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Il documento della OECD, intitolato “Foundations for Growth and Competitiveness 2026”, propone una strategia globale per contrastare il rallentamento della produttività e affrontare le sfide demografiche e tecnologiche attuali. L’analisi si articola su tre pilastri fondamentali: il rafforzamento dei fattori abilitanti come l’istruzione e le infrastrutture, l’ottimizzazione degli incentivi di mercato e dell’efficienza fiscale, e l’adozione di politiche settoriali mirate per l’innovazione e la transizione energetica. Il rapporto sottolinea come riforme strutturali coerenti siano essenziali per integrare l’intelligenza artificiale nei processi produttivi e garantire una crescita economica sostenibile nel lungo periodo. Attraverso un nuovo modello di prioritizzazione, vengono fornite raccomandazioni specifiche per 48 Paesi, evidenziando la necessità di ridurre la burocrazia e promuovere la mobilità lavorativa. Infine, lo studio dimostra che tali interventi non solo elevano il tenore di vita, ma migliorano anche la sostenibilità del debito pubblico attraverso il dinamismo economico.
L’economia italiana ha migliorato le proprie performance grazie alla crescita dell’occupazione, ma resta penalizzata da una produttività debole e da rilevanti criticità strutturali, tra cui invecchiamento demografico, carenze di competenze e bassa partecipazione di donne e giovani al lavoro. Il rapporto dell’OCSE evidenzia la necessità di rafforzare la stabilità dei conti pubblici, ridurre il debito e rendere più efficiente il sistema fiscale e il mercato del lavoro, anche attraverso politiche a sostegno della partecipazione e della mobilità. Prioritari risultano inoltre gli investimenti in capitale umano, innovazione e ricerca, insieme a un rafforzamento della concorrenza nei servizi, per sostenere la produttività e la crescita. Il PNRR rappresenta un elemento chiave di supporto, avendo già avviato riforme e investimenti, sebbene ancora fortemente legati agli obiettivi europei.
Migliorare il contesto imprenditoriale e potenziare le competenze e l’occupazione sono elementi chiave per rilanciare le prospettive di crescita economica e cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie.
Le prospettive di crescita economica sono sotto pressione in tutto il mondo, a causa sia dell’incertezza a breve termine legata alle tensioni geopolitiche, sia delle sfide a lungo termine rappresentate dalla bassa crescita della produttività, dalla debolezza degli investimenti e del dinamismo delle imprese, dalla carenza di competenze e dall’invecchiamento della popolazione. Secondo un nuovo rapporto dell’OCSE, è urgente rilanciare lo slancio delle riforme, intervenendo per riattivare i motori strutturali della crescita e garantire che le economie rimangano competitive e resilienti in un contesto globale in rapida trasformazione.
Un nuovo strumento per le riforme strutturali
La prima edizione di “Fondamenti per la crescita e la competitività“, pubblicata oggi a Parigi, offre ai paesi uno strumento basato su dati concreti per attuare riforme strutturali che migliorino la produttività.
Le tre aree prioritarie di intervento
La nuova iniziativa dell’OCSE individua tre ampie aree prioritarie di riforma strutturale: fattori abilitanti, tra cui capitale umano, governance, infrastrutture e politica macroeconomica; incentivi di mercato ed efficienza allocativa, che comprendono tassazione, regolamentazione dei mercati dei prodotti e del lavoro, commercio e investimenti diretti esteri; e misure mirate e settoriali che riguardano l’innovazione e il sostegno alla sicurezza energetica.
Un database per analizzare le performance dei Paesi
Il rapporto “Fondamenti per la crescita e la competitività” fornisce dati concreti sulle prestazioni di 48 paesi in questi ambiti, basandosi su un nuovo e completo database: un archivio comune dell’OCSE sulle politiche strutturali che favoriscono la crescita. Le note specifiche per ciascun paese offrono spunti di riflessione ai responsabili politici e alle parti interessate sulla situazione dei rispettivi paesi, contribuiscono a individuare i principali ostacoli alla crescita e aiuteranno a progettare pacchetti di riforme coerenti, basati su dati concreti e adattati alle specifiche circostanze di ciascun paese.
L’urgenza di rilanciare la crescita economica
“Invertire la tendenza al ribasso della crescita economica degli ultimi trent’anni è fondamentale per garantire e sostenere aumenti significativi dei redditi delle famiglie e del tenore di vita”, ha affermato il Segretario generale dell’OCSE, Mathias Cormann. “Le priorità sono chiare: migliorare il contesto imprenditoriale, promuovere l’innovazione e investire in competenze e occupazione. Riuscire in questo intento consentirà di sbloccare una crescita e una competitività più solide, attenuare le pressioni fiscali derivanti dall’invecchiamento della popolazione e mettere i Paesi in condizione di sfruttare appieno il potenziale dell’intelligenza artificiale e di altre tecnologie trasformative”.
L’importanza di condizioni abilitanti solide
Le riforme strutturali a favore della crescita funzionano al meglio quando sono complete e rafforzano le aree politiche correlate. Ciò include la creazione di solide condizioni abilitanti, tra cui capitale umano di alta qualità, istituzioni solide, governance efficace, infrastrutture affidabili e stabilità macroeconomica.
Competenze e intelligenza artificiale
Poiché la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale stanno trasformando la produzione e il lavoro, rispondere alla rapida evoluzione della domanda di competenze è fondamentale per sfruttare appieno il potenziale di queste tecnologie. Uno dei principali ostacoli all’adozione produttiva dell’IA è la mancanza di lavoratori con competenze adeguate. Le analisi dell’OCSE suggeriscono che l’IA potrebbe incrementare la crescita annua della produttività del lavoro nei paesi OCSE di un valore compreso tra lo 0,7 e l’1,2 punti percentuali all’anno nel prossimo decennio, a seconda della velocità di adozione. L’agenda sulle competenze dovrebbe concentrarsi sull’adattamento dei programmi di studio dell’istruzione accademica e professionale, sull’ampliamento dell’accesso all’apprendimento permanente e sul rafforzamento dei legami tra università e mercato del lavoro.
Mercati più efficienti e allocazione delle risorse
I mercati devono funzionare in modo efficiente per garantire che il lavoro e il capitale siano allocati ai loro usi più produttivi. Affrontare le barriere eccessive all’ingresso delle imprese e alla crescita successiva delle imprese di successo, le normative restrittive sui mercati dei prodotti e i regimi di insolvenza inefficienti stimolerebbero il dinamismo delle imprese e accelererebbero la riallocazione del capitale e del lavoro.
Partecipazione al lavoro e mobilità
Per migliorare la mobilità del lavoro e l’occupazione, e per affrontare le conseguenze economiche, sociali e fiscali dell’invecchiamento della popolazione, è fondamentale ridurre gli ostacoli alla partecipazione – in particolare per le donne, i lavoratori più anziani e altri gruppi sottorappresentati –, rafforzare gli incentivi a lavorare più ore ed ampliare l’accesso a servizi di assistenza all’infanzia a prezzi accessibili. Politiche abitative che facilitino la mobilità e sistemi fiscali che allarghino la base imponibile limitando al contempo le distorsioni possono ulteriormente migliorare l’efficienza allocativa.
Innovazione, energia e crescita sostenibile
Con le giuste premesse, i governi possono attuare con maggiore successo le strategie economiche. Le politiche di innovazione, la sicurezza energetica e la transizione verso l’energia verde sono ambiti in cui interventi mirati e ben progettati possono affrontare i fallimenti del mercato e allineare la crescita agli obiettivi sociali a lungo termine. Il sostegno pubblico alla ricerca e allo sviluppo, se combinato con un solido capitale umano e mercati competitivi, può amplificare i guadagni di produttività. Le riforme del mercato energetico che riducono le barriere all’ingresso e incoraggiano gli investimenti nelle energie rinnovabili e nell’efficienza rafforzano sia la resilienza che la competitività.
Riforme coerenti per sostenere la competitività
“Non si tratta di un appello alla deregolamentazione fine a se stessa”, ha affermato Stefano Scarpetta, capo economista dell’OCSE. “L’obiettivo delle riforme normative dovrebbe essere quello di garantire che la concorrenza, l’apertura e la mobilità consentano all’innovazione e all’imprenditorialità di prosperare. La trasformazione digitale e l’intelligenza artificiale offrono nuove opportunità, ma per realizzarne appieno il potenziale sono necessarie riforme coerenti, basate su dati concreti e ben pianificate. I Paesi possono così rivitalizzare la crescita della produttività, migliorare la competitività e garantire un tenore di vita più elevato per le generazioni future”.
In Italia
Le prestazioni economiche dell’Italia sono migliorate nell’ultimo decennio
Trainate da un aumento dell’occupazione che ha portato la disoccupazione ai minimi storici, con un maggiore ingresso di donne e anziani nel mondo del lavoro. Tuttavia, la produttività del lavoro ha subito un rallentamento negli ultimi anni, e il Paese deve affrontare sfide strutturali significative, tra cui il rapido invecchiamento della popolazione, la partecipazione al mercato del lavoro di donne e giovani ancora inferiore a gran parte dei paesi paritari e notevoli carenze di competenze.
Il documento individua diverse aree prioritarie di intervento e raccomandazioni specifiche per inostro Paese
Stabilità macroeconomica e finanze pubbliche
Il debito pubblico italiano sfiora il 150% del PIL, tra i più alti dell’OCSE, il che aumenta i costi di finanziamento e limita lo spazio fiscale per gli investimenti in infrastrutture e capitale umano. I generosi crediti d’imposta degli ultimi anni hanno pesato negativamente sulle finanze pubbliche. Si raccomanda di proseguire il consolidamento fiscale attraverso la revisione della spesa, di contrastare l’evasione fiscale (anche promuovendo i pagamenti digitali), di aggiornare le basi di calcolo delle imposte sugli immobili e di ampliare la base impositiva riducendo le agevolazioni fiscali inefficienti.
Mercato del lavoro e occupazione
Nonostante la crescita dell’occupazione, i tassi rimangono bassi soprattutto per le donne e i giovani, frenati anche da disincentivi finanziari e da deboli politiche per la famiglia. Per incentivare l’occupazione, l’OCSE suggerisce di ridurre il cuneo fiscale sul lavoro, di attenuare il ritiro dei sussidi all’aumentare del reddito e di espandere l’educazione della prima infanzia per facilitare il bilanciamento tra lavoro e famiglia, migliorando contemporaneamente l’adesione al congedo di paternità. Viene inoltre raccomandato di ridurre l’uso eccessivo delle clausole di non concorrenza per favorire la mobilità interaziendale dei lavoratori.
Capitale umano e istruzione
L’Italia registra una delle quote più elevate di giovani NEET (che non studiano e non lavorano) nell’OCSE e un basso numero di laureati nella fascia 25-34 anni. Queste debolezze educative amplificano gli effetti dell’invecchiamento demografico. È prioritario allineare maggiormente i programmi di studio alle esigenze del mercato del lavoro, migliorare il controllo di qualità per gli enti di formazione e continuare a espandere le scuole terziarie tecniche (ITS Academy), collegando i finanziamenti universitari alle performance di ricerca, in particolare nel Sud del Paese.
Innovazione e R&S
La spesa per ricerca e sviluppo (R&S) rispetto al PIL è notevolmente inferiore alla media OCSE, complice la ridotta dimensione di molte imprese italiane. Il documento esorta a rafforzare la collaborazione tra università, istituti di ricerca pubblici e settore privato (soprattutto le PMI), di sviluppare il mercato del venture capital per favorire fusioni e crescita delle medie imprese, e di ridisegnare e dare maggiore certezza agli incentivi fiscali per la R&S sulla base di valutazioni di efficacia.
Concorrenza e servizi
Le barriere commerciali e le normative nel settore dei servizi restano elevate, soffocando la produttività. Per stimolare la concorrenza, l’Italia dovrebbe ridurre le barriere all’ingresso, semplificare le procedure di autorizzazione, mettere a gara le concessioni in scadenza e ridurre la portata delle regole sull'”equo compenso” nei servizi professionali.
PNRR
Infine, il documento riconosce l’impatto positivo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che sta trainando un ambizioso programma di riforme strutturali e investimenti pubblici. Tra i passi avanti recenti, l’OCSE evidenzia il consolidamento fiscale in atto, la riduzione del cuneo fiscale sul reddito da lavoro, l’approvazione della legge annuale sulla concorrenza e le riforme dell’istruzione professionale e tecnica, sebbene molte di queste azioni siano trainate dai traguardi richiesti per accedere ai fondi europei.