Il ricorso delle imprese italiane ai derivati | Banca d'Italia - Format Research

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8 maggio 2026

Il ricorso delle imprese italiane ai derivati per la copertura del rischio di tasso di interesse. – Note di Stabilità finanziaria e vigilanza n. 51

Tassi in rialzo e costi del debito

La politica monetaria restrittiva adottata dalla Banca Centrale Europea tra il 2022 e il 2023 ha portato a un forte aumento dei tassi di interesse e, di conseguenza, dei costi di finanziamento per le imprese, soprattutto per quelle con debiti a tasso variabile.

Lo studio analizza quanto l’utilizzo dei derivati finanziari sui tassi di interesse abbia aiutato le imprese italiane a limitare questi maggiori costi.

I dati utilizzati nello studio

L’analisi combina diverse banche dati:

  • EMIR (European Market Infrastructure Regulation), che raccoglie dati dettagliati sui derivati;
  • AnaCredit (Analytical Credit Datasets), relativo ai prestiti bancari;
  • Anagrafe Titoli, per le obbligazioni societarie;
  • i bilanci aziendali forniti da Cerved.

L’obiettivo è capire come le imprese non finanziarie italiane (NFC, Non-Financial Corporations) abbiano utilizzato i derivati tra il 2021 e il 2024.

Derivati e copertura dal rischio

I risultati mostrano che i derivati sono ampiamente utilizzati, soprattutto dalle imprese di maggiori dimensioni, generalmente più esposte ai rischi di mercato e meglio organizzate per gestirli.

La strategia più diffusa consiste nell’utilizzo di IRS (Interest Rate Swap), strumenti attraverso i quali le imprese pagano un tasso fisso e ricevono un tasso variabile.

In una fase di rialzo dei tassi, questa strategia si è rivelata vantaggiosa: i flussi ricevuti a tasso variabile hanno superato i pagamenti a tasso fisso, generando benefici economici per le aziende.

Effetti positivi durante la stretta monetaria

Secondo lo studio, dall’inizio della stretta monetaria della BCE nel luglio 2022 le coperture sui tassi hanno avuto un ruolo importante nel limitare l’impatto dell’aumento del costo del denaro.

Il valore di mercato dei derivati detenuti dalle imprese è cresciuto sensibilmente durante questo periodo, segnalando effetti favorevoli per le aziende che avevano adottato strategie di copertura.

Anche i bilanci mostrano che le imprese che utilizzano derivati hanno registrato un aumento degli oneri finanziari più contenuto rispetto a quelle che non ne fanno uso.

Riduzione del costo del debito

Combinando i flussi finanziari generati dagli Interest Rate Swap con quelli relativi a prestiti bancari e obbligazioni, lo studio stima che i derivati abbiano ridotto mediamente di circa il 20% il costo annuo del debito delle imprese che li hanno utilizzati durante la fase di restrizione monetaria.

In termini più concreti, le imprese italiane con derivati hanno beneficiato di una riduzione dei costi di finanziamento pari a circa 100 punti base nel 2023 e 70 punti base nel 2024.

I risultati confermano quindi il ruolo importante delle strategie di copertura finanziaria nella gestione del rischio, soprattutto in periodi di forte incertezza economica e di rapido aumento dei tassi di interesse.

Il ricorso delle imprese italiane ai derivati (Immagine da Pexels)
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