Zaccone Teodosi (IsICult): “trasparenza e meritocrazia nelle commissioni cinema e audiovisivo, analisi comparativa dei curricula, coinvolgimento delle associazioni”
Il Presidente dell’Istituto italiano per l’Industria Culturale IsICult (centro di ricerca indipendente su media e cultura e società) Angelo Zaccone Teodosi interviene nella polemica sul mancato sostegno pubblico al documentario su Regeni e sulle commissioni cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura: “da molti anni, IsICult ha suggerito ai ministri succedutisi al Collegio Romano (Dario Franceschini, Alberto Bonisoli, Gennaro Sangiuliano, Alessandro Giuli) di modificare radicalmente i criteri di selezione dei membri delle commissioni, facendo in modo che siano altamente qualificati, rappresentativi delle varie professionalità, liberi da conflitti di interessi, e soprattutto scelti con criteri pubblici e trasparenti, attraverso un’analisi comparativa dei curricula”.
Ancora la Direzione Cinema e Audiovisivo (guidata da Giorgio Carlo Brugnoni) non rende pubblici né i curricula né i verbali delle riunioni delle commissioni, mentre la consorella Direzione Spettacolo (retta da Antonio Parente) pubblica sempre i verbali delle commissioni.
I 27 esperti (15 per la “produzione” e 12 per la “promozione”) continuano ad essere scelti con “criteri discrezionali assoluti, in totale autocrazia del Ministro, come un Principe medievale”: si tratta di un grave “deficit di democrazia culturale”.
Già in passato alcuni membri delle commissioni si erano dimessi, per contrasti culturali e dissensi ideologici ed emersi conflitti di interesse, ma “ritengo surreale e ipocrita che ora la Sottosegretaria Lucia Borgonzoni chieda le dimissioni dei membri perché non in sintonia con la ‘linea’ del Ministero, perché questa richiesta conferma la non indipendenza delle commissioni rispetto al potere governativo, mentre il Ministro Alessandro Giuli – durante il question-time di ieri – ha invece ribadito che egli non ha influenza alcuna sulle libere scelte dei membri… contraddizioni interne della maggioranza?!”.
Zaccone Teodosi ha sostenuto queste tesi anche ieri con interventi sul quotidiano “il Manifesto” e in un’intervista a RaiNews, proponendo una soluzione semplice, il ritorno al periodo pre-Legge Franceschini del 2016: “i membri delle Commissioni erano sì scelti dal Ministro, ma sulla base di terne proposte dalle principali associazioni di categoria: autori, critici, produttori, tecnici, lavoratori…”. Si tratta di “una soluzione non perfetta, sempre a rischio di consociativismo, ma migliore dell’attuale, che vede un mix patologico di commissari qualificati e altri scelti solo per logiche di lottizzazione e amichettismo”, conclude il Presidente di IsICult.
Roma, 9 aprile 2026.