Alla Convention 2026 Confartigianato trasforma 80 anni di storia nella rappresentanza del futuro

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12 Maggio 2026·EVENTI

“80 Voglia di futuro”. Non è solo uno slogan, ma l’impegno per dare senso e concretezza alla nuova rappresentanza emerso dalla Convention 2026 di Confartigianato Imprese, svoltasi l’11 e il 12 maggio nella cornice del Palacongressi di Rimini. Una due giorni intensa che ha visto la partecipazione straordinaria di 700 persone, tra dirigenti e funzionari del Sistema Confartigianato, giunti da tutta Italia nell’ottantesimo anniversario della Confederazione.

In apertura dei lavori, dopo i saluti istituzionali del sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad e del presidente di Confartigianato Imprese Rimini Davide Cupioli, il presidente di Confartigianato Marco Granelli ha tracciato la rotta, legando indissolubilmente la memoria storica all’ambizione verso il domani.

Questo ottantesimo anno di Confartigianato non è solo un traguardo, ma una tappa cruciale” ha dichiarato Granelli. “Il nostro passato è fatto di sacrifici e passione, ma oggi guardiamo al futuro con orgoglio e ambizione. L’impresa artigiana non produce solo valore economico, ma è il perno del PIL sociale italiano. Il nostro compito è restare accanto alle aziende affinché il nostro modello d’impresa resti un fattore vincente del Made in Italy , capace di attrarre i giovani e modernizzare il Paese“. Questa prospettiva è stata pienamente integrata nelle sessioni plenarie della Convention, concepite come spazi dinamici dove la relazione introduttiva e gli interventi tecnici si sono fusi con le testimonianze dirette dei rappresentanti delle Associazioni territorio, in un format che ha alternato la visione “da fuori” degli esperti con quella “da dentro” dei protagonisti del Sistema.

Il Segretario Generale di Confartigianato Vincenzo Mamoli, che ha introdotto e concluso i lavori, ha sottolineato l’energia di un Sistema in piena trasformazione. “A questa Convention abbiamo vissuto una partecipazione straordinaria, sia per numeri che per qualità. Il senso della rappresentanza non è nostalgia del passato, ma carburante per un nuovo modo di essere organizzazione. Abbiamo messo in campo progetti per essere sempre più vicini ai bisogni delle imprese, utilizzando digitalizzazione e Intelligenza Artificiale non come fini, ma come strumenti per la crescita del Paese. L’obiettivo strategico emerso dalla due giorni è quello di un’organizzazione che agisca come un’infrastruttura di connessione tra dati e persone, potenziando le competenze interne e la capacità di rispondere ai bisogni reali del mercato”.

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La Convention si è quindi articolata in quattro panel tematici, dove accademici ed esperti si sono confrontati con gli attori protagonisti dell’attività associativa quotidiana, a livello nazionale e nel territorio, che si sono confrontati portando con esperienze concrete.

La prima giornata è partita con una riflessione profonda sul valore associativo guidata dal politologo Paolo Feltrin. L’obiettivo è stato chiaro: riscoprire l’orgoglio di appartenenza per rispondere alle sfide complesse della modernità. Idee, esperienze e modelli sono stati presentati da Vittorio Boselli, Segretario di Confartigianato Lodi, Francesca Chizzolini, Segretario di Confartigianato Mantova, Amilcare Renzi, Segretario di Confartigianato Emilia Romagna.

Sotto la lente di Stefano Bernacci, Direttore Organizzazione, Marketing e Comunicazione di Confartigianato e dell’imprenditore ed esperto di AI e innovazione digitale Walter Fausto Turco, si è discusso di come i servizi alle imprese stiano cambiando pelle. L’Intelligenza Artificiale è stata al centro del dibattito come leva per automatizzare i processi e liberare valore umano con i contributi di Mauro Colombo, direttore di Confartigianato Varese, Andrea Trevisani, direttore Politiche fiscali di Confartigianato, Andrea Bianchi, direttore di Confidi Systema.

La seconda giornata è iniziata con il focus di Bruno Panieri, direttore Politiche economiche di Confartigianato, e del professor Tommaso Buganza (docente del Politecnico di Milano). L’idea è quella di una Confartigianato che operi come una “nuova infrastruttura”, una rete di piattaforme capaci di connettere dati e persone, potenziando i Centri di competenza illustrati da Alessandra Papini, Segretario di Confartigianato Arezzo. Idee, esperienze e modelli sono stati indicati da Fabio Menicacci, Segretario nazionale Anap Confartigianato Persone, Carlo Piccinato, Segretario di Confartigianato Lombardia e Coordinatore di Confartigianato Imprese Sostenibili, Francesco Tibaldo, Direttore Confartigianato Vicenza.

L’ultimo panel è stato dedicato al capitale umano, con gli interventi dei docenti ed esperti di The European House – Ambrosetti (Marco Grazioli, Mario Leoni e Samuele Cappelletti). Il messaggio è stato univoco: per raggiungere l’eccellenza occorre investire sulla valutazione e sulla crescita delle competenze dei collaboratori. Hanno portato testimonianze e modelli Giovanni Boccia, responsabile della Scuola di Sistema di Confartigianato, Amleto Impaloni, Segretario Generale di Confartigianato Piemonte Orientale, Angela Pacifico, Direttore di Confartigianato Bari – BAT – Brindisi. I 700 partecipanti hanno quindi trasformato la Convention in un laboratorio di idee, confermando che la sfida della digitalizzazione e del ricambio generazionale può essere vinta solo attraverso una responsabilità collettiva.

Il Segretario Generale Mamoli ha evidenziato come i quattro panel abbiano rappresentato altrettanti assi strategici per il futuro dell’organizzazione: il ritorno al senso della rappresentanza, l’evoluzione dei servizi attraverso intelligenza artificiale e digitalizzazione, la costruzione di piattaforme associative sempre più attrattive e la crescita delle competenze interne. Un percorso che, ha sottolineato, deve consolidare la responsabilità collettiva del Sistema e rafforzare il rapporto di prossimità con le imprese.
Il Segretario Generale ha inoltre rimarcato il valore della partecipazione dei 700 presenti, definiti “700 protagonisti”, insieme a una cinquantina di colleghi provenienti dalle Associazioni territoriali che hanno condiviso esperienze e modelli concreti, contribuendo in prima persona alla costruzione della Convention. Un clima di forte coinvolgimento e collaborazione che, nelle parole di Mamoli, rappresenta la base per affrontare con ottimismo e consapevolezza le sfide future di Confartigianato Imprese.

Su tutte, una certezza: gli 80 anni di storia sono il trampolino di lancio per un’organizzazione che vuole continuare a essere protagonista del progresso italiano.

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Lorenza Manessi