La proposta di legge prevede l’istituzione del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta
Dal 18 marzo è partita la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “Un’altra difesa è possibile”, promossa dalla Rete Italiana Pace e Disarmo, di cui la Cgil fa parte.
La proposta è quella della costituzione di un Dipartimento che indirizzi il contributo alla difesa civile con le proprie autonomie e modalità di lavoro delle varie componenti oggi esistenti, fra cui il Servizio civile, i Corpi civili di pace, la Protezione civile, oltre ad un ipotizzato Istituto di ricerca su Pace e Disarmo.
Si tratta di dare finalmente concretezza a ciò che prefiguravano i Costituenti con il ripudio della guerra e che già oggi è previsto dalla legge e confermato dalla Corte Costituzionale: la possibilità di assolvere all’obbligo costituzionale dell’articolo 52 con una struttura di Difesa civile alternativa a quella prettamente militare, finanziata direttamente dai cittadini attraverso l’opzione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi.
IN SINTESI COSA PREVEDE LA PROPOSTA DI LEGGE
Un Dipartimento per la Pace e la Nonviolenza
Il Dipartimento, collocato presso la Presidenza del Consiglio, andrà a coordinare i Corpi civili di pace, un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo, operando in sinergia con protezione civile e servizio civile universale.
Una nuova prospettiva
Finalmente gli articoli 11 e 52 della Costituzione potranno trovare compimento e fornire all’Italia strumenti più efficaci di intervento nei conflitti.
L’opzione fiscale
Il finanziamento avverrà anche tramite un Fondo nazionale, alimentato dalla Legge di Bilancio e dalla facoltà dei contribuenti di destinare il 6 per mille dell’IRPEF senza oneri aggiuntivi. A tutti i cittadini, tramite una semplice scelta in sede di dichiarazione dei redditi, sarà data l’opportunità di sostenere una forma di difesa non armata e nonviolenta.