo consumo.
È di oggi la notizia dell’Istat che, a marzo, l’inflazione balza in avanti al +1,7% (dal +1,5% del mese precedente). Una risalita, riporta l’Istituto di Statistica, “dovuta soprattutto all’accelerazione dei prezzi nel settore energetico (-2,3% da -6,6%)” e “degli Alimentari non lavorati (+4,4% da +3,7%)”. Settori che destano forte preoccupazione, in quanto riguardano consumi vitali e necessari per le famiglie.
Non a caso il tasso relativo al carrello della spesa passa dal +2% al +2,2%.
Con l’inflazione a questi livelli, l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori stima ricadute, per una famiglia media, pari a +561,80 euro annui. E, quello che temiamo, è che sia solo l’inizio.
Non solo gli aumenti dei costi energetici, ma anche i rincari dei costi di logistica e dei fertilizzanti, possono determinare una situazione di forte tensione sui prezzi, che bisogna arginare intervenendo con urgenza e determinazione. Le misure che chiediamo e che riteniamo non più rinviabili riguardano:
- La proroga del taglio delle accise sull’IVA, prevista al momento solo per 20 giorni, periodo a nostro avviso insufficiente per calmierare i prezzi.
- La rimodulazione dell’Iva sui generi di largo consumo (che consentirebbe un risparmio di oltre 516 euro annui a famiglia).
- Un bonus più consistente, la cui soglia di accesso sia innalzata, anche temporaneamente, alle famiglie con Isee fino a 25000 o poco più, superando quanto disposto dal recente Decreto Bollette che già avevamo giudicato insufficiente in condizioni “normali”.
- La creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica e una azione di contrasto alla povertà alimentare.
- L’avvio di determinate azioni di verifica e contrasto a intollerabili fenomeni speculativi sui prezzi lungo le filiere, che, come abbiamo visto in questi anni, determinano effetti deleteri per il Paese e per le famiglie.
Inflazione: dopo carburanti e bollette, gli effetti del conflitto iniziano a farsi sentire sui prezzi. Con l’inflazione a questo livello, ricadute di +561,80 euro annui a famiglia.
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