La Guida agli Extravergini , a cura di Slow Food Italia, è stata presentata oggi 11 aprile al teatro di Torri del Benaco (Verona), affascinante località sulla costa veronese del lago di Garda, in occasione della Festa dell’Olio (che si conclude domani).
La Guida (acquistabile su Slow Food Editore), giunta alla sua 26esima edizione, è il frutto del lavoro, della competenza e della passione di 125 collaboratori presenti in ogni regione d’Italia che conoscono il mondo oleario, i produttori e il loro territorio: «Come raccontare al meglio il patrimonio olivicolo italiano? È la domanda – racconta Francesca Baldereschi , curatrice del volume durante la presentazione – che ci poniamo ogni anno quando progettiamo la Guida: una pubblicazione pensata per accompagnare il lettore alla scoperta dei territori attraverso le aziende olivicole e lo straordinario patrimonio di cultivar che caratterizza la produzione italiana. Credo fortemente che questa Guida non sia solo uno strumento di consultazione, ma anche un invito concreto a mettersi in viaggio, promuovendo un vero e proprio percorso di oleoturismo capace di connettere paesaggi, persone e cultura dell’olio. Da sempre sosteniamo che il modo più autentico per conoscere questo patrimonio sia incontrare i protagonisti, osservare da vicino uliveti spesso secolari che tracciano il nostro paesaggio e che continuano a resistere a modelli agricoli intensivi e impattanti. Allo stesso tempo, crediamo sia fondamentale educare alla qualità: imparare a riconoscere un buon extravergine, avvicinarsi all’assaggio consapevole, allenare i sensi per cogliere profumi e sfumature che raccontano storie e territori. Solo così questo straordinario patrimonio può essere davvero compreso e valorizzato».
Un patrimonio identitario, al centro della nostra alimentazione di cui si sa ancora troppo poco, dominato da troppi luoghi comuni che andrebbero sconfitti promuovendo una vera cultura dell’olio. Olio e vino sono sempre un riferimento quando si vogliono indicare i prodotti simbolo della nostra agricoltura, ma nelle attività promozionali e di comunicazione l’olio rimane sempre in secondo piano. Per questo ben vengano iniziative come la Festa dell’olio che oltre a ospitare l’ingresso in società della nuova Guida vede numerosi banchi d’assaggio e Laboratori del Gusto: «È un grande onore ospitare a Torri del Benaco – sottolinea il sindaco della città, Stefano Nicotra nel salutare i produttori presenti – l’anteprima nazionale della Guida agli Extravergini di Slow Food Italia. Siamo convinti che questa vetrina possa dare ulteriore slancio alla nostra tradizione olivicola, nata in epoca altomedievale, quando i monasteri che avevano terre sul lago di Garda decisero di indirizzarle alla produzione di olio, grazie al nostro clima, che è sostanzialmente mediterraneo, sebbene ci troviamo quasi ai piedi delle Alpi».
Alcuni dei protagonisti della Guida agli Extravergini 2026 sono saliti sul palco per gli attesi riconoscimenti che Slow Food Italia assegna a donne e uomini che quotidianamente difendono il patrimonio di biodiversità olivicola.
Il premio speciale dedicato alla memoria di Diego Soracco – leader di Slow Food dalle origini dell’associazione e grande appassionato ed esperto di olio, per lunghi anni curatore della Guida stessa – dedicato a coloro che fanno della caparbietà e della resistenza il tratto distintivo della propria produzione olivicola, è stato assegnato a Tommaso Masciantonio di Casoli (Ch) perchè rappresenta una visione concreta e personale dell’olivicoltura abruzzese. Quinta generazione attiva dal 1874, ha unito eredità familiare e scelte autonome. Ha rilanciato l’Intosso in purezza quando pochi ci credevano: senza inseguire mode ma costruendo qualità nel tempo. Nel consegnare il premio Luca Mattoni, responsabile area tecnica di RICREA ha sottolineato: «Da cinque anni collaboriamo con Slow Food alla realizzazione della Guida agli Extravergini e all’assegnazione del premio Diego Soracco. Un modo per valorizzare la filiera dell’olio che, insieme a quella del pomodoro e delle conserve ittiche, è importante per RICREA dal punto di vista sia dei volumi di imballaggi d’acciaio utilizzati per il confezionamento, sia per il riciclo attraverso la raccolta differenziata».
Altri riconoscimenti pongono l’accento su alcune figure e progetti che valorizzano il mondo olivicolo della penisola e che rappresentano al meglio la scommessa di Slow Food sul futuro dell’extravergine italiano.
La Guida agli Extravergini 2026 in sintesi: aziende recensite; oli recensiti su oltre 1500 degustati di cui 573 certificati biologici; novità assolute, più 3 rispetto all’anno scorso; riconoscimenti a testimonianza della qualità dell’evo italiano: 102 Grandi Oli e 142 Grandi Oli Slow; le chiocciole che premiano le aziende che interpretano al meglio i valori Slow Food; gli oli del Presidio Slow Food degli olivi secolari, con un leggero incremento; le aziende con ristorante e 170 quelle con possibilità di alloggiare (la guida vuole anche essere un invito a visitare queste realtà per far incontrare i produttori e scoprire il patrimonio olivicolo).